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martedì 20 aprile 2010

Le note dell'emozione

Già posare le dita sui tasti è una gradevole sensazione.
Non occorre subito premerli è sufficiente guardare quello schieramento bianco e nero per rimanerne incantati. Così perfetto nella sua precisa disposizione alternata di blocchi.

Poi arriva l'incontro con il suono. Appena il pollice affonda il suo peso su un primo tasto, arriva la consapevolezza che si sta facendo qualcosa di grande, di vitale, di infinitamente bello. Le conoscenze musicali non permettono (al momento) grandi interpretazioni, ma basta un giro di DO e un testo abbozzato di Gino Paoli e già qualcosa emerge.

Se a tutto questo aggiungiamo una suonata a quattro mani, dove le altre due, sono quelle minuscole di vostra figlia seduta sulle vostre ginocchia, allora le note non solo producono suoni, ma anche emozioni.

Non conta se le sue piccole dita premono in modo imprecisato sui tasti. Non conta se il suo dimenarsi a tempo non permetta di visualizzare per bene la tastiera. Quello che conta è la sua presenza, che in quel contesto musicale innesca un meccanismo virtuoso di felicità. Proprio così di felicità. Per ciò che si sta facendo. Per ciò che si sta vivendo.

"C'era una volta una gatta...".







mercoledì 13 gennaio 2010

Buoni propositi musicali

Questo 2010 sarà un anno particolarmente musicale. Senza anticipare ancora nulla, posso dire che sia sul blog sia al di fuori di questo contesto, prenderanno forma o per meglio dire suono una serie di progetti musicali. D'altronde non ho mai nascosto le mie velleità radiofoniche, quindi potrebbe essere che ILBETTA ON AIR abbia anche un'estensione FM, anzi web radio. Rimanete in ascolto per ulteriori aggiornamenti.

Poi ci sono questi tasti bianchi e neri che sistematicamente mi guardano sofferenti ogni giorno dall'angolo del soggiorno. Sono lì, ormai da troppo tempo nell'attesa che qualcuno ricominci ad accarezzarli, in modo tale da far echeggiare per tutta la stanza le loro note colorate.

Infine la sfida più grande, quella di iniziare a scoprire insieme nuovi artisti, nuove musicalità, perché no... nuovi talenti. Ci sono tanti ragazzi in gamba che hanno poca, se non nessuna visibilità, bene l'impegno sarà quello di puntare un riflettore su queste realtà. Un modo per far crescere loro e arricchire le nostre conoscenze sonore.

Detto questo, non rimane altro che accendere un microfono, far scivolare le mani sul pianoforte e tirare fuori dalle cantine i nuovi talenti. Praticamente siamo già pronti a partire.
Si va!