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lunedì 8 febbraio 2010

Aspettando San Valentino

Tra tutte le ricorrenze comandate una di quelle che sopporto meno è sicuramente San Valentino. Per fortuna dei fioristi e dei cioccolatai, non sono tutti come me, altrimenti avrebbero già chiuso se avessero dovuto attendere guadagni da questa festa.

Per non parlare dei ristoratori.
Ricordo ancora quando diversi anni fa entrammo, sbadatamente, in una "normale" pizzeria con degli amici dopo la partitella di calcetto infrasettimanale. Tavoli rigorosamente preparati con due coperti. Tovaglie in panno rosso avevano soppiantato le tradizionali tovaglietti di carta a quadrettoni. L'illuminazione del locale aveva subito una grossa riduzione d'intensità facendo pensare addirittura che il titolare avesse problemi di pagamento della bolletta dell'Enel. Sulle pareti bianche a fatica s'intravedevano le vecchie macchie di pummarola, rigorosamente coperte da innumerevoli cuori di carta rossa appiccicati sui muri. Ma soprattutto la lista delle pizze era stata sostituita da un menu speciale che prevedeva due uniche pizze: la Romeo per lui e la Giulietta per lei. Sugli ingredienti sorvolo.

Detto ciò ed essendo comunque un fermo credente che l'amore debba essere festeggiato ogni giorno, pensavo a come rendere un po' più originale questa attesa che culminerà in domenica 14 febbraio.

E' per questo che dedicherò a partire da domani la settimana ad una coppia. Una coppia speciale e particolarmente creativa. Insomma celebrerò San Valentino un po' a modo mio o per meglio dire alla maniera de ILBETTA.
A domani.

martedì 9 giugno 2009

Margherita, punto e basta.

Mancano pochi minuti al canonico orario del TG della sera, quando entriamo in pizzeria con una coppia di amici. Più che entrare, ci accomodiamo nello splendido plateatico di questa pizzeria all'aperto sulla spiaggia.

Il panorama è stupendo. Il sole è ancora alto e noi siamo particolarmente rilassati, dopo aver accompagnato i bimbi dalla nonna.
Arriva una gentile cameriera che ci lascia la lista delle pizze. Inizia il dramma. La lista è un pieghevole a otto ante con venti tipi diversi di pizza per pagina. Tutti e quattro iniziamo a leggere con notevole attenzione le diverse proposte. Dopo un primo momento di religioso silenzio, iniziano i commenti. - "Hai visto la Carbonara?" "Chissà se le melanzane nella vegetariana sono alla griglia?" "Ma la pizza della casa in cosa consiste, secondo voi?" "Tu, quale prendi?" -

La discussione continua animosamente, mentre si salta dalle pizze tradizionali a quelle speciali, passando per le bianche e tralasciando quelle di chiara inclinazione invernale.
Passano cinque minuti e la cameriera torna con il suo blocchetto bianco a spirale e una BIC nera rosicchiata all'estremità superiore.

La tensione aumenta. Una goccia di sudore mi scende dalla fronte, sarà il calore accumulato durante il giorno. Nessuno prende la parola. La cameriera riformula la domanda "Cosa prendete?". Mia moglie prende tempo e parte con il bere "Per me dell'acqua naturale". In scia, temporeggiamo anche noi con la richiesta di due birre medie e una coca alla spina.

La cameriera che ora sembra meno simpatica, alzando leggermente il tono di voce e squadrandoci ci chiede "E che pizza volete?". Non possiamo andare oltre, ci guardiamo negli occhi. Faccio un respiro profondo e fissando il mare all'orizzonte dico "Una margherita. Per me una margherita".

In simultanea, con un approccio corale e un forte senso di liberazione, si sente ripetere "Anche per me, anche per me, anche per me!".

Anche questa volta abbiamo passato l'esame, ma mi chiedo perché sistematicamente dobbiamo leggere e rileggere l'intera lista delle pizze con le diversi varianti, quando poi prendiamo sempre quella? Mah, forza dell'abitudine.

Intanto evviva la pizza margherita e buon compleanno per i suoi 120 anni appena compiuti.

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