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mercoledì 14 settembre 2011

Il presente (è) futuro

Ieri per LSE LIFESTYLEntrepreneur ho fatto un salto nel futuro. O meglio ho dato un'accelerazione al presente. Eravamo in H-Farm per fare una serie d'interviste che pubblicheremo nei prossimi mesi proprio su LSE, però mi sento di anticipare qualcosa. 


Anticipo alcune emozioni. D'altronde fare un viaggio spazio/temporale non è indifferente. Basta giungere alla tenuta Ca' Tron di Roncade per capire che si entra in un'altra dimensione. E' una struttura che spiazza. Non è certamente il classico ufficio. Questa fattoria in chiave moderna semmai ha le sembianze di un luogo per pensare. Riflettere. Agire. Un luogo dove il sapere, le idee, i progetti, sono tutti elementi che vengono condivisi per uscirne poi migliorati. Arricchiti o semplicemente equamente valutati.


Ma la cosa che lascia felicemente stupiti è il fattore umano. Persone in gamba che si sanno mettere alla prova. Con sfide che solo il futuro ne decreterà il successo, ma che già il presente ne attesta la validità. 


Vedere tutta questa energia ed entusiasmo in questi ragazzi fa forse pensare che qualcosa è cambiato nel nostro Paese. Qui ci sono tracce tangibili che si possano realizzare grandi cose. Che il digital non è solo sinonimo di Silicon Valley. 


Chissà se il nuovo Facebook partirà proprio da qui. Difficile da dirsi. Non impossibile da farsi.


Intanto buon lavoro H-Farm, con la speranza che altre realtà così si diffondano sul nostro territorio.

giovedì 7 aprile 2011

Ho visto un Re!

A dire il vero pure una Regina. Le damigelle e l'intera corte.


Ho visto balli. Amori. Complotti. Tradimenti. Battaglie e sangue.


Ho visto il potere esasperato dato da ricchezza, sesso e religione.


Ho visto accadere questo attorno al 1530. Poco importa però questa data. Qualcosa di simile è accaduto prima. Qualcosa di analogo si è ripetuto dopo. Qualcosa di assimilabile sta accadendo pure oggi. 


C'è una storia, ci sono degli accadimenti e forse anche degli insegnamenti. C'è un presente, ci sono degli avvenimenti e forse nessun insegnamento. Ci sarà un futuro ci saranno degli eventi e quasi sicuramente dei nuovi errori. 


Ancora una volta la sensazione è che non si possa desistere dal sbagliare. Costretti a farci del male. E' proprio questa la condizione dell'essere umano?  


Chissà. Intanto vado a leggere sul quotidiano di oggi come sta il nostro Re. Sì perché forse non ve l'ho ancora detto, ma io ho visto un Re!




lunedì 8 giugno 2009

Presente!

Quante volte lo abbiamo ripetuto durante la nostra permanenza scolastica.
Era il momento iniziale, dopo i convenevoli del "buongiorno signora maestra" stando tutti in piedi davanti alla propria seggiolina.

Con questo Presente! all'enunciazione del proprio cognome, dichiaravamo di esserci. Pronti. Attenti per una nuova giornata di apprendimento.
Ma dopo quei più o meno piacevoli momenti di scuola, non ci siamo più posti l'interrogativo se siamo presenti in quello che facciamo, in quello che viviamo, con le persone che incontriamo o ci sono vicine?

Non parlo tanto della presenza fisica, ma di quella celebrale. Con la testa, con il pensiero siamo presenti mentre svolgiamo le nostre pratiche quotidiane professionali oppure mentre il nostro partner ci sta parlando o mentre più banalmente ascoltiamo una canzone alla radio?

Chissà. Nel dubbio anche
se la scuola è finita, forse sarà il caso di ricominciare a fare l'appello, partendo proprio da noi stessi.

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venerdì 17 aprile 2009

Replica - Gli Uomini di una Volta

Non esistono più pure quelli.

Proprio così, se ieri abbiamo avvallato l'ipotesi che le donne, fortunatamente sono cambiate, un consistente cambiamento si è verificato anche nell'emisfero maschile.

Anche in questo caso, le donne dovranno rinunciare a certe attenzioni, ad una galanteria degna dei migliori cavalieri del '700, ma tutto sommato credo che ne valga la pena.

In cambio si ritrovano degli uomini più vicini ai loro sentimenti, al loro modo di pensare, pur mantenendo sempre le inaviccinabili distanze.

E' la generazione di questi trentenni un po' sognatori, alcune volte fragili, ma che hanno comunque tanto amore da dare.
Siamo passati da un compagno autoritario ad un confidente autorevole.

Ora i mariti si rendono conto di cosa vuol dire mandare avanti una famiglia.
Vedono i figli. Vivono i figli.

Anche in questo caso, scorgo più gli aspetti positivi del cambiamento che non quelli spesso romanzati degli uomini di una volta.

E poi non è vero che gli uomini migliori sono già tutti sposati o gay. Qualcuno ne è rimasto in circolazione (forse).

giovedì 16 aprile 2009

Le Donne di una Volta


Non ci sono più!

Quante volte l'abbiamo sentito. Quante volte l'abbiamo detto.
Ma è sempre negativa questa affermazione?
Certo non c'è più la donna intesa come il focolaio di casa. Quella che si occupava appieno della casa. Coccolava il marito e figli con pasti e leccornie. Le pulizie, il bucato, la stiratura.

La prima ad alzarsi e l'ultima ad andare a letto.
Riconoscenze poche, se non nessuna.
Eppure lei era sempre presente, con la sua umiltà e quel suo grande senso del dovere.

Ma la donna d'oggi non è in condizioni migliori.
Anzi, oltre al ruolo implicito di casalinga, ha il suo lavoro, le sue preoccupazioni e nonostante tutto riesce, con la sua ottima capacità organizzativa a gestire gli impegni dei figli e le richieste del marito.

L'unico vantaggio, rispetto al passato, è che fortunatamente non c'è più un ruolo di sudditanza nei confronti del partner. Ragion per cui ci troviamo al nostro fianco una donna che oltre all'economia domestica, dialoga e comunica pariteticamente.

Quindi possiamo tranquillamente rinunciare ad una lasagna al forno per una parola e un dialogo profondo scambiato davanti a 4 salti in padella :)

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