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mercoledì 2 maggio 2012

Artigiani del nostro futuro

Un flusso costante. Pensieri che nascono, si sviluppano, si trasformano e creano. Un confronto continuo. Scambio di opinioni. Spostamenti di presunte certezze in grado di fornire nuove prospettive. Traguardi raggiunti per nuove partenze. Uno sguardo verso gli orizzonti di domani. Una completa visione.


Il ritmo dell'esistenza. Impronte di un passaggio. Un'eredità o forse meglio un dono. Per chi ci ha sorretto. A chi ci ha allungato una mano. Forse solo per chi ci ha regalato un sorriso. Forme diverse di fondamenta necessarie.


Nel frattempo la sfida. Una ricerca continua affinché tutto abbia una sua logica. Anche quelle azioni spontanee, che tutto sembrano avere tranne ciò. Gesti ripetuti. Movimenti improvvisati. Speranze che prendono forma, in un tourbillon di stati d'animo, dove l'entusiasmo riesce ancora a prevalere.


E' la giostra della vita. La fabbrica delle imprese. Grandi, piccole, personali e non, comunque tutte rappresentative di ciò che siamo. Onesti artigiani del nostro futuro.

mercoledì 14 settembre 2011

Il presente (è) futuro

Ieri per LSE LIFESTYLEntrepreneur ho fatto un salto nel futuro. O meglio ho dato un'accelerazione al presente. Eravamo in H-Farm per fare una serie d'interviste che pubblicheremo nei prossimi mesi proprio su LSE, però mi sento di anticipare qualcosa. 


Anticipo alcune emozioni. D'altronde fare un viaggio spazio/temporale non è indifferente. Basta giungere alla tenuta Ca' Tron di Roncade per capire che si entra in un'altra dimensione. E' una struttura che spiazza. Non è certamente il classico ufficio. Questa fattoria in chiave moderna semmai ha le sembianze di un luogo per pensare. Riflettere. Agire. Un luogo dove il sapere, le idee, i progetti, sono tutti elementi che vengono condivisi per uscirne poi migliorati. Arricchiti o semplicemente equamente valutati.


Ma la cosa che lascia felicemente stupiti è il fattore umano. Persone in gamba che si sanno mettere alla prova. Con sfide che solo il futuro ne decreterà il successo, ma che già il presente ne attesta la validità. 


Vedere tutta questa energia ed entusiasmo in questi ragazzi fa forse pensare che qualcosa è cambiato nel nostro Paese. Qui ci sono tracce tangibili che si possano realizzare grandi cose. Che il digital non è solo sinonimo di Silicon Valley. 


Chissà se il nuovo Facebook partirà proprio da qui. Difficile da dirsi. Non impossibile da farsi.


Intanto buon lavoro H-Farm, con la speranza che altre realtà così si diffondano sul nostro territorio.

lunedì 23 maggio 2011

Paura, conoscenza e scogli

Ho appena terminato di vedere uno spaccato di vita reale. Niente insulti. Nessun proclamo. Non c'erano voti da accaparrarsi. Bensì storie, speranze e tanti difficoltà. La Gabanelli con Report è riuscita ancora una volta a presentare quali sono le vere problematiche di un Paese che non è in grado di sostenere la sua più grande ricchezza: i giovani.


Mentre passano i racconti di tanti talenti italiani che hanno dovuto abbandonare la penisola per costruirsi un futuro professionale (e privato), il teatro della politica continua il suo cabaret elettorale.


E pensare che venivo da un fine settimana esaltante. Un video di Chris Anderson, proiettato in una gremita sala della Fondazione Querini Stampalia, dava il benvenuto al TEDx Venezia. Dopodiché in un susseguirsi di positive emozioni, gli speakers prendevano parola sul tema Art & Management.


Già proprio così si è parlato di arte. Arte come mezzo di comunicazione. Arte come cultura. Arte come modo per innovare. E perché no, arte come strumento di reddito. Come incremento del PIL di una nazione. Peccato che anche questo, sia un tema che non interessa veramente alla nostra classe dirigente. 


Ancora una volta la contrapposizione. L'energia - giovani/arte/creatività - che si scontra con l'inerzia. Politica lontana da un mondo reale.


Ma sono fiducioso. Paura, conoscenza e scogli sono le tre parole con le quali si è conclusa questa prima sessione veneziana di TED. Tre parole che se ben analizzate permettono di guardare avanti. Di affrontare in modo determinato i propri progetti. 


L'importante è superare le ansie iniziali intrinseche nell'intraprendere un percorso. Non aver paura di sbagliare. Non aver paura di qualcosa di nuovo.


Mai smettere di imparare. Alimentare in modo continuativo le proprie curiosità. Conoscere per ampliare i propri orizzonti.


Ed infine gli scogli. Individuati, è necessario superarli. Anche le montagne più insidiose, non sono nulla rispetto alla forza dei sogni.


Ce la possiamo fare. Ce la dobbiamo fare.

giovedì 7 aprile 2011

Ho visto un Re!

A dire il vero pure una Regina. Le damigelle e l'intera corte.


Ho visto balli. Amori. Complotti. Tradimenti. Battaglie e sangue.


Ho visto il potere esasperato dato da ricchezza, sesso e religione.


Ho visto accadere questo attorno al 1530. Poco importa però questa data. Qualcosa di simile è accaduto prima. Qualcosa di analogo si è ripetuto dopo. Qualcosa di assimilabile sta accadendo pure oggi. 


C'è una storia, ci sono degli accadimenti e forse anche degli insegnamenti. C'è un presente, ci sono degli avvenimenti e forse nessun insegnamento. Ci sarà un futuro ci saranno degli eventi e quasi sicuramente dei nuovi errori. 


Ancora una volta la sensazione è che non si possa desistere dal sbagliare. Costretti a farci del male. E' proprio questa la condizione dell'essere umano?  


Chissà. Intanto vado a leggere sul quotidiano di oggi come sta il nostro Re. Sì perché forse non ve l'ho ancora detto, ma io ho visto un Re!




giovedì 21 maggio 2009

Un'età

Ci sono luoghi e orari del giorno in cui è possibile fare degli straordinari incontri.

Incontri con persone che hanno un'età avanzata che hanno molto tempo a disposizione, ma che forse in taluni casi non l'energia sufficiente per fare quello che vorrebbero fare.

Con un sentimento misto tra simpatia e tenerezza le puoi incontrare nei supermercati, a fare le file agli uffici postali, a riempire le sale d'attese del medico di base. Alcuni fortunati a spingere le carrozzine dei piccoli nipoti ai giardini, mentre a chi il destino è stato avverso, ad essere spinto da badanti distaccate.

E' la cosiddetta terza età. Un'età in cui ognuno di noi spera di arrivare nel miglior modo possibile, fisicamente e mentalmente. Un'età in cui si dovrebbero raccogliere i frutti della propria semina, mentre spesso si viene più o meno dimenticati. Un'età in cui si vorrebbero avere molte persone accanto, ma spesso è la solitudine l'unica compagna. Un'età in cui ti viene finalmente restituito il tuo tempo perduto, ma che forse ora non ti serve più. Un'età di ricordi passati, ma che preferiresti viverne di nuovi. Un'età non sempre accettata, ma impossibile da rifiutare. Un'età in cui vorresti stare tranquillo, ma che spesso non ti è permesso. Un'età simile ad altre, ma così diversa da tante altre.

E' un'età in cui ti fermi a guardare indietro e vorresti ritrovare il futuro.

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