Visualizzazione post con etichetta richieste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta richieste. Mostra tutti i post

mercoledì 1 luglio 2009

Abbasso il navigatore

Non c'è niente di più bello che chiedere informazioni stradali, visto che sistematicamente per me questa richiesta si trasforma in dialoghi surreali.

Da un lato io non ho il senso dell'orientamento, dall'altro trovo spesso degli interlocutori fantastici, nel senso che non conoscono nemmeno loro il posto dove devo andare, ma hanno una tale voglia di aiutarmi e di parlare che può accadere che il posto non lo trovo, ma trascorro una decina di minuti veramente esilaranti.

Anziani che mi raccontano di quando hanno inaugurato la casa del popolo.
Giovani che mi aggiungono informazioni su informazioni, dando per scontato che conosca dov'è la pizzeria da Peppino e "la palestra Over the Top.
Signore che superata la prima fase di diffidenza verso "lo straniero", in pieno disappunto rimangono incredule che non conosca quell'indirizzo.

Per fortuna alla fine esistono chiese, monumenti e grandi/noti negozi, così tra "... vada dritto fino alla Chiesa di S. Andrea, poi al Monumento dedicato ai Caduti svolti a sinistra e infili la prima a destra dopo il McDonald's...", alla meta ci si arriva.

Quindi, se non avete fretta di arrivare a destinazione, abbasso il navigatore ed evviva l'informatore.

Photo Credits

mercoledì 27 maggio 2009

Dediche & Richieste

E' tardo pomeriggio, ma il caldo equatoriale non dà segni di cedimento.
Le mie mani con le quali tengo entrambi i bimbi ai miei lati, sono un tutt'uno con le loro. L'umidità fa da collante. La poca aria presente sembra quella di un asciugacapelli al massimo della sua potenza.

Questa per i bimbi è l'ora delle dediche e richieste dopo l'uscita da scuola.
"Voglio un gelato". Sudo. "Voglio un gelato, subito!". Risudo.
Vista la giornata le gelaterie sono prese d'assalto. Pazienza. Ci armeremo di quella, scordandoci che però lei non è per niente amica delle temperature ostili.

Ci mettiamo in fila. I bambini sono sempre più insofferenti, mentre la mia t-shirt da azzurra si sta lentamente trasformando in blu.
Dopo cinque minuti, accontentato il settimo componente della comitiva dal Sol Levante, è il turno di una giovane (e indecisa) coppia. L'insofferenza dei bimbi prende forma in un sitting. La bimba si sdraia a terra e non ne vuole sapere di alzarsi, mentre il grande invita i passanti a fermarsi con urla e pianti.

Non ho tempo per dissuaderli, tocca a me. Prendo due coppette con una pallina ciascuna di fiordilatte, non conta tanto il gusto, ma che siano uguali. Pago e mi catapulto verso la prole per quietarli.
Il più grande che si fa portavoce anche della piccola, vista ancora l'incapacità di quest'ultima di comunicare verbalmente (anche se ugualmente si fa ben capire), esclama con tono formale e distaccato: "Ma noi volevamo una granita!".

Guardo in cielo. Sudo sempre. Per fortuna domani è prevista una perturbazione con grandine. Chissà, magari ci penserà lei a fargli una granita. Intanto continuo a sudare.

Photo Credits

venerdì 23 gennaio 2009

Allarme Rosso: Orario Critico

Le tre ore che vanno dalle 17.30 alle 20.30 sono sicuramente le più critiche per chi ha dei bambini.

E' proprio in questa fascia oraria che assistiamo ad un incremento esponenziale dei capricci. I pargoli avvertono la stanchezza di una giornata ricca d'impegni nonostante i pochi anni di vita. Stanchezza che accomuna i genitori, che dopo una giornata di duro lavoro devono affrontare lo scoglio più duro.

Le richieste sono le più disparate. La casa è un campo di battaglia. Giochi dispersi in ogni metro quadro dell'abitazione. In cucina fervono i preparativi per la cena. I piatti si sprecano, tutte ottime ricette che spesso non trovano un adeguato responso.

Dopo il pasto i botti finali, prima della fase di avvicinamento alla ninna. Pipì, denti e vestizione con il pigiamino appena stirato.
Le forze dei genitori si affievoliscono sempre più. Sono già entrati in riserva, mentre i bimbi nonostante la stanchezza hanno ancora l'energia per qualche ultima impossibile richiesta.

Ecco siamo in cameretta. Luce suffusa. Inizia il racconto della fiaba, la voce si affievolisce sempre più, alla terza pagina stiamo sussurrando, ma ecco arrivare un'altra richiesta.

"Papà, ma come finisce la storia?"

Mancano solo 78 pagine alla fine.
Le palpebre si stanno chiudendo. Salto di 77 pagine. "E vissero felici e contenti" e buona notte.