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venerdì 10 febbraio 2012

Disco Week End: Vasco Rossi - Bollicine

Questa settimana ha compiuto 60 anni. Il disco week end non poteva esimersi dal fargli gli auguri. Non solo perché è stato nominato recentemente dalla rivista Rolling Stone al primo posto tra i cento dischi italiani migliori di sempre, ma Bollicine rimane un piccolo capolavoro. 


Al di là di Vita spericolata e della stessa canzone che da il titolo all'intero album, ricordo ancora l'emozione di quando ho sentito per la prima volta Una canzone per te. Emozione equiparabile solo con l'ascolto di Ogni volta, tratta però dal precedente album Vado al massimo. 


Poi in Bollicine c'è un'altra delle mie canzoni preferite del comandante: Giocala. Una delle tante perle musicali che è riuscito a sfornare nella sua lunga carriera artistica. Insomma diciamo che in tutti questi anni ne ha dispensato di regali sonori, quindi perché non celebrarlo oggi facendogli, seppur in ritardo, gli auguri per questo suo importante compleanno.


Anche perché non vi nascondo che dopo aver ascoltato Bollicine, non ho resistito alla tentazione di riprendere in mano altri quattro dei suoi vecchi album: Vado al massimo che citavo sopra; Colpa d'Alfredo e Non siamo mica gli americani. Ah è vero ho detto quattro. Beh l'ultimo me lo tengo per me.


Ancora auguri Vasco.




lunedì 19 luglio 2010

Scrivere di musica

Ma ha ancora senso scrivere di musica?

Esisteva una volta Musica! l'inserto del quotidiano la Repubblica. Veniva allegato al giornale ogni giovedì ed era un appuntamento imperdibile. All'avanguardia, equilibrato, autorevole. Era un viaggio nella musica, alla scoperta di nuovi generi musicali e cantanti emergenti.

Su Musica! si scriveva di musica.

Da qualche anno Musica! non c'è più e se ne sente la sua mancanza.
Di musica si continua a scrivere, ma le scelte editoriali lasciano un po' perplessi.

All'indomani della scomparsa di Musica!, la Repubblica è uscita con il mensile XL. Grandi aspettative, ma tante delusioni. Su XL di musica si scrive, ma c'è ampio spazio anche a tutto ciò che fa moda, tendenze, cinema, comics e chi più ne ha più ne metta. Insomma un gran pot-pourri di informazioni, che al termine della loro lettura, lasciano un po' frastornati e disorientati.

C'è pure la versione italiana della bibbia dei magazine musicali come Rolling Stone. Però pure qui tra un eccesso e un tentativo di eccedere, il patinato prende il sopravvento sull'anima rock della rivista, lasciando intravedere che forse è meglio essere fashion & cool (e avere buoni inserzionisti pubblicitari). Tutto questo naturalmente a discapito dello scrivere di musica.

In questo scenario poco gratificante, forse riesce mantenere non con poche difficoltà una sua identità Il Mucchio. Nonostante ciò, anche qui non si scrive solo di musica. Come ben lascia intendere la didascalia Il Mucchio è un mensile di musica, cinema, libri, politica e attualità.

Ma è così impossibile scrivere solo di musica?

Chissà forse è un ritorno naturale alle origini. Come non c'è più spazio di format musicali interessanti da vedere in TV, forse è giunto il momento di smettere di scrivere di musica. E' giunta l'ora solo di ascoltarla, che tutto sommato forse è la cosa migliore.