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venerdì 10 febbraio 2012

Disco Week End: Vasco Rossi - Bollicine

Questa settimana ha compiuto 60 anni. Il disco week end non poteva esimersi dal fargli gli auguri. Non solo perché è stato nominato recentemente dalla rivista Rolling Stone al primo posto tra i cento dischi italiani migliori di sempre, ma Bollicine rimane un piccolo capolavoro. 


Al di là di Vita spericolata e della stessa canzone che da il titolo all'intero album, ricordo ancora l'emozione di quando ho sentito per la prima volta Una canzone per te. Emozione equiparabile solo con l'ascolto di Ogni volta, tratta però dal precedente album Vado al massimo. 


Poi in Bollicine c'è un'altra delle mie canzoni preferite del comandante: Giocala. Una delle tante perle musicali che è riuscito a sfornare nella sua lunga carriera artistica. Insomma diciamo che in tutti questi anni ne ha dispensato di regali sonori, quindi perché non celebrarlo oggi facendogli, seppur in ritardo, gli auguri per questo suo importante compleanno.


Anche perché non vi nascondo che dopo aver ascoltato Bollicine, non ho resistito alla tentazione di riprendere in mano altri quattro dei suoi vecchi album: Vado al massimo che citavo sopra; Colpa d'Alfredo e Non siamo mica gli americani. Ah è vero ho detto quattro. Beh l'ultimo me lo tengo per me.


Ancora auguri Vasco.




mercoledì 30 novembre 2011

Liga vs Vasco

Non è un confronto musicale. Lungi da me creare ulteriore competizione tra due così grandi artisti. Poi conosco bene gli schieramenti a sostegno dell'uno e dell'altro. Anche gli eccessi di una fazione nei confronti dell'altra.  A me piacciono entrambi che ci volete fare. E proprio perché il mio è un amore incondizionato di vecchia data, mi permetto una riflessione su una sensazione avvertita. Quindi nessun giudizio sugli artisti e tanto meno sulla loro meravigliosa produzione musicale.


La mia è solo una considerazione fatta su due episodi distinti che riguardano questi due protagonisti, che il destino ha voluto presentarmi in una successione temporale provocatrice. 


Ore 19.20 circa. Mi capita di vedere il video nel quale Vasco presenta la sua autobiografia "La versione di Vasco". Mezz'ora dopo Radio 2. Luciano Ligabue. Il suo ritorno in radio "Ligabue, ora e allora" (seppur per soli dieci giorni e per dieci minuti al giorno).


Capite che è stato come trovarsi in mezzo ad un fuoco incrociato. E gli spari non erano le note delle loro canzoni, ma attività diverse. Proprio per questo ho provato delle emozioni diverse. Diciamo che Vasco con quel video ha sparato a salve. Mah. La lettura del suo libro sarà certamente più bella. Mentre il Liga anche in FM ci sa fare. Mi ha colpito e affondato. 


Diciamo che il Vasco in questa versione "clippino" non mi convince. Ma forse poco importa. Ora vado ascoltarmi un suo disco e lì la musica cambia. Eccome se cambia.


Invece non sarebbe male un programma radiofonico condotto da loro due insieme. Avrei già il titolo. Lungo, ma esplicativo: "E poi ci troveremo come le star a bere del whisky al bar Mario" in studio Luciano Ligabue e Vasco Rossi.


Chissà se un giorno potrà mai capitare.

lunedì 5 settembre 2011

VENEZIA68 - EH GIA’… IO NON SONO QUA


Delusione per il mancato arrivo di Vasco alla Mostra del Cinema di Venezia


Oggi sarebbe stato il suo giorno. Peccato usare il condizionale. L’attesa era spasmodica. Poco patinata, ma intensa. Intensa come la forza delle sue parole. Come la poesia delle sue canzoni.

Le stelle che sottendono le atmosfere del cinema avrebbero avuto un viraggio rock. Per un giorno il red carpet sarebbe stato un dirty carpet. Un tappeto ruvido intriso di una storia, che attraverso le note del protagonista, ha fissato per sempre l’impronta indelebile nella storia della musica italiana.

Lui che è arrivato dove altri avrebbero sempre sperato. Nell’olimpo dei pochi eletti della discografia nazionale. Si contano su due mani gli artefici di tale traguardo. Su una se si considerano gli artisti ancora in lavorazione.

Anche il fraintendimento di fare ora un film/documentario sulla vita di Vasco Rossi, dal momento che in Italia di santifica solo dopo la scomparsa degli artisti, trova poco spazio. Mentre assume un significato amaro quel “Eh già, io sono ancora qua”, proprio nel giorno che queste parole non possono essere rispettate.

Un’assenza comunque solo fisica. Lo spirito del Vasco c’era oggi a Venezia. Eccome se c’era. Chiedetelo a chi usciva dalla proiezione di Questa storia qua. D’altronde lui è le sue canzoni.

venerdì 20 maggio 2011

Disco Week End: Vasco Rossi - Vivere o niente

Il disco week end di oggi potremo definirlo il disco del dubbio. Quando un amico me lo ha segnalato ero molto perplesso se inserirlo. Mi proponeva qualcuno che conoscevo bene. Molto bene. Colui che per certi aspetti ha rappresentato per me l'essenza del mettere in musica i sentimenti umani. Un poeta moderno.


C'era un problema però. Per me era un pezzo di storia. Una storia che aveva avuto un inizio (...Ma cosa vuoi che sia una canzone...), ma anche un termine (Nessun pericolo... per te). Ciò che era avvenuto dopo era qualcosa lontano da me. Era come se avessi amato con tutto me stesso una persona e poi si fosse verificato un disinnamoramento. Per colpa di lei. Per colpa mia. Chissà.


Con questo approccio ho accolto l'invito ad ascoltare questo nuovo album di Vasco. Alla fine però ho messo da parte questi miei preconcetti e facendomi trascinare dal dubbio, mi sono detto perché non riprovarci. Perché non conceder(mi)gli una possibilità.


Quindi con un orecchio spogliato di un passato ingombrante, ho ascoltato Vivere o niente.


Non si possono fare confronti, ma si possono fare dei ringraziamenti. E questi vanno proprio ad Enrico, la persona che mi ha suggerito questo disco. Già perché con la sua proposta mi ha permesso di mettere in discussione alcune certezze musicali ormai assodate oltre che, mi ha fatto ascoltare un buon album.