Visualizzazione post con etichetta volare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta volare. Mostra tutti i post

mercoledì 29 febbraio 2012

Imparare a volare

Eccolo lì. Una mano appoggiata al fianco sinistro e l'altra quasi a sostenere la fronte. I capelli hanno preso la piega del vento, mentre le ginocchia leggermente flesse potrebbero lasciar intendere la pesantezza di un corpo invecchiato.


La luce del sole non fa altro che accentuarli colori che sembravano oramai spenti. Anche l'ombra stizzita sembra essersene andata allo scoccare del dodicesimo rintocco. L'aria è frizzante, come se percepisse l'elettricità del momento. Si deposita nei polmoni con la forza di un primo respiro. 


Tutto attorno a lui sembra muoversi. Anche le abitazioni sono diventati mobili, per non parlare della gente. Si sposta alla velocità dei pensieri. Ma forse è solo lui che ha messo in moto la sua esistenza. E' la sua accensione che fa spostare tutto.


Comunque ancora a fatica riesce ad alzare lo sguardo da quel fiore. Su esso una variopinta farfalla si era posata. Solo allo sbattere delle ali e all'innalzarsi al cielo, permette a lui di svegliarsi da quel torpore. 


Inizia a sorridere. Poi a ridere. Sempre più forte, fino a quando tutta la sua felicità non trova un completo sfogo. Ha appena fatto una scoperta che vuole condividere con l'intero mondo. Anche lui può volare. 


Prima si allenta il nodo della cravatta. Poi se la sfila. Si toglie pure la giacca e si rimbocca le maniche della camicia. Dopodiché inizia a camminare. Lentamente, ma con decisione, come se ben sapesse qual è la sua strada. Ora.

giovedì 3 novembre 2011

Con la mano nell'aria

Forse tutti lo hanno fatto da bambini. In tanti lo fanno ancora da adulti. Quella mano che gioca nell'aria. Che compie acrobazie degne delle Frecce Tricolori. Che realizza le più svariate forme con la complicità della fantasia. Che rimbalza nell'aria come farebbe un surfista californiano.

Basta un po' di velocità e quella mano decolla nel cielo per poi planare e ridisegnare nuove traiettorie. Nuovi confini. Il braccio funge da unico legame con il terreno. Come lo è il filo per un aquilone. Nonostante ciò quella mano appare libera di esprimersi. Libera di andare. Libera di volare.

Normalmente non ha molto pubblico. Ha uno spettatore d'eccezione però. E' colui che ha deciso di regalarsi un momento di spensieratezza. Di gioia. Di voglia di creare. E' un gesto o meglio sono più gesti, tutti armoniosamente calibrati. In alcuni casi si vuole riprodurre qualcosa. Nella maggior parte nulla. Ed è proprio allora che si realizzano le forme più straordinarie.

La mano che volteggia nell'aria porta con sé  dei viaggiatori. Sono i pensieri. Quei pensieri che trovano lo spazio di descriversi in una porzione di cielo, ai nostri occhi, infinita.

Vola mano. Vola.

sabato 15 novembre 2008

18 + 18 = doppiamente maturo

Non sono mai stato bravo in matematica. Chissà se questa equazione è corretta.

In teoria sì. Se un ragazzo al raggiungimento del suo diciottesimo compleanno, anagraficamente è considerato maggiorenne e attraverso l’esame scolastico è insignito della maturità, oggi ne ho ben donde di essere contento.
Già dal momento che vado ad aggiungere ai miei primi diciotto anni altri diciotto, les jeux sont faits.

In pratica non so. Lascio a chi mi conosce l’ardua sentenza. Certo che da un lato, mi sento pronto per fare qualcosa di grande. Di essere in grado di cavalcare quella grande onda, che è da un po’ che aspetto.
Dall’altro, sarà la condizione di questa mia generazione di eterni Peter Pan, ma avverto le paure e le ansie di cosa significhi dover crescere ed essere sempre pronti come uomo maturo nel rispondere alle quotidiani sollecitazioni della vita.

Un giorno scoprirò dove sta questo perfetto equilibrio, in grado di incastonare le due anime che ci appartengono: ratio e fantasia. Nel frattempo, in questo giorno di festa continuiamo a volare… lassù nel blu dipinto di blu ☺