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giovedì 19 gennaio 2012

Man parking

Riviste. Libri. Videogiochi. Consolle. Ma pure flipper e calcetto. E naturalmente un mega schermo 3D per le dirette sportive. Un luogo popolato da giovani uomini. E mentre le compagne si smarriscono tra un reparto e un altro di enormi centri commerciali, loro possono piacevolmente attenderle. Diciamo pure una evoluzione dei baby parking. I man parking.


Una soluzione per eliminare quelle tensioni innescate dalla frase: "Caro oggi andiamo a fare shopping". Parole che suscitano il panico nel sesso maschile. Struggente prova d'amore. Invito che consumate le principali giustificazioni non è possibile declinare.


Ed è così che mentre orde di donne si aggirano euforiche tra un negozio e l'altro, mariti, fidanzati o semplicemente amanti, si ritrovano intristiti a seguirne le tracce o nelle migliori delle ipotesi ad attendere prima della linea che demarca l'entrata del negozio.


I man parking, se esistessero, quanti musi lunghi potrebbero eliminare? Se esistessero... indiscrezioni mi dicono che alcune grandi catene commerciali si stiano muovendo in tal senso. Ikea in primis. Preparatevi, non sarà facile farci tornare a casa dopo l'orario di chiusura dei negozi.

lunedì 13 ottobre 2008

La febbre del sabato pomeriggio

Questo fine settimana siamo stati invitati da una coppia di amici all'inaugurazione di un nuovo mega centro outlet. Sapevo a cosa andavo incontro, ma questa volta non potevo rifiutare, mi sarei ritrovato senza cena (causa sciopero ai fornelli della mia dolce compagna) e rischiavo una crisi diplomatica con l'altra coppia con la quale ero al quarto forfait consecutivo.

Quindi sabato ore 14.30 si parte tutti insieme "la la la". Dopo poco più di un'ora arriviamo in questo "splendido" villaggio dello shopping. Le due donne al nostro fianco iniziano a brillare gli occhi. Io e l'altro sventurato, invece, iniziamo a guardarci negli occhi con aria preoccupata e spirito di rassegnazione.

La struttura di questi luoghi, se avete avuto l'occasione (o la disgrazia) di esserci stati è la seguente: una serie di negozi della medesima dimensione, uno affiancato all'altro, distribuiti in maniera organica nel tentativo di riprodurre un souk d'occidente. In sintesi una location mal riuscita, che non sarebbe adatta nemmeno per le riprese di uno spaghetti western di serie B.

Iniziamo a risalire la prima via ed è lì che mi accorgo fin da subito di un fenomeno particolare. Dentro, i negozi sono pieni di donne pervase da un'euforia collettiva; mentre all'esterno, è un brulicare di maschi di due specie: "single", che stancamente sostano sulle panchine accompagnadosi ad una sigaretta; "papà" invece, trafelati a rincorrere la prole e a distribuire soldini per placare le richieste dei filgli (giri in giostrina, gelati, palline con sorpresa, ...).

Il tempo inesorabilmente e in questo caso fortunatamente trascorre e dopo tre ore di estenuante attesa e a 15 minuti dalla chiusura del centro, c'è il ricongiungimento con le nostre compagne. Le vediamo uscire dall'ultimo negozio che mancava al loro appello con 3/4 borse per mano, leggermente scompigliate, pupille dilatate e sorriso compiaciuto per questa missione andata a buon fine.
Noi invece ancora increduli a quello che abbiamo assistito ci siamo augurati che questa febbre del sabato pomeriggio, si ripresenti il più tardi possibile, nella speranza che nel frattempo venga scopero un'efficace vaccino.