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giovedì 22 dicembre 2011

Misteri al femminile

Sono molti i segreti che una donna può celare. Cose impensabili ad umili uomini di poca arguzia e di terreni pensieri. Alcuni li abbiamo già menzionati. Come ad esempio cosa cela il contenuto della borsa di una donna oppure il perché di un così lungo intervallo dal saluto prima di andare a letto a quando effettivamente si accomoda nella sua stanza. Cosa fa nel frattempo? Cosa succede? Per non parlare del taglio di capelli. Il suo stato di incredulità quando dopo nemmeno un giorno che è stata dal parrucchiere, il capello si permette di ritornare com'era prima!


Ma c'è n'è uno che ripetutamente si ripete al quale nemmeno le ipotesi più disparate hanno mai dato risposta. Si tratta di quel momento dove in una situazione conviviale tra amici in un ristorante, in un locale qualsiasi, una delle presenti all'improvviso si alza e neanche il tempo che sia in posizione completamente eretta, che l'amica le dice: "Ti accompagno" oppure "Vengo anch'io".


E' in quel preciso istante che dalla fronte destra dell'uomo inizia a scendere una goccia di sudore. Tensione dovuta alla impossibilità di rispondere ad una semplice domanda "Perché?". Cerca addirittura di immedesimarsi in quello che sta accadendo e la cosa assume sembianze ancora più tragicomiche. S'immagina il compagno di mille serate che gli esterna quel "Ti accompagno". Il sudore si trasforma in brividi.


Come tutti i misteri, forse anche questo è destinato a rimanere tale.

giovedì 24 novembre 2011

Perché la donna è un pericolo al volante

E' una questione di femminilità.


Partiamo dalla calzatura. Il tacco. Su codesta scarpa non aggiungo altro, per non infierire. Lo stivale non è da meno, certamente non facilità un movimento rapido dei piedi. Mentre le ballerine apparentemente innocenti, non permettono la giusta sensibilità sui i pedali. A tal proposito provate da fermi a toccare freno, acceleratore e frizione scalzi. Mi saprete dire.


Il maquillage. Non dite che non avete mai visto una donna ferma ad un semaforo o bloccata in piena tangenziale, approfittare della pausa per una ritoccata di rimmel o una spennellata di fard. Peccato che il semaforo torni rapidamente verde e il traffico congestionato riprenda il suo movimento.


La borsa. Fedele compagna di viaggio, normalmente viene depositata sul sedile a fianco il conducente. C'è un problema però, contiene di tutto, ivi compreso il cellulare, che se malauguratamente dovesse squillare, richiederebbe di staccare la mano destra dal volante per un tempo minimo di un paio di minuti. 


Arriviamo infine all'ordine. Prerogativa femminile, che viene spesso applicata con rigore. Quindi il sistemare le cose associato alla ricerca di un parcheggio fa sì che il primo spazio libero è quello giusto per parcheggiare l'auto. Però ci sono delle misure da rispettare e far entrare uno station wagon in meno di due metri, è un'impresa impossibile anche per Houdini.


Quasi dimenticavo. Leggera sfumatura, ma non indifferente. Avete mai trovato una campionessa di Gran Turismo della PlayStation?


P.S. Prima di qualsiasi reclamo in merito a quanto scritto, aspettate di leggere la prossima settimana "Perché l'uomo è un pericolo al volante".

mercoledì 8 giugno 2011

Giù le mani dalla borsa

E' un oggetto misterioso. La spacciano per accessorio moda, ma è molto di più. E' un estensione del gentil sesso. Difficilmente se ne separa. Ne esistono modelli diversi. Ognuno in grado di soddisfare bisogni e occasioni d'uso differenti.


Da parte sua l'uomo un po' la teme. L'osserva. La scruta. La fissa. Come se in questo modo riuscisse a carpirne il contenuto. Cosa questa impossibile. 


Fantasticando si arriva a teorizzare che abbiano un doppio fondo. Alcune anche triplo. Supposizioni date dal numero infinitesimale di oggetti che riescono a contenere. I più maligni diffondono la voce, che all'interno venga custodito anche un elisir d'amore, usato a discrezione delle donne per fare innamorare la preda maschile di turno.


Tornando con i piedi per terra, comunque un alone di magia attorno ad essa lo conserva. Sarà per questo che mai gesto più inconsulto è quello di introdurre le mani nella borsa della compagna. Alcune relazioni si sono interrotte dopo tale inopportuna azione.


Si viene anche messi alla prova in talune circostanze. Capita provocatoriamente di esseri invitati con aria innocente a rovistare al suo interno. Le scuse sono le più banali - "caro mi passi le chiavi che ho lasciato dentro la borsa... mi prendi il cellulare nella tasca interna della borsa". Puri tentativi di essere colti in fallo e se non si è desti nel consegnare la borsa alla legittima proprietaria, invece di metterci le mani dentro, scatta un altisonante "ma cosa fai? mi frughi nella borsa... dovevi solo prendermela... che mi arrangiavo".


E in tanto il tempo trascorre e nemmeno i più illustri scienziati si sono pronunciati sul contenuto di queste borse. La voglia di svuotarne una è tanta, ma il rischio di essere messo al bando come eretico è elevato.


Lasciamo perdere. Continuiamo nel limitarci ad osservarla. Non si sa mai che prima o poi, compia un passo falso. Potrebbe rovesciarsi e nel rovesciarsi far fuoriuscire il suo contenuto. Chissà. Comunque sia quel giorno sarà un grande giorno per tutti noi. Noi uomini.


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