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martedì 5 luglio 2011

Pensavo che...

... forse i tempi sono maturi

pensavo che sarebbe bello

pensavo che potrebbe essere un passo avanti (nella giusta direzione)

pensavo che sarebbe un nuovo punto di partenza

pensavo che sarebbe un momento di festa (ma non solo)

pensavo che sarebbe un momento di condivisione (e non solo)

pensavo che potrebbe andare bene (lo sento)

pensavo che forse sarò un po' emozionato (sento pure questo)

pensavo che qualcuno potrebbe rimanere stupito

pensavo di fissare una data sul calendario

pensavo che forse è il caso che non vi prendiate troppi impegni a settembre

... il pensiero si trasformerà in azione

continua

lunedì 4 ottobre 2010

Quelli tra palco e realtà

Superati indenni i festeggiamenti per il secondo anniversario de ILBETTA ON AIR, ricominciamo una nuova settimana a tempo di musica. E questo non solo in termini metaforici.


Questo perché nei prossimi giorni avremo il piacere di fare la conoscenza con una persona che ha trascorso una buona porta della propria vita nella produzioni di eventi e concerti.


Con questo ospite andremo a rivivere le emozioni di fare un lavoro che senti tuo. Un lavoro che una volta incontrato, nonostante le difficoltà, fai fatica a distaccartene.


Con lui scopriremo qual è l'energia sprigionata nell'organizzazione di un grande concerto. Con lui capiremo che un grande evento musicale, non sono solo quelle due ore di esibizione dell'artista. E sempre con lui, vedremo l'entusiasmo di quando si accendono per la prima volta i riflettori, l'impianto audio funziona e tutto è pronto per partire.


Insomma con lui faremo un viaggio, citando il buon Luciano Ligabue, tra palco e realtà.

giovedì 26 novembre 2009

MEI Meeting degli Indipendenti 2009 - Parte terza

Leggi la seconda parte

ILBETTA: “Invece puoi dare un consiglio a tutti coloro che vogliono venire a scoprire il MEI per la prima volta. Qual è il modo migliore per viverlo pienamente secondo te?”

Giordano: "Il MEI è l’unica manifestazione in Italia interattiva, nel senso più vero del termine. Tutti, sia chi è sul palco, sia chi sta sotto il palco è li per confrontarsi, per comunicare tra di loro. E poi il MEI è un evento così vasto, etereogeo che ognuno ne esce con una propria personalizzazione. Ognuno può viverlo in un modo diverso."

ILBETTA: “Dai prima di lasciarci un’ultima domanda. Come vorresti che diventasse il MEI nei prossimi anni o meglio se avessi la possibilità di esaudire un desiderio legato al MEI, quale sarebbe?

Giordano: "Maggiore visibilità. Ritengo che il MEI sia una realtà musicale/culturale che dovrebbe avere una visibilità mediatica diversa dall’attuale. Questo sarebbe il mio desiderio. Se oggi non ci sono le “armi” mediatiche per comunicare l’evento, vorrei che in futuro prossimo la televisione, le piattaforme online i mezzi di comunicazione in generale prestassero la giusta considerazione a quanto stiamo facendo al MEI."

Grazie Giordano per la disponibilità, a questo punto non ci rimane altro che prepararci per raggiungerti a Faenza per assistere insieme a te a questa grande festa dedicata alla musica e alla cultura indipendente.

martedì 24 novembre 2009

MEI Meeting degli Indipendenti 2009 - Parte Prima


30 mila presenze in tre giorni. 400 espositori. 300 artisti live. 350 videoclip in concorso per il PIVI – Premio Italiano Videoclip Indipendenti. 150 giornalisti accreditati e numerosi convegni e workshop.

Con questi numeri, a Faenza dal 27 al 29 novembre, si prepara ad aprire i battenti la tredicesima edizione del MEIMeeting degli Indipendenti, ideato e organizzato da Giordano Sangiorgi. Ed è proprio con lui che oggi avremo il piacere di parlare della nuova edizione di questo evento, ormai considerato da tutti il più importante raduno della nuova scena indipendente italiana.


ILBETTA: “Proviamo un attimo a guardare al passato. Giordano, ma ci avresti mai creduto che quella prima festa avvenuta nel ’97, sarebbe diventata un giorno il primo festival della produzione musicale e culturale indipendente italiano?”

Giordano: "Beh pensare che la prima edizione è partita affiancando la fiera del disco locale che aveva bisogno di colmare gli spazi vuoti di un capannone fa un certo che. Noi, in quell’occasione abbiamo riunito dei gruppi emergenti e abbiamo portato una serie di persone interessate all’evento. E’ stato l’inizio di un sogno. Da allora l’evoluzione è stata continua, cercando di cogliere sempre cosa accadeva nel settore. La nostra capacità è stata quella di seguire il cambiamento partendo dalle esigenze che arrivavano dal “basso”, insomma, è stata una grande soddisfazione."


ILBETTA: “Cosa significa oggi, in ambito musicale e culturale, il termine indipendente?”

Giordano: "All’inizio il termine era sinonimo di sfigato, di artista di serie B, di chi non era stato voluto dalle grandi multinazionali. Oggi questo termine ha una sua importanza, identifica coloro che hanno un’idea progettuale artistica e la perseguono in modo autonomo."


ILBETTA: “Quindi mi confermi che ci sono speranze, per tutti quegli artisti che non hanno scelto la strada dei talent show, per poter emergere e far conoscere il proprio lavoro?”

Giordano: "Questi talent show non c’entrano nulla con la capacità di creare un percorso artistico. Innanzitutto sono dei format televisivi, creati per riempire i palinsesti e guadagnare attraverso gli introiti degli inserzionisti. Oltre a questo non è l’artista al centro del programma, ma chi è attorno alla produzione televisiva. Spesso e volentieri, ci si ricorda più della lite fatta tra i giudici che della canzone appena eseguita dall’artista.

Degli artisti che si presentano a queste trasmissioni, la maggior parte poi cade nel dimenticatoio. Ogni tanto emerge qualche buon interprete e in questo caso è un regalo che viene fatto alla major di turno che sostiene il format, visto che si trova già a disposizione un’artista già noto e quindi non deve investire in tutta quella promozione per farlo conoscere. Meglio di così!"

giovedì 8 ottobre 2009

Virago Entertainment: è qui la festa? - Parte terza


Leggi la parte seconda

ILBETTA: “Bene, facciamo un po’ di gossip. Un’altra tua seconda casa sta diventando Ibiza. Ho visto una tua foto su una rivista internazionale, dove presenziavi ad un noto evento mondano. Cosa mi dici a tal proposito?”

LaManu: “Ibiza è stata una tarda scoperta. E mi sono sentita bene da subito. Ormai conosco tanta gente e quando vado trovo davvero ‘casa’. L’articolo? E’ uscito sul sito di The Sun, raccontava delle notti più calde dell’isola e citava l’apertura dello Space. Noi ovviamente non potevamo mancare!”

Ci fermiamo velocemente per bere un caffè. LaManu ne approfitta anche per prendere delle calde e profumate brioches da portare ai colleghi in ufficio. Un gesto naturale, come lo sono tutti i suoi modi di fare. Semplicità e determinazione messe insieme.

Mentre riprendiamo il cammino, mi permetto di rivolgerle una domanda piuttosto personale.

ILBETTA: “Ma in tutto questo tourbillon di feste, viaggi, eventi, riesci a trovare uno spazio di tranquillità per te, per la tua vita?”

LaManu: “La mia è una settimana volutamente frenetica in cui incontro amici, organizzo, pianifico viaggi. Ma non disdegno dei momenti di puro ozio in cui mi prendo del tempo solo per me.”

Giungiamo ai piedi della Rocca di Asolo. Siamo arrivati a destinazione. LaManu scende dall’auto. Io le prendo la trolley dal baule. Un forte abbraccio e un grosso saluto. Mentre sto per ripartire e lei si sta avviando verso il viale che la porterà al suo ufficio, inchiodo la macchina e abbasso il finestrino.

ILBETTA: “Manu dimenticavo una cosa! Anche se in ritardo di qualche giorno… Buon Compleanno!”

mercoledì 7 ottobre 2009

Virago Entertainment: è qui la festa? - Parte seconda


Leggi la parte prima

ILBETTA: “Allora com’è andata a Londra, quand’è che prenderai la cittadinanza britannica?”

LaManu: “Mai credo… mi è stato espressamente vietato dalla mia amica Toni Jones, dice che potremmo fare seri danni insieme. E ha ragione!”

ILBETTA: “Senti, ma raccontami un po’ della Virago Entertainment. Come sta andando questa avventura, su che fronte ti stai muovendo?”

LaManu: “Abbiamo festeggiato due anni di attività proprio ad inizio ottobre. La serata ha avuto come protagonisti tanti amici, che fedelissimi hanno seguito fin dall’inizio questa avventura. Ora ci sono un po’ di programmi con i partners storici (i ragazzi di Rokkaffe e ZweiBar): vorremmo organizzare una serie di eventi per l’autunno; sta nascendo anche un progetto con YEAM tuttora in fase di test e qualcosa con una società di Milano che mi ha contattata un paio di mesi fa ma è ancora prematuro parlarne.”

ILBETTA: “Qual è la festa che ti è piaciuta di più organizzare?”

LaManu: “Difficile da dire. Credo la prossima che farò…”

ILBETTA: “E quella cui ti sei divertita di più?”

LaManu: “Tutte. Dopo le 2 del mattino però quando l’ansia da prestazione è passata.”

ILBETTA: “Ma secondo te, un giorno la Virago Entertainment potrebbe svilupparsi così tanto, da richiedere da parte tua un impegno e una presenza maggiore?”

LaManu: “Non lo escludo. Conoscenze e collaborazioni si stanno piacevolmente allargando. Da qualche mese ho cominciato a collaborare anche come freelance per la rivista Sound & Vision. Scrivere è davvero un bell’esercizio.”

Domani la terza ed ultima parte

martedì 6 ottobre 2009

Virago Entertainment: è qui la festa? - Parte prima


Aeroporto di Treviso. Ore dieci e venti di un lunedì di ottobre. Sulla pista di atterraggio sta per toccare suolo il volo Ryanair FR 00792 proveniente da Londra.

A bordo c’è LaManu.

LaManu è una mia ex collega. LaManu è una mia amica. LaManu è la Virago Entertainment. Che cos’è la Virago Entertainment lo scopriremo insieme a lei, intanto non posso che anticipare che è la sua seconda esistenza. Già perché da una lato LaManu lavora con grande passione nell’ambito della moda, dall’altro invece è l’anima pulsante di un’idea che sta fantasticamente portando avanti.

Le porte scorrevoli degli arrivi si aprono. Eccola. E’ proprio tra i primi passeggeri ad affacciarsi. Cappellino anni ’60. Vestito floreale su toni verdi e blu. Cappotto grigio chiaro al braccio sinistro. Borsetta a tracolla decorata da centinaia di spille. Trolley e vistosi occhiali da sole per nascondere, forse, le poche ore di sonno fatte.

ILBETTA: “Buongiorno Manu e ben arrivata. Il tuo chauffeur è pronto per portarti al lavoro!”.

LaManu: “Ciao Betta, che piacere rivederti e grazie ancora per il favore”.

Già perché oggi sarò io ad accompagnarla al lavoro e in questi 35 km che avremmo a disposizione ne approfitterò per farle qualche domanda. Sistemato il piccolo bagaglio nel baule dell’auto. Iniziamo il nostro viaggio.

Continua domani

mercoledì 22 luglio 2009

In prima fila


C'è chi vuole starci ad ogni costo. Pensate ad un concerto ed essere lì a due passi dal proprio idolo. Oppure ad un meeting, una convention dove sistematicamente la prima fila è riservata "a quelli che contano".

C'è chi la detesta. Per motivi di riservatezza, immaginate di assistere ad una delle vecchie puntate del Maurizio Costanzo Show con tanto di ripresa televisiva. Altre volte per motivi meno nobili. A scuola le prime file di solito erano appannaggio dei secchioni oppure del monello di turno che per punizione veniva esiliato nei primi banchi.

Diciamo pure che il tutto dipende un po' dal carattere del singolo e poi dalle situazioni circostanziali. Però l'angolazione migliore rimane il dietro le quinte.

E' lì che si possono fare gli incontri migliori. Cogliere l'emozione dell'artista debuttante che sta per salire sul palco. Apprezzare la professionalità dei tecnici e dell'intera produzione che coordina un evento. Individuare veramente le persone che hanno un valore, che quasi mai sono quelle imposte dal cerimoniale.

Un discorso a parte invece è il dietro le quinte della scuola, visto che logisticamente corrisponderebbe a dietro alla lavagna. Situazione, per chi l'ha vissuta, non particolarmente piacevole :)

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