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giovedì 1 marzo 2012

Oggi ore 12

Oggi quando saranno le 12 un nuovo tassello di una grande avventura sarà ben posizionato sul tavolo dei sogni. Non sarà una magia, ma ancora una volta il lavoro di un gruppo di persone che credono in ciò che stanno facendo. Superando ostacoli, affrontando imprevisti ed evitando vicoli ciechi, approderanno tutti insieme in quello che è diventato un punto di arrivo, ma che presto potrebbe essere il luogo per una nuova partenza.


Sarà qui che tra entusiasmo e gioia, troveranno il giusto spazio e il tempo ideale per raccontare le loro storie. Tre mesi d'incontri, dove ogni giovedì uno di loro prenderà parola e susciterà le emozioni dei presenti. Racconti diversi, apparentemente molto lontani, ma ancora una volta sarà la passione il canovaccio seguito.


Terre lontane, progetti innovativi, valorizzazione dei talenti umani saranno questi i pilastri attorno ai quali le parole dei diretti protagonisti silenziosamente rumoreggeranno.


Per il momento è tutto. Comunque se vi sentite in sintonia con questi racconti, provate a collegarvi attorno all'ora di pranzo qui www.ilmecenatedanime.it/live/ , potrebbe essere che intercettiate qualche segnale. Positivo.

lunedì 24 ottobre 2011

L'America in Vespa

Doveva essere la presentazione di un libro
Doveva essere il racconto di un viaggio
Doveva essere una nuova serata de Il mecenate d'anime.


Tutto ciò è stato. Molto di più è capitato.


E' successo che la componente emozionale ha preso il sopravvento su quella descrittiva cronologica. Che le sensazioni di un viaggio si sono allargate alle percezioni della vita. Che le parole si sono trasformate in immagini per alcuni e sogni per altri.


Ed è così che Giorgio Serafino e Giuliana Foresi hanno raccontato l'impresa compiuta in sella al loro Generale Lee, la Vespa 50 del 1978, attraversando la Route 66 da Chicago a Los Angeles.


Impresa che Giorgio è riuscito magistralmente a mettere su carta con il libro "L'America in Vespa" (ed. Mursia) e che venerdì scorso presso l'Hotel Londra Palace di Venezia, insieme alla compagna Giuliana (o Giulia come affettuosamente la chiama lui), ne sono stati ricordati alcuni piacevoli momenti.


E' stata una serata dove tutti i presenti hanno potuto compiere un fantastico viaggio. Dove la fantasia ha permesso di essere partecipi di un coast to coast dal grande fascino. A bordo di un mezzo dal grande fascino.


America. Vespa. Ma soprattutto incontri. Quelli fatti da Giorgio e Giuliana durante il loro viaggio. Quello fatto dal pubblico incontrando due persone come loro. Spiriti liberi. Anime nobili.


Giorgio, Giuliana e il Generale Lee. Emozioni, tra terra e asfalto.


Di seguito un breve spezzone dove Giorgio Serafino e Giuliana Foresi, simpaticamente raccontano di come possa cambiare rapidamente il tempo sulla Route 66. Mentre l'intera serata potete rivederla a questo link.






lunedì 17 ottobre 2011

Franco Bolelli, un incontro all'insegna della vitalità!

E' stata una festa. Per l'animo. Per lo spirito. Mancava solo la musica, anche se in alcuni momenti le sue parole sembravano note. Erano scandite dal ritmo della frequenza cardiaca. Alto. Perché sarà stata l'emozione, sarà stato l'entusiasmo, ma il sangue sfrecciava nelle vene. Come pure gli stimoli correvano nel pensiero.


D'altronde con Franco Bolelli non poteva essere differente. Quella di venerdì scorso all'Hotel Londra Palace di Venezia è stata una serata speciale de "Il mecenate d'anime". Lo è stata perché Franco con la sua disponibilità, con la sua vitalità, ha regalato momenti di gioia a tutti i presenti.


Il libro VIVA TUTTO! scritto a quattro mani con Lorenzo "Jovanotti" Cherubini è stato il primo piatto. Ma di cibo per la mente, Franco ne ha dispensato in abbondanza. E pensare che lui scrittore e filosofo, a fatica si ritrova in un'unica definizione. Lui che è travolto e a sua volta travolge, dalla passione per la costruzioni di nuovi modelli mentali, sentimentali, comportamentali e vitali.


Ed ecco che concetti apparentemente astratti, vengono resi incredibilmente concreti dai suoi racconti. Si parte dalla coevoluzione, per arrivare all'innovazione. Anzi non c'è un vero e proprio inizio e fine nei suoi discorsi, ma spunti che lasciano l'opportunità per ulteriori riflessioni. Per nuovi confronti. 


Anche la sua visione della continuità, come limite di un Paese per evolvere è sintomatica. Come lo è la sua considerazione che oggi più che mai sia importante darsi da fare. Costruire più che lamentarsi.


La sua visione della tecnologia è affascinante. Mentre emozionante è quando parla dei bambini come della massima espressione del potenziale umano.


Che dire. Bravo Franco. VIVA FRANCO!


Di seguito un breve stralcio della serata. Il significato del titolo "VIVA TUTTO!" e qual è l'obiettivo di questo libro. Mentre l'intera registrazione della serata la potete vedere a questo link.




domenica 4 settembre 2011

Buona la prima

Al centro Andrea Bettini (Il mecenate d'anime) con i due testimonial della serata: Barnaba Ungaro (giornalista RAI) a sx e Fabio Guzzano (direttore creativo della web agency Upgrade Multimediale) durante la serata di presentazione dell'iniziativa "Il mecenate approda a Venezia" presso l'Hotel Londra Palace di Venezia - ph. by Alfredo Montresor


E' bastato l'attracco del battello a San Marco per farmi capire che il nome dell'evento calzava alla perfezione. "Il mecenate d'anime approda a Venezia". C'eravamo. Lo scatto della reflex di Alfredo Montresor mentre m'incammino all'Hotel Londra Palace mi fa pensare che da quel momento il sogno sarebbe stato immortalato come realtà. 


La stretta di mano al mio arrivo con Alain Bullo, direttore dell'albergo, sancisce l'unità d'intenti già proclamata nel momento di dare vita a questa iniziativa. L'abbraccio con gli amici accorsi stempera la tensione presente. Gli sguardi delle altre persone giunte fino lì ravviva la concentrazione. Cercare di dare il meglio di sé. Poi arrivano anche i due testimoni della serata: Fabio Guzzano (direttore creativo di Upgrade Multimediale) e Barnaba Ungaro (giornalista RAI). Con loro, con la loro presenza aumenta la fiducia nell'affrontare questa nuova avventura.


Alain Bullo a sx direttore dell'Hotel Londra Palace con "Il mecenate d'anime" Andrea Bettini


Un grosso sospiro e poi si parte. Le prime parole escono intimidite. Poi ad ogni pausa il tono aumenta. Non solo quello. Aumenta pure la consapevolezza di essere lì non a caso. E' il frutto di un percorso. Tutta la serata è il traguardo di un viaggio iniziato ormai da un pò di tempo. Paure, incertezze e dubbi, lasciano il posto all'idea, al pensiero e alle storie che costituiscono l'anima di questo progetto. Proprio così l'anima de "Il mecenate d'anime". Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Semmai è la vittoria del lieto fine. Anche se tutto ciò è ancora una volta un nuovo inizio.


Buona la prima. Ora a venerdì prossimo, per far ballare i presenti con la musica delle emozioni.

martedì 12 luglio 2011

Proposta editoriale

Originale, ma non troppo. Specifica, ma non troppo. Che si distingua, ma allo stesso tempo che sia in linea con la testata. Insomma è tutto e il contrario di tutto. 


Quando si prepara una proposta editoriale i fattori da tenere in considerazione sono diversi, ma forse quello più importante non è ponderabile. Alcuni lo chiamano affinità. Affinità tra il proponente e il caporedattore. Altri in maniera più sbrigativa, lo liquidano parlando di fattore C. Forse facendo riferimento alla vitamina nota per le proprie caratteristiche energetiche o forse perché è la prima lettera della particella Ci, come "Ci siamo... va bene".


Comunque sia la fase di stesura e relativa presentazione di una proposta per un articolo, un tema, un servizio o un progetto ancorché più articolato, ha delle forte similitudini con la prima uscita con una donna.


L'emozione. L'aspettativa. La voglia di dare il meglio di sé. 
La scelta di cosa fare. Dove andare. A che ora incontrarsi. Tutti dettagli che possono fare la differenza. C'è una prima impressione che non bisogna deludere. 
Pensandoci bene sotto tutte sensazioni che poi bisognerebbe far perdurare. Mantenere. Alimentare.


E' l'innamoramento. Speriamo allora che qualcuno nei prossimi giorni s'innamori di un testo che certamente non sarà una lettera d'amore, ma una dichiarazione di buoni propositi sicuramente.


Squillino le trombe!

giovedì 2 dicembre 2010

Gli Italiani di Frontiera di Roberto Bonzio - Terza parte

Roberto Bonzio durante una delle sue presentazione di Italiani di Frontiera


Vai alla seconda parte


E’ giunto il suo momento. Le sue parole sono sincopate. Sembrano quasi tenere il tempo del rullante di una batteria. La carica energetica di Roberto Bonzio è pazzesca. Quella che riesce a trasmettere è ancor maggiore. Non ci sono pause. Ci sono intervalli, quelli dei video che vengono proiettati, che alternano la voce di Roberto a quella dei protagonisti di Italiani di Frontiera.

Mi immergo nella storia di Federico Faggin e Roberto Crea, padri del microchip e dell’insulina sintetica. Sobbalzo ai racconti di Fabrizio Capobianco, fondatore di Funambol e Marco Marinucci, manager di Google. Mi appassiono alle divagazioni apparenti che fa Roberto. Cose diverse, ma alla fine non più di tanto.

Un racconto come lo stesso Roberto ha intitolato dal West al Web. E’ fantastica questa parafrasi per comprendere cosa gli italiani di ieri e quelli di oggi in America siano riusciti a fare.

Una presentazione immersiva. Suggestiva. Stimolante.
Da questi racconti si evince che ce la si può fare. Che è nostro dovere sradicare certi luoghi comuni, certi retaggi culturali, per dare spazio alle nostre capacità intellettive.

A presentazione conclusa ne approfitto per fare altre due parole con Roberto. Alla mia domanda su quale possa essere il possibile sviluppo, la prossima sfida di Italiani di Frontiera, lui mi risponde sorridendo, ma con la convinzione di chi ha già fatto il primo passo – “… lavorare su gli italiani di frontiera in Patria! E’ già da un po’ che ci lavoro e ho visto che si possono raccontare delle belle storie anche da qui…”.

A questo punto non mi rimane che salutarlo, non prima di avergli fatto l’imbocca al lupo per questo suo (nostro) nuovo cammino.

Poi lascio lo spazio che ha ospitato questo “giornalista curioso”. Nel lasciarlo però prima mi soffermo sugli sguardi dei presenti. Cerco di carpirne i pensieri dopo che anch’essi hanno assistito alla presentazione di Roberto Bonzio. Forse anche per qualcuno di loro qualcosa è scattato questa sera. Forse qualche remora mentale è stata superata. Domani che è un altro giorno, potrebbe essere veramente un nuovo giorno.

Continuo le mie riflessioni in questa umida notte veneziana. Al prossimo appuntamento con Roberto, perché so che ci sarà, voglio essere pronto. Pronto per raccontare che le cose possono cambiare. Se lo si vuole.

mercoledì 1 dicembre 2010

Gli Italiani di Frontiera di Roberto Bonzio - Seconda parte

Paolo Privitera introduce Roberto Bonzio durante la presentazione di Italiani di Frontiera alla serata "La filiera dell'Idea" - Ph. by Alfredo Montresor

Vai alla prima parte


Siamo a Venezia. L’area è quello del parco scientifico VEGA. L’occasione il lancio di un magazine online dedicato all’imprenditoria innovativa e mentre in laguna c’è l’acqua alta, al di qua del Ponte della Libertà c’è l’adrenalina alta.

Già al suo arrivo, capisco che l’entusiasmo di quella giornata meneghina è intatto. Addirittura noto anche un po’ d’emozione in Roberto Bonzio. D’altronde per lui stasera significa anche ritornare a casa. Mestrino d’origine, figlio d’arte, visto che il padre Gibo è stato un grande cronista per il quotidiano Il Gazzettino, ove Roberto stesso ha esordito. Ad accoglierlo ci sono molti ospiti, ma anche tanti amici.

Il suo abbigliamento informale e lo zaino che lo accompagna, lo rendono un personaggio ancor più curioso. A metà strada tra un moderno Indiana Jones e un giovane avventuriero raccontato da Mark Twain.

Un veloce saluto e un caloroso benvenuto, poi lo lascio raggiungere la postazione dalla quale questa sera ci presenterà i suoi Italiani di Frontiera.

Sono le 22.30 circa quando dagli altoparlanti del locale sento partire una voce. E’ quella di Paolo Privitera, poco più trentenne talento imprenditoriale, che dopo aver vissuto per anni in Silicon Valley ora fa da ponte tra il modello start-up americano e la creatività italiana. E’ lui ad introdurre Roberto Bonzio.