Visualizzazione post con etichetta evento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evento. Mostra tutti i post

lunedì 21 novembre 2011

Come nasce un grande evento

Fondamentalmente dalla passione. E loro, i protagonisti della serata de "Il mecenate d'anime" di venerdì scorso, non solo ne sono ben provvisti, ma sono pure in grado di diffonderne.


Così due persone s'incontrano per la prima volta, due storie s'intrecciano e quello che ne esce è un vademecum per sognatori. Sognatori che poi con tanto sacrificio e determinazione sono in grado di trasformare in realtà, ciò che sembrava ai più un'impresa.


Emanuele Vietina, vice-direttore del Lucca Comics & Games e Denis Longhi, direttore artistico del Vercelli Jazz Re:Found hanno testimoniato con le loro parole, quanto di buono può uscire culturalmente dalla provincia italiana. Due eventi con una storia differente, con un'evoluzione diversa, ma in grado di catturare l'attenzione dei presenti. I numeri, i comunicati stampa, le comunicazioni ufficiali, per una sera hanno lasciato il posto solo alle emozioni.


Meraviglia nel sentire raccontare da Emanuele come sia passato da giovane spettatore ad importante tassello operativo di un progetto culturale oramai consolidato e replicato da molti altri. Ammirazione per come Denis abbia saputo costruire un festival che ha nell'originalità e nella qualità i suoi punti di forza.


Emanuele e Denis, due persone dalla grande passione. Due tessitori di sogni. Due divulgatori di cultura.


Di seguito due estratti della serata con Emanuele Vietina e Denis Longhi. Nel primo il vice-direttore del Lucca Comics & Games, racconta com'è andata in termini emozionali l'edizione appena conclusa del suo evento. Nel secondo invece è il direttore artistico del Vercelli Jazz Re:Found a descrivere, sempre in termini emozionali, l'ultima edizione di questo festival. Mentre tutta la serata è possibile rivederla da questo link.







lunedì 31 ottobre 2011

Raccontare è l'unico modo per salvarsi

E' il suo motto. Non so se sia l'unico modo, ma sicuramente è tra i più piacevoli. Per chi racconta. Per chi ascolta.


Comunque sia, chi era presente venerdì scorso all'Hotel Londra Palace di Venezia all'incontro con il cantastorie Marco Ballestracci, accompagnato dal virtuoso clarinettista Roberto Scalabrin, ha potuto assistere a qualcosa di speciale.


Le parole si sono alternate alla musica. La musica si è alternata alle parole. Questi due elementi si sono mischiati tra loro con il fine ultimo di raccontare. Raccontare storie. Trasferire emozioni.


Se è vero che Il mecenate d'anime è un riflettore puntato su tutte quelle persone apparentemente diverse, ma tutte accomunate da una grande passione nel portare avanti i propri progetti e le proprie idee, Marco Ballestracci ne è l'esempio concreto. Lui è una concatenazione di passioni. Passioni che ha saputo portare avanti egregiamente. Partendo da quando ha iniziato a fare radio. Passando a quando ha iniziato a scrivere di musica e in particolar modo di blues, per poi arrivare al suo essere cantante e musicista di armonica a bocca, condizione di privilegio che lo ha portato con la sua band a girare dentro e fuori l'Italia.


Ma questo ragazzo fortunato, che nella vita quello che ha voluto fare ha fatto, con il suo atteggiamento all'insegna di un continuo apprendimento ha intrapreso pure un percorso letterario d'eccellenza. Prima con storie di blues come "Il compagno di viaggio" e "Blues Padano". Poi che delle vere e propri dediche d'amore nei confronti dello sport con "A pedate" e "L'ombra del cannibale". Infine con il suo ultimo libro dal titolo "La storia balorda".


Con lui sul palco de Il mecenate d'anime c'era il maestro Roberto Scalabrin. Un'altra anima, che ha fatto della musica non solo una brillante professione (primo clarinetto  del Teatro alla Scala con Riccardo Muti), ma anche una ragione di vita e un modo per comunicare i propri sentimenti. Oltre le vibranti sensazioni trasmesse con il suo strumento, è riuscito a trasferire le emozioni di un progetto come "Suoni Versi Colori Sapori", del quale è stato direttore artistico e ha visto un gruppo artisti (lo stesso Ballestracci ne ha fatto parte) mettersi insieme, confrontarsi e collaborare. Modalità questa, quella di aggregare talenti che arrivano da estrazioni artistiche diverse, mantenuta con la nuova iniziativa denominata "Da uno a dieci".


Che spettacolo di serata. Che spettacolo che è la vita. Grazie Marco. I miei omaggi maestro Scalabrin.


Di seguito due momenti di questa serata. Nel primo il cantastorie e armonicista blues Marco Ballestracci insieme al clarinettista Roberto Scalabrin interpretano un poesia di Ernesto Calzavara dal titolo "Orbo a Venezia". Nel secondo Marco Ballestracci racconta una storia legata al ciclismo, ai campionati del mondo del 1972, con protagonista l'atleta toscano Franco Bitossi. Mentre l'intera serata è possibile rivederla da questo link.







domenica 4 settembre 2011

Buona la prima

Al centro Andrea Bettini (Il mecenate d'anime) con i due testimonial della serata: Barnaba Ungaro (giornalista RAI) a sx e Fabio Guzzano (direttore creativo della web agency Upgrade Multimediale) durante la serata di presentazione dell'iniziativa "Il mecenate approda a Venezia" presso l'Hotel Londra Palace di Venezia - ph. by Alfredo Montresor


E' bastato l'attracco del battello a San Marco per farmi capire che il nome dell'evento calzava alla perfezione. "Il mecenate d'anime approda a Venezia". C'eravamo. Lo scatto della reflex di Alfredo Montresor mentre m'incammino all'Hotel Londra Palace mi fa pensare che da quel momento il sogno sarebbe stato immortalato come realtà. 


La stretta di mano al mio arrivo con Alain Bullo, direttore dell'albergo, sancisce l'unità d'intenti già proclamata nel momento di dare vita a questa iniziativa. L'abbraccio con gli amici accorsi stempera la tensione presente. Gli sguardi delle altre persone giunte fino lì ravviva la concentrazione. Cercare di dare il meglio di sé. Poi arrivano anche i due testimoni della serata: Fabio Guzzano (direttore creativo di Upgrade Multimediale) e Barnaba Ungaro (giornalista RAI). Con loro, con la loro presenza aumenta la fiducia nell'affrontare questa nuova avventura.


Alain Bullo a sx direttore dell'Hotel Londra Palace con "Il mecenate d'anime" Andrea Bettini


Un grosso sospiro e poi si parte. Le prime parole escono intimidite. Poi ad ogni pausa il tono aumenta. Non solo quello. Aumenta pure la consapevolezza di essere lì non a caso. E' il frutto di un percorso. Tutta la serata è il traguardo di un viaggio iniziato ormai da un pò di tempo. Paure, incertezze e dubbi, lasciano il posto all'idea, al pensiero e alle storie che costituiscono l'anima di questo progetto. Proprio così l'anima de "Il mecenate d'anime". Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Semmai è la vittoria del lieto fine. Anche se tutto ciò è ancora una volta un nuovo inizio.


Buona la prima. Ora a venerdì prossimo, per far ballare i presenti con la musica delle emozioni.

mercoledì 17 marzo 2010

Nicola Farronato "Qui Bassano, a Voi la linea... resto del Mondo" - Parte seconda


Leggi la prima parte


ILBETTA: “E veniamo al momento zero, quello che ti ha permesso di capitalizzare tutto ciò che avevi appreso. Come è avvenuto il cambiamento, quando è sopraggiunta la consapevolezza che attraverso la rete si può creare e condividere conoscenza?”

Nicola: “La passione per la rete credo di averla acquisita giorno dopo giorno, e così coltivata pure, visto che la considero una soglia di contatto dal potenziale ancora inespresso… tornando alla tua domanda, beh, mentre non credo di avere ancora capitalizzato, sono certo ci sia stato un punto zero, che si è distinto dalla corsa quotidiana, ed ha lasciato il segno indelebile sulla mia traiettoria. Credo proprio coincida con una delle tante conoscenze di questi ultimi anni, datata 2005. La rete l'ha facilitata, l'intelletto sviluppata, questo si. Lui è uno dei massimi esperti internazionali di executive education, e insegna management dell'idea a Parigi. Si chiama Isaac Getz, e quando ho letto il suo trafiletto su un quotidiano locale è scoccata una scintilla... dopo 2 ore gli mandai una email fiume, dopo 2 giorni eravamo al telefono...


ILBETTA: “Qual è stato il tuo primo progetto di questa tua nuova fase di vita?”

Nicola: “Mi ci sono voluti mesi per collocarlo nel mio contesto quotidiano, e anni (ora lo posso dire) per coglierne la portata. Eppure era una cosa semplice, un messaggio lampante: (ri)mettere l'uomo al centro del sistema innovazione, e da li accelerarlo e poter creare nuovo valore, con gli stessi elementi. Ho girato più volte l'Europa, con ogni mezzo, per presentarlo, andando a bussare a porte concatenate l'una all'altra da indizi comuni, che la maggior parte delle volte si aprivano, e dischiudevano un altro mondo da capire, avvicinare, scrutare. Tutto questo ha preso forma in un nome, che più che un brand assomiglia oggi per me all'etichetta dell'abito che mi piace mettere ogni mattina: Smile@Work!"


ILBETTA: “Ma se non sbaglio poi questo Smile@Work è stato selezionato nel 2006 come uno dei progetti più innovativi. Addirittura ti hanno contattato per un format televisivo a riguardo. Com’è andata?”

Nicola: “Smile@Work non ha ancora accelerato l'innovazione mondiale, ma certamente lo ha fatto con me e le mie relazioni globali. Nel giugno 2006 ha debuttato sotto forma di modello innovativo per organizzare distretti della conoscenza ad un congresso EU a Napoli, poi da li il coinvolgimento in un progetto ministeriale dallo slogan inn-ovation: innovazione con ovazione, dove si sarebbe dovuto produrre un nuovo format per TV regionali sul canale di Stato, sfumato alla fine per intoppi di percorso burocratico (continuiamo pure la conta dei progetti falliti …). Da li è ritornato nel cassetto per un po', fino a che ne è riuscito sotto forma di idea editoriale. L'ultimo avvistamento ne parla bene, pare sia la volta buona quest'anno … ma sai sotto che forma?!!"

ILBETTA: “Poi c’è Back2Africa, un progetto che ben conosco visto che ne è stata coinvolta anche la mia amica Manu. Parlamene un po’ e soprattutto raccontami quale sarà la sua evoluzione?”

Nicola: “Back2Africa è stato un collante incredibile nel tenere uniti tutti questi elementi, soprattutto nella loro fase iniziale. E' partito in modo estemporaneo, anche lui; la scintilla l'ha presa nel 2006, dal piacere di scrivere qualche rima in una torrida notte agostana. Racconta di un nuovo modo di parlare d'Africa, nel nostro piccolo mondo locale, dove la nostra società si è fusa con una moltitudine di culture, troppo in fretta, e senza conoscerle. Di tutte le etnie, quella black mi ha da sempre affascinato, tanto è che questo progetto nasce dalla suggestione di un paesaggio del Continente Nero, reale o immaginario che sia, fatto di colori, suoni, canti e gesta uniche. Ho avuto la fortuna di trovare in alcuni amici la voglia di condividere questa visione fantastica, di sfidare l'inesperienza comune, di proporre un messaggio fresco, che sappia parlare di Africa senza essere scontato, conciliando cultura-solidarietà-divertimento. Sono passate 4 edizioni, in un tutt'uno di crescita, dall'entusiasmo, all'energia, alla partecipazione. Oggi, alla soglia della 5^ comparsa sul teatro di una bellissima villa veneta (17/18 luglio prossimi), B2A vuole diventare un festival di cultura black, che dia spazio a tutto ciò che da quei luoghi è partito e si è sparso in frammenti ovunque, riportandolo per la lunghezza di qualche giorno che assomiglia a notte, sotto un cielo stellato della Savana …


Nella foto Nicola Farronato (il secondo a destra) insieme ad alcuni collaboratori dell'evento Back2Africa