giovedì 24 dicembre 2009

Natale senza ......

.....
quei regali costretti a fare e a ricevere, dimenticandosi di donare un sorriso a chi ne ha veramente bisogno;

le folle ammassate fin fuori dalle Chiese, le stesse che poi restano a riecheggiare nel vuoto durante il resto dell'anno;

l'eccesso di pietanze di cene e di pranzi, per poi lamentarsi di sentirsi "leggermente" appessantiti;

Last Christmas degli Wham, che sicuramente è una bella canzone, ma non ha nulla a che vedere con canzoni come White Christmas versione Bing Crosby;

l'invio indiscriminato di SMS reciclati con il medesimo messaggio, senza personalizzazione del contenuto;

la sistematica diatriba tra panettone e pandoro;


Natale CON i miei migliori auguri di buone feste e con la promessa che ci rivedremo nel nuovo anno con l'entusiasmo che ci contraddistingue!!!

Auguri ILBETTA


mercoledì 23 dicembre 2009

Il film di Natale

L'anno scorso vi avevo presentato il "mio" film di Natale Good Inside, questo volta il mio contributo è piuttosto limitato, però c'è il vantaggio che se vi piacerà potreste essere voi il prossimo protagonista.

Ringrazio Fred della segnalazione. Silenzio in sala e buona visione.

ILBETTA HERO!


martedì 22 dicembre 2009

Lezioni di Tango

L'altra sera mi è capitato di rivedere un film di qualche anno fa The Tango Lesson di e con Sally Potter. Non mi soffermo sulla pellicola, perché qualora non l'abbiate già fatto vi invito a vederla. Ma prendo spunto da questa visione per condividere una riflessione sulla bellezza della danza, in tutte le sue diverse espressioni e del suo effetto benefico in chi la pratica.

Prendiamo proprio il tango. Più che un ballo è una poesia di corpi in movimento. Passi morbidi, ma precisi. Due entità diverse che si uniscono. Amorevole passione e sincopata tensione. Chi prova questa danza ne viene rapito, ammaliato, incantato. E' come essere di fronte ad una grande opera artistica, dove l'udito prende però il sopravvento sullo sguardo e l'anima acquisisce una nuova consapevolezza di sé.

E' per questo che addirittura il ballo è ancor meglio di una seduta in palestra. Dal momento che non riattiva solo il corpo, ma stimola anche la psiche, la componente emozionale del nostro essere. Passo dopo passo ci si confronta prima con se stessi e poi con il partner, in una redistribuzione dei ruoli, forse antiquata, ma tremendamente romantica.

Appresa la tecnica iniziale, poi è l'istinto che fa la differenza o per meglio dire è la capacità interpretativa che trasmette in chi assiste alla danza, emozioni che vanno ben al di là di passi e movimenti perfettamente impressi nella mente.

Bene detto questo indossate le vostre scarpe di pelle lucida e iniziate con la prima lezione di tango. Buena suerte!


lunedì 21 dicembre 2009

Una domenica che sta per finire...

... e una nuova settimana che sta per iniziare.

La domenica del tardo pomeriggio è sempre stata un momento particolare. Soprattutto in passato sfumature malinconiche ben le s'addicevano.
Proprio ieri, complici anche il paesaggio fiabescamente innevato e le luminarie natalizie accese a festa, vengo rapito da due situazioni differenti, ma emotivamente simili.

Da un lato una giovane coppia si scambia un bacio appassionato prima che il lui la lasci per tornarsene a casa. Dall'altro un ragazzo con un grosso borsone a mano e un capiente zaino sulle spalle, si dirige frettolosamente a prendere un treno, per una caserma o l'università.

Osservando queste due partenze, affiorano in me teneri ricordi. Lo staccarsi dagli amici per dover rientrare a casa. Un bacio innocente ad una fidanzatina immediatamente richiamata dalla madre appostata sul davanzale della finestra. La triste sala d'attesa di una stazione ferroviaria, prima di abbandonare i luoghi d'origine per una destinazione di studio.

Ora tutto è cambiato, o forse sono io che vivo ogni giorno come fosse segnato in rosso sul calendario. Chissà. Comunque come è accaduto ieri, il ricordo di domeniche che andavano a concludersi con un velo di malinconia, che venivano così "drammaticamente" interrotte, ora mi strappano un sorriso di simpatia e poi, con il posticipo serale di serie A, la domenica (almeno quella sportiva) si è decisamente allungata.

venerdì 18 dicembre 2009

Disco Week End: Pino Daniele - Sotto 'O Sole

Credo che non ci sia miglior conclusione musicale per questa settimana dedicata all'Amore, avendone parlato con la partenopea Daniela Venturelli, che il disco di Pino Daniele dal quale è stata tratta la colonna sonora per il film Pensavo fosse amore invece era un calesse di Massimo Troisi.

Qui di cose ce ne sarebbero da dire molte, ma per rimanere sui confini musicali, ma soprattutto per farvi ascoltare una piccola/grande poesia d'amore, sarò sintetico sulla presentazione dell'album.

Sotto 'O Sole
contiene dieci brani, di cui otto sono nuove versioni di vecchi successi di Pino Daniele. Tra questi Saglie saglie, Maronna mia, Donna cuncetta, Viento e la stessa Sotto 'O Sole. Ma in particolar modo in questo disco sono presenti una delle più belle canzoni di Pino Daniele Quando, tema musicale di riferimento di Pensavo fosse amore invece era un calesse e O ssaje comme fa 'o core scritta dallo stesso Massimo Troisi.

Proprio quest'ultima canzone, voglio riproporvi di seguito, in una versione recitata durante la trasmissione Alta Classe del 1992 condotta da Gianni Minà.


giovedì 17 dicembre 2009

L'Amore secondo Daniela - Parte terza


Vai alla seconda parte


ILBETTA: “Sai la mia curiosità mi spingerebbe a farti delle domande che porterebbero troppo sul personale, è per questo che mi limito a chiederti, sempre che tu abbia voglia di rispondere, a che punto ti trovi nel viaggio della tua esistenza?”
Daniela: Beh, visto che scrivo di me e delle mie emozioni, sul blog come nei miei libri, il minimo che possa fare è accettare tutte le domande che mi si pongono.
E’ una domanda difficile. Ora sono serena, ho smesso di tormentarmi ma non ho smesso di sognare anche se i sogni di un adulto, adulto non nel senso anagrafico ma nel senso di esperienze di vita, sono diversi, forse meno innocenti, forse meno brillanti, sicuramente più concreti. Non ho perso la capacità di credere che solo i sentimenti forti siano reali, che tutto quello che ci arriva filtrato, tutto quello che non ti coinvolge fin dentro l’anima… non è vero Amore.

ILBETTA: “Dai prima di lasciarti permettimi una domanda retorica e stereotipata. Ma come fa una ragazza di Napoli vivere a Milano?”
Daniela: “E come fa…si nutre di ricordi…il ricordo del colore del cielo, del profumo del mare, della solarità della gente che ti attacca bottone come qui al nord non è educato fare, del profumo di ragù (e potremmo aprire un dibattito tra cosa si intende a Napoli per ragù e cosa si intende a Milano per ragù) che si espande nelle scale, la domenica… Sento molto la nostalgia di Casa, anche se qui ho costruito un’altra Casa, un’altra famiglia. Credo che però allontanarmi dal tetto materno, dall’unica città in cui avevo vissuto, studiato, amato, lavorato, mi abbia aiutato a diventare donna

Bene. Questa è una piccola parte del mondo di Daniela. Visto che siamo in prossimità del Natale e della frenetica rincorsa ai regali, mi sento sinceramente di proporvi d’inserire nella vostra lettera a Babbo Natale Mi presento… Amore di Daniela Venturelli. Fidatevi, sarà una piacevole sorpresa per chi lo riceverà. Merry Christmas to You.

Nella foto uno scorcio di Napoli visto dalla finestra dell'abitazione partenopea di Daniela Venturelli

mercoledì 16 dicembre 2009

L'Amore secondo Daniela - Parte seconda

Vai alla prima parte

ILBETTA: “C’è un passaggio sul tuo romanzo che mi ha fatto sorridere, ma allo stesso tempo fortemente emozionare. E’ quando parli dell’entusiasmo elemento a mio parere, e chi mi conosce può testimoniare, fondamentale nell’amore e in tutto ciò che facciamo e siamo. Cosa mi dici a riguardo?”
Daniela: E’ stata anche la parte più difficile da scrivere; forse la sola che ha visto più di una riscrittura. Mi sono accorta che nessun dizionario mi soddisfaceva abbastanza nella sua definizione di Entusiasmo, per lo più tendevano a banalizzare, a riportare l’Emozione ad un mutamento quasi ormonale... finchè non ho trovato l’etimologia... En Theos... Dio Dentro... allora ho capito che avevo trovato la giusta definizione. Altrettanto difficile è stato raccontare come questo sentimento, che spesso si associa ai bambini, non certo agli adulti, fosse per me il centro, il nucleo pulsante dell’Amore


ILBETTA: “Facciamo per un attimo un passo indietro. Ho visto che anche tu ti diletti come blogger, gestendo il tuo Circo della Vita. Ma quando è nata la tua passione per la scrittura?”
Daniela: Mia madre Ti direbbe che è nata con me! Devi sapere che io sono mancina ma da bambina scrivevo al contrario: usando la sinistra ma da destra a sinistra sul foglio. Impazzivano tutti. Han dovuto correggermi, tant’è che ora scrivo con la destra. Fin da bambina scrivevo temi lunghissimi e tante poesie. Il Circo della Vita invece è stata la mia prima esperienza web; ormai ha 4 anni e mezzo e si è trasformato molto negli anni. Ora non riesco più a seguirlo come vorrei...


ILBETTA: “Dalla scrittura sul blog a quella di racconti su carta, com’è stato il passaggio?”
Daniela: “Credo si tratti di due modi di scrivere molto diversi, soprattutto perché il blog è interattivo, ti consente di confrontarti. E poi il web è molto più “transitorio”; ciò che scrivi oggi, domani è già vecchio. Sulla carta invece tutto resta… Ti confesso che il mio amore è e resta la carta… e la penna potendo...



ILBETTA: “E’ in questo modo che è nato il tuo primo libro dal titolo Junior L’onda più bella?”
Daniela: “Junior è nato forse un anno prima di “suo fratello”. Lui è stato impetuoso, uno scoppio che non sono riuscita a trattenere. Come dico anche in Mi presento…Amore, è stato il mio modo per non impazzire. Ci hai mai pensato Andrea che è quasi sempre il dolore, più ancora della felicità a tirar fuori le emozioni e trasformarle sotto forma di canzoni, dipinti, libri? Ecco, Junior è la testimonianza di un brusco risveglio da un sogno ma è anche la testimonianza che i sogni vanno protetti al di là di quello che la realtà ti presenta..


martedì 15 dicembre 2009

L'Amore secondo Daniela - Parte prima


Ci sono diversi modi per parlare di amore. Leggero, ironico, passionale, filosofico ed altri ancora. E’ un tema che tanto è ricorrente nella nostra vita, tanto è imbarazzante nella sua esternazione essenziale. Scrivere qualcosa legato ai sentimenti è una sfida non da poco (ne so qualcosa pure io). Se non viene contestualizzato, il messaggio può essere mal interpretato o addirittura banalizzato.
Dalla lettura di Mi presento… Amore di Daniela Venturelli queste insidie sono state pienamente superate.

Originalità, coinvolgimento emotivo e pulsante stile narrativo, fanno di questo scritto una lettura che non può lasciare indifferenti. Prima di sentire dalle parole di Daniela com’è nata quest’opera, trascrivo fedelmente la nota presente in prima pagina:

“Questa è la storia di un dialogo, di un incontro e di un sogno.
E’ la storia di un viaggiatore e di un viaggio;
di una vita e di tutte le sue domande.
E’ la storia di una ricerca ma è soprattutto la storia di Amore.”

ILBETTA: “Ciao Daniela, al di là che non esista miglior spiegazione di questo libro se non la sua lettura, ci puoi raccontare com’è nato Mi presento… Amore?”
Daniela: “Ciao Andrea, innanzitutto grazie per le belle parole. Uno dei motivi per cui questo libro ci ha messo tanto a venire alla luce è stato il dubbio che potesse sembrare banale visto che tutti parlano o scrivono dell’Amore…
Ma rispondo alla Tua domanda. E’ nato spontaneamente, come nasce ognuna delle cose che scrivo. Non c’è stato un momento cosciente in cui mi son detta: ora scrivo un libro; non è mai così per me.
Scrivere è come un bisogno fisico e quando è nato questo libro stavo vivendo un momento particolare. Diciamo, per riprendere l’introduzione che hai citato, che avevo smarrito la bussola del mio viaggio e le domande erano più ancora delle risposte che riuscivo a darmi. Ed è così che è nato
Mi presento…Amore, per aiutarmi a trovare le risposte ed andare avanti.




ILBETTA: “Mi considero un discreto lettore, ma è la prima volta che mi capita di leggere un’interpretazione così originale sul tema dell’amore. Come ti è nata l’idea di “materializzare” questo sentimento?”
Daniela: “Per me l’Amore è materiale, è personificato, non mi piacciono i discorsi filosofici e generici su un sentimento, un’emozione così importante della nostra vita. Come Ti dicevo prima, non è stata una premeditazione o una scelta stilistica, ma una situazione naturale: visto che avevo delle domande da porre, era molto più naturale rivolgerle ad un qualcuno piuttosto che ad un’entità indefinita.. anche se so che gli scrittori seri preferirebbero leggere che invece si tratta di un artificio letterario ma mentirei! E poi il sogno che descrivo all’inizio io l’ho fatto sul serio quindi… Amore io l’ho visto!"


In alto la copertina di Mi presento... Amore acquistabile online su ilmiolibro.it


lunedì 14 dicembre 2009

Il Grande Salto



Ho trascorso una decina di giorni all'insegna di grandi soddisfazioni.
Il ponte dell'Immacolata della settimana scorsa non è stato solo rigenerante in termini di tempo trascorso felicemente con la famiglia in una Roma dall'incantevole fascino. Sono stati giorni nel corso dei quali ho incontrato Persone che mi hanno dato conferma che i sogni si possono realizzare. 

Non parlo tanto di fantasie o pensieri fluttuanti, ma di concretezza di  idee.
Tutto è partito con l'incontro di Simone durante la presentazione del suo libro. Con fermezza e decisione porta avanti il suo pensiero, ricordandomi che forse anche la nostra generazione ha qualcosa da dire, nonostante che tra tutti gli insegnamenti impartiti non ci sia stato anche quello che occorre essere determinati per raggiungere i propri sogni.

Dopo ho assistito ad uno spettacolo di Vinicio, dove al di là delle stupende atmosfere oniriche e circensi, mi emoziona e mi testimonia, ancora una volta, quanta bellezza si possa trasmettere attraverso l'arte e la musica. Conferma avuta anche dall'intervista con Alessio e della sua ricerca di suoni nuovi, differenti, di alta qualità.


E poi l'incontro con un concentrato di energia come Antonio, che pensa contemporaneamente cento cose e riesce a farne centouna. La prima volta che ci vediamo di persona, ma un feeling come se ci conoscessimo da sempre. Questo vuol dire essere sulla stessa lunghezza d'onda.

Infine il caffé con Gabriella, che mi fa il regalo più grande, donandomi una copia di un suo ultimo lavoro e ringranziandomi pubblicamente per averla introdotta nel magico mondo del blog.


Ma le sorprese non finiscono qui. Domani vi presenterò Daniela. Un altro incontro nato quasi per caso, ma che mi ha fatto scoprire un'altra gran bella persona. Scoperta che sono sicuro apprezzerete pure voi.


Quindi con tutta questa adrenalina addosso siamo pronti per fare il grande salto.
Destinazione sogni!


Photo Credits

venerdì 11 dicembre 2009

Gli Altrisuoni di Alessio - Parte terza

Leggi la seconda parte


ILBETTA: “Ora invece parliamo di fantamusica, ti lancio una provocazione! La RAI ti chiama come nuovo direttore artistico per la prossima edizione del Festival di Sanremo. Cos’è la prima cosa che faresti?”

Alessio: “Lo farei in radio, anziché in televisione: costringerebbe la gente a “sentire” la musica e non a guardare come sono vestiti i cantanti. I produttori non dovrebbero lottare per avere un primo piano più lungo sulla faccia bella dell’artista. Anche i giornalisti sarebbero costretti a parlare di musica e non di gossip e non sarebbero così determinanti i volti nuovi emersi da altri programmi televisivi. Sicuramente non funzionerebbe.

ILBETTA: “Prima di concludere e mi riaggancio a Sanremo visto che è un palco che diversi anni fa avete solcato, facciamo due parole sugli Aeroplanitaliani. L’esperimento che avete fatto nel 2007 con Perdermi in te, a mio avviso rappresenta un perfetto esempio di come si possa fare una reinterpretazione originale di un brano altrui. Cosa mi dici a riguardo e avete altri progetti nel prossimo futuro come band?”

Alessio: “Rappresenta anche un ottimo esempio di come sia difficile superare le lungaggini per ottenere i permessi per dare un testo italiano ad una canzone inglese. Abbiamo aspettato 5 anni per avere l’ok da Damien Rice. E quando l’ha dato a noi, l’avevano già fatto altri in altre lingue.

Per quanto riguarda i nostri progetti futuri…la media è di un disco nuovo ogni 7 anni… neanche i Radiohead si permettono un lusso simile! E non siamo certo un gruppo così importante… è dura vivere di musica in Italia. Devi anche fare altro.

Ormai mancano pochi minuti alla diretta. Dj Aladyn ha già preso possesso della sua consolle ed è giunto il momento di congedarsi da Alessio Bertallot. Ancora una volta le sue parole mi hanno regalato qualcosa. Mi hanno fatto capire che c’è tanto entusiasmo e passione attorno alla sua musica, alla nostra musica. Ma ora silenzio, è ora di ascoltare. Inizia B Side.


Aeroplanitaliani - Perdermi in te

giovedì 10 dicembre 2009

Gli Altrisuoni di Alessio - Parte seconda

Leggi la prima parte


ILBETTA: “Mi puoi dire tra tutti questi incontri, se ce n’è uno al quale sei maggiormente affezionato? Chi ti ha fatto musicalmente emozionare?”

Alessio: “Stefano Bollani , con la sua capacità di improvvisare col piano jazz sulla techno e la drum’n’bass. E per la sua simpatia: è stato più tempo in radio a fare battute fuori onda che a realizzare intervista e performance. Fink, grande bluesman degli anni zero. Ivano Fossati, un vero signore con una visione culturale e poetica.


ILBETTA: “E invece qual è l’artista che non hai avuto ancora modo d’incontrare e ti piacerebbe avere ospite a B Side?”

Alessio: “Ce ne sono molti: Paolo Conte, per esempio. Ma non mi piace molto fare interviste. Sono più interessato ad offrire la possibilità di divulgare il valore della musica suonata, oltre che quella registrata. Ecco perché mi sono inventato : deejay.it/Bside , dove puoi vedere le perfomances degli artisti contemporaneamente a quello che accade in radio: non dopo, on demand, perché non vengono registrate. Torniamo al live.


ILBETTA: “Veniamo ad un tema al quale sono molto sensibile: lanciare nuovi bravi artisti. Credo che tu condivida con me l’idea che c’è molto fermento musicale, anche in Italia. Però sistematicamente si ripresenta il solito problema, quello di emergere, di farsi conoscere, di far sentire la propria musica che non sempre collima con le logiche commerciali di quel che rimane dell’industria discografica. Tralasciando i talent show televisivi, come può un giovane creare un proprio solido percorso artistico e farlo conoscere al pubblico?”

Alessio: “Innanzitutto occorre avere idee nuove. Se sei la copia di qualcuno, sei sempre secondo, se ti va bene. Poi essere consapevoli che avere idee nuove spesso non è considerato un valore dai tuoi possibili interlocutori, anzi: pochi amano rischiare sulle idee nuove, anche se si tratta solo di passare un disco alla radio. Poi avere fiducia e serietà, perché se non hai uno spessore, non vai lontano. Se i più “emergenti” fossero all’altezza di queste premesse, forse metterebbero un sistema stagnante e pavido nelle condizioni di aprirsi maggiormente. Vedo troppo cloni di modelli che hanno funzionato altrove e troppa poca consapevolezza che, senza rischiare sul nuovo, si chiude bottega.


ILBETTA: “Quindi in tutto questo secondo te la tecnologia può aiutare un giovane artista a farsi conoscere. Però non c’è il rischio, come peraltro succede per l’informazione, di essere in un’era dove abbiamo tanto a disposizione, parlo ad esempio dei nostri computer pieni di files .mp3, ma di non essere in grado di ascoltare veramente, di non saper distinguere tra ciò che è buono e ciò che lo è meno?”

Alessio: “L’accumulo, senza discrimine, ci rende obesi, non ricchi. Occorre collegare le informazioni, i files, contestualizzarli, controllare la veridicità di quello che “dowloadiamo”, perché l’altra faccia dell’accessibilità della rete è il caos. Bisogna passare dall’informazionismo alla cultura. Occorre anche recuperare un rapporto emotivo con la musica che immagazziniamo: avere solo le cose che riteniamo importanti. Abbandonare il resto. Fare delle scelte costringe a porsi il problema di “cosa è meglio”, a prendere delle posizioni e abbandonare i qualunquismi.



Paolo Fresu feat. Kraftwerk - The Robots - live @ B Side

Domani la terza ed ultima parte dell'intervista

mercoledì 9 dicembre 2009

Gli Altrisuoni di Alessio - Parte prima

Certo che per me è come tornare a casa.
Via Massena 2 non è solo un indirizzo. E’ la parola magica che mi apre al mio mondo, quello della radio o per meglio dire “la Radio”, visto che da quando è diventata un network nazionale (e ne sono passati di anni), Radio Deejay è la perfetta frequenza della mia esistenza.

Poi questa sera ho un motivo in più per essere così euforico. Incontrerò chi a Radio Deejay ormai da anni attraverso la sua trasmissione B Side trasmette e permette di scoprire un’altra musica, degli “altrisuoni” quelli di Alessio Bertallot.

Broken beat, nu jazz, break beat, new soul, forse è anche limitativo etichettare la musica presentata da Alessio, perché al di là del genere, si tratta comunque di buona musica, di good vibrations.

Tra poco più di un’ora, alle 21.30 inizierà la diretta di B Side, come ogni sera, dal martedì al giovedì. Nel frattempo finché la luce rossa dell’ON AIR è ancora spenta, ci sediamo all’interno dello studio e iniziamo la nostra chiacchierata.


ILBETTA: “Avrei un sacco di cose da chiederti, ma non voglio abusare della tua disponibilità e nemmeno sottoporti ad un interrogatorio, per questo vengo subito al dunque. Com’è nata l’idea di un programma come B Side?”

Alessio: “Da una chiacchiera con Linus, molti anni fa:

< avrei in mente di affidarti un programma serale, dove metti bella musica, cose un po’ raffinate.. >

< bello! Ma la musica la scelgo io ? >

< la scegli tu >

< ma sei sicuro? >


ILBETTA: “Nel tuo programma non solo fai ascoltare dell’ottima musica, ma spesso ospiti direttamente gli artisti nel tuo studio. Qualche giorno fa, qui al mio posto erano seduti i Kings of Convenience. Ma la lista di chi è passato dal tuo microfono è molto lunga. Cosa significa per te avere la possibilità di dialogare direttamente con questi artisti?”

Alessio: “In alcuni casi è un privilegio conoscere artisti che normalmente non avvicinerei. In altri, ( pochi ) è stata una delusione, non corrispondendo l’umanità alla cifra artistica, per così dire. In ogni caso le emozioni più grandi sono state vedendoli suonare: il musicista all’opera, quando è bravo è un prodigio.



Melody Gardot live @ B Side

Continua domani

lunedì 7 dicembre 2009

Mi farò un regalo

Questa sarà una settimana molto musicale.

Musica che, purtroppo, non si sente così spesso durante l'arco della giornata sulle diverse emittenti radiofoniche. Andremo ad ascoltare degli altrisuoni, come direbbe lui, visto che a partire da mercoledì sarà online l'intervista ad Alessio Bertallot.

Ideatore e conduttore del programma B Side, in onda su Radio Deejay dal martedì al giovedì alle 21.30, può essere considerato un punto di riferimento nell'ambito della buona musica dai generi disperati.

Praticamente con questa intervista mi farò un regalo, visto che andrò nel vivo delle mie passioni. Ma non preoccupatevi sono sicuro che vi diverterete anche voi, basterà farsi trasportare dalle note di B Side.

Vi lascio un giorno per prepararvi. Domani riposo per tutti. Una giornata di decompressione per arrivare a mercoledì puri di spirito e con le orecchie ben aperte.

venerdì 4 dicembre 2009

Disco Week End: The NeverEnding Story - Soundtrack

Allora dopo un'intera settimana dedicata al Lucca Comics and Games; dopo essere partiti lunedì con un post amarcord sui fumetti ed i giochi d'infanzia; in tutto questo fermento di fantasy secondo voi che musica avrei potuto proporre per questo week end se non la colonna sonora del film cult anni '80 per eccelenza dedicato al mondo fantasy: La Storia Infinita - The NeverEnding Story.

Le musiche di questa colonna sonora sono state composte da Klaus Doldinger in collaborazione con il grande maestro italiano Giorgio Moroder. Proprio Moroder scrisse insieme a Keith Forsey la canzone che da il titolo al film cantata da Limahl, leader del gruppo dei Kajagoogoo.

Bene preparatevi a volare...


giovedì 3 dicembre 2009

Divertiamoci con Emanuele - Parte terza


Leggi la seconda parte

ILBETTA: “Non c’è niente da fare Emanuele! Te l’avevo già detto al telefono e te lo ripeto oggi davanti a questo caffè. Quando racconti del Lucca Comics and Games, ne parli con un entusiasmo e un trasporto, che non può lasciare indifferenti. Quanta passione c’è in te e nelle persone che si occupano dell’organizzazione di questa manifestazione?”

Emanuele: “Come ti ho già detto, e vale per Lucca Comics come per Lucca Games. Chi lavora a questi progetti lo fa assolutamente per passione, la propria realizzazione e non per assicurarsi un solido futuro. Questo forse va a volte a discapito della nostra forza contrattuale rispetto all’amministrazione, ma sono talmente tanti i sacrifici che si debbono fare per costruire l’evento che non potrebbe essere altrimenti. E questo vale per tutti: dal direttore Renato Genovese, sino al più giovane dei ragazzi di Lucca che collabora nella quattro giorni alle biglietterie come alle porte. E sono più di cinquecento!”

ILBETTA: “Ma questo colpo di fulmine non è recente. Se non sbaglio tu hai avuto altre esperienze in passato che ti hanno fatto amare questo ambiente “ludico”. Quali sono state le tue tappe di avvicinamento al Lucca Comics and Games?”

Emanuele: “Sono nato dentro e con la manifestazione. Nasco a Lucca nel 1975, e il Salone dei Comics già si teneva. Per un lucchese come me appassionato di fumetti la manifestazione ti aveva educato e ti chiamava ogni anno. Mi ci portava mia madre da piccolo… e sin dalle medie ho iniziato ad andarci da solo. Poi la passione per i giochi di ruolo e Il Signore degli Anelli, e Lucca Games nata nel 1993! Ero già grandicello, e pian piano cominciai a collaborare, da volontario prima, responsabile di piccole iniziative poi, fino al 2000 quando sono diventato il responsabile del settore. Un sogno che è diventato realtà… per rimanere in tema.”

ILBETTA: “Prima di finire, secondo te con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi non c’è il rischio di perdere quella poesia che è legata al fumetto? O ancor peggio non c’è il pericolo che il gioco diventi un momento di isolamento e non d’incontro e di condivisione con gli altri?”

Emanuele: “La tecnologia, ma lo hanno già detto in tanti, non è né buona né cattiva. Il fumetto e il libro non perderanno terreno rispetto alla tecnologia, il gioco tradizionale è più a rischio. Ma la sua forza socializzante deve essere il perno per il rilancio e non il sacro sepolcro da proteggere. Ed è sulla scorta di queste valutazioni su cui noi costruiamo le nostre iniziative… come quella dei Tre Moschettieri dell'Arte Fantasy Italiana. Tre splendidi ragazzi italiani che illustrano i giochi di World of Warcraft e sono il vero anello di congiunzione tra i due mondi: giochi di carte e videogiochi. E’ con questi progetti, sotto l’egida dell’arte, delle perfomance e della cultura che si possono fa convivere le passioni. Ma c’è da temere un nemico… alcune cattive pratiche e cattivi costumi, da cui le major aziendali che curano il videogioco sono ahimè afflitte. Eventi un po’ marchiani, cafoni e fracassoni. Un leggero cattivo gusto che Lucca, con il successo di Comics & Games, all’insegna di un intrattenimento di qualità non gridato, garbato e sotto l’egida della cultura (anche popolare) dovrebbe aver insegnato. Speriamo che i giovani manager di queste multinazionali provino a ispirarsi alla lezione dell’ultra-quarantennale storia d’amore tra Lucca e l’avventura.”


Intanto il caffè lo abbiamo consumato. La chiacchierata no. Con Emanuele è difficile annoiarsi. E quando terminano le parole… beh, iniziamo a giocare.


Nella foto Emanuele Vietina in compagnia con Luca Zontini, uno dei Tre Moschettieri dell'Arte Fantasy Italiana - Photo Credits

mercoledì 2 dicembre 2009

Divertiamoci con Emanuele - Parte seconda


Leggi la prima parte

ILBETTA: “Colgo che ancora una volta siete riusciti a migliorarvi. Qual è il segreto, la formula vincente del Lucca Comics and Games?”

Emanuele: “Che c’è un raduno nel raduno, ed è il raduno dei sentimenti e delle anime che compongono lo staff di Lucca Games: quello che è stato ribattezzato l’USS Crew. Questi ragazzi straordinari sanno dare un servizio importante agli operatori, coinvolgere gli ospiti creando uno spettacolo unico, entrare in empatia con i visitatori e gli appassionati perché ne condividono le passioni. Un’atmosfera fatta da ragazzi con un grande cuore, un cuore pronto a battere in sintonia con quello dei fan.”


ILBETTA: “Tu Emanuele hai visto nascere e crescere Lucca Comics and Games. Oggi è facile parlarne perché è una realtà consolidata, un modello culturale e sottolineo questo, preso da esempio e replicato in altre città. Ma non è stato sempre così. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete dovuto affrontare per dare concretezza a questo progetto?”

Emanuele: “Sicuramente far capire il progetto alla città, lo sbarco tra le Mura storiche di Lucca ha sicuramente aiutato la comunità a capire e a farci stare vicino. Un’altra complessità è sicuramente rappresentata da un arco così ampio di universo. Il TUO Paese delle Meraviglie, fu il payoff di qualche anno fa. E’ vero, ma al tempo stesso non è facile coniugare le necessità di editori spesso distanti, appassionati che hanno approcci e necessità diverse. La risposta? Ascoltare tutti, e poi credere nel progetto, credendo che la convivenza sia la formula giusta. Chi non crede che la convivenza delle passioni è possibile, per parafrasare uno slogan di qualche anno fa, può essere che non trovi posto a Lucca… chi crede che la passione per i sogni valga l’unione troverà la sua casa, ogni autunno tra le Mura rinascimentali della nostra città.”

ILBETTA: “Ora invece proviamo a guardare avanti. Non parlo tanto del programma dell’edizione 2010 del Lucca Comics and Games, bensì delle tue idee, dei tuoi sogni, dei tuoi progetti legati all’evoluzione di questo evento. Come vorresti che fosse tra qualche anno?”

Emanuele: “Tra qualche anno è la domanda giusta. Nel breve periodo spero di mantenere quanto promesso e accettare le sfide che Lucca Games ha lanciato in questi anni. Nel futuro c’è l’idea di un nuovo festival che sappia raccogliere quelle energie che non trovano piena realizzazione nella quattro giorni, ma non è detto che questo sogno si realizzi. Però vale la pena sognare in grande… come dice Pietro Marietti, sognare alto costa come sognare basso. E cadendo sognando… non fa male!”


Ci incamminiamo per raggiungere un bar non poco distante da lì. Il passo di Emanuele rivela tutta la stanchezza accumulata nei giorni scorsi, ma allo stesso tempo la sua voce è così viva che fa capire quanta passione c’è dietro a questo grande evento.


Domani la terza e l'ultima parte dell'intervista

Nella foto Emaneule Vietina durante l'asta di beneficienza all'interno del Lucca Comics & Games '09 - Photo Credits

martedì 1 dicembre 2009

Divertiamoci con Emanuele - Parte prima


Leggi il prologo

Arrivo a Lucca che da poco sono passate le dieci.

Il Lucca Comics and Games si è concluso da qualche giorno. In città c’è un’atmosfera strana. Quell’atmosfera che si respira quando una festa è finita, quando gli invitati se ne sono andati e non rimane che riordinare la stanza prima di tornare alla “normale” quotidianità.

Sì certo un po’ di malinconia c’è, ma la bellezza dei ricordi e un’adrenalinica gioia prendono il sopravvento.

Svoltato in via della Cavallerizza, vedo Emanuele. Mi sta aspettando per bere quel caffé che ci eravamo promessi e per chiacchierare su quanto da poco accaduto.

ILBETTA: “Finalmente ce l’abbiamo fatta! Allora dimmi com’è andata? Niente numeri, quelli li recupero dai comunicati ufficiali. Voglio sapere quali sono state le tue impressioni, le tue sensazioni.”

Emanuele: “Caro Andrea, buona l’idea del caffè! Ne avevo proprio bisogno. Alla fine di un evento come questo c’è uno strano mix di emozioni. Provi a rimettere insieme i ricordi, sfogli mentalmente quello è successo, provi a mantenere accesa la fiamma della travolgente passione che ti ha travolto. I commenti sono stati tutti positivi. Ciruelo il grande artista argentino della Fantasy lo ha definito anno insuperabile, la Crew di Lucca Games ha mandato in scena il solito inimitabile spettacolo fatto di eventi, incontri, colore, giochi e spettacoli e alla fine la festa è stata completa. Soddisfazione dei fan, degli autori ospiti e delle istituzione… ma anche, ed è fondamentale, dei principali operatori. Ed è stata soddisfazione unanime: da quelli del gioco di società per famiglie come l’Oliphante di Fioretta, alle multinazionali del videogioco sino ai più tradizionali operatori del Gioco di Ruolo. Cito su tutti l’ex editore francese Duccio Vitale, tornato a Lucca come giurato del Premio Best of Show:

"Questa manifestazione a dispetto del mercato italiano, è una delle principali a livello mondiale e europeo. Il suo sapore festivaliero, questa capacità di mixare tecnologia e tradizione, introdurre design, scrittura e spettacolo la rende unica e superiore di gran lunga ai suoi epigoni nel panorama transalpino.”

ILBETTA: “Qual è stato il momento, l’incontro che ti ha maggiormente emozionato?”

Emanuele: “Senza dubbio l’arrivo a Lucca Games della leggenda vivente Michael Moorcock. Maestro della Fanatsy mondiale, mito della letteratura anni settanta, musicista… in venti anni in cui seguo la manifestazione, di cui dieci da responsabile non ho mai visto tributare un ingresso del genere a un ospite. Anche le sue particolari condizioni di salute hanno indotto un’attenzione particolare, ma quando l’auto ufficiale l’ha condotto di fronte all’ingresso del padiglione, a cornice gli alberi autunnali tinteggiati d’oro e di rosso, la Crew che si è organizzata e coordinata per agevolare il suo ingresso con un vero picchetto d’onore… quando Linda, sua moglie, ha spinto la carrozzina per farlo entrare, il nostro speaker ha fatto la telecronaca dell’accaduto in filodiffusione nel padiglione per chi non vedeva, e all’annuncio l’esplosione del pubblico. Lo confesso, ho speso la lacrimuccia.”

Continua domani

Nella foto Emanuela Vietina, vice direttore di Lucca Comics & Games, durante la serata di premiazione - Photo Credits