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mercoledì 11 gennaio 2012

Minuti di recupero

Sono quelli che possono fare la differenza. Istanti fuori da un tempo ordinario antagonisti della concentrazione. Gocce di sudore spazzate vie dalla rilassatezza. Come un castello di sabbia sembra tutto da rifare. Nello sport è un elemento tanto facile da vedere, quanto difficile da gestire. Nella vita forse anche peggio.


E' questione di essere presenti. Fino in fondo. Solo il triplice fischio dell'arbitro della nostra esistenza può decretare la fine del gioco. Certo questo non può tutelare nessuno dagli imprevisti, ma almeno i rimpianti non troveranno spazio negli spogliatoi. 


La posta in palio è importante. Lo è ancor di più in un momento di crisi. Lavorare in maniera approssimativa è una clamorosa autorete. Occorre ancor più impegno e determinazione. Basta reazioni scomposte in campo. Niente polemiche e fuori la grinta. E se il tabellone segna il novantesimo, non esultare se si è in vantaggio. Non arrendersi se si sta perdendo. I minuti di recupero valgono per gli uni e per gli altri. 


Il campionato è lungo e può essere un grande spettacolo se ognuno da il meglio di sé.

lunedì 18 luglio 2011

Il perfetto equilibrio

<<Che cos'è per te l'equilibrio?>>


E' una domanda che spesso ricorre nei miei incontri. M'incuriosisce capire qual è la visione e la modalità per raggiungere il perfetto equilibrio. L'equilibrio nei diversi ambiti di applicazione. Lavoro, vita sociale, amore. Anche se forse è difficile categorizzare un approccio, che per sua natura è presente nell'esistenza di un individuo nella sua interezza.


Comunque sia fa riflettere la risposta di un manager della sua visione di equilibrio in un delicato momento decisionale d'azienda. Come sono altrettanto interessanti le parole di una donna che commenta la relazione sentimentale con il suo compagno in termini di equilibrio. E ancora, encomiabile è il discorso che un coach fa ai propri giocatori parlando di equilibrio di squadra. 


Situazioni diverse, ma con analogie marcate.


E' il ruolo sociale dell'uomo. Ma ancor prima è la ricerca personale. Dall'equilibrio individuale per poi giungere a quello collettivo. Rinunce, slanci di generosità, regole e passione. Tanta passione. 


Equilibrio non significa privazione. Più che altro condivisione. Credere in un progetto, in un'impresa che sicuramente da soli sarebbe difficile portare avanti. 
Equilibrio è anche confronto. Tra persone diverse. Tra caratteri diversi e su questo punto spesso si arenano i grandi sogni. 


Il perfetto equilibrio è come l'onda perfetta. Una volta individuata si possono superare anche i limiti della fisica. 


E allora rimaniamo nell'attesa di questo equilibrio perfetto, ma non troppo. Altrimenti si rischia di perdere tutto ciò che di meraviglioso, ci accade attorno.

giovedì 30 giugno 2011

Ad una doppia velocità

Doppia è a dir poco. Forse è tripla o ancor di più. Sicuramente è un'altra velocità. La velocità di quelle persone che non guardano all'indice puntato, ma a cosa punta. Che di fronte ad un problema, non creano un simposio basato sulle lamentele, ma propongono delle soluzioni.


Apertura mentale, curiosità, lungimiranza e concretezza. Sono questi alcuni degli elementi che li contraddistinguono. Sono loro che si sono accorti che è finito il tempo dell'attesa. Sono loro i portatori sani di un pensiero creativo applicato. 


Naturalmente per chi è abituato a rapportarsi con iter di amministrazioni pubbliche o finti slanci di imprenditori camuffati, lo shock è notevole. Ma è proprio da questo spaesamento iniziale (che può cogliere i meno avvezzi), che può avvenire il vero cambiamento.


Se ci si accorgerà che questa velocità c'è, è presente, che ci sono già degli ottimi interpreti dello scenario economico, culturale e sociale saremo pronti per la risalita. Una risalita che non sarà semplice, ma che come una grande impresa sarà avvincente e stimolante.


Allacciate le cinture. Stiamo per premere sull'acceleratore.

giovedì 8 aprile 2010

Degustare consapevolmente


Oggi apre a Verona la 44ma edizione del Vinitaly, forse una delle manifestazioni a carattere internazionale più importanti all'interno del settore vinicolo.

Prendo spunto proprio da questo evento per fare delle considerazioni su come, a mio avviso, si modifichi con l'andar del tempo l'approccio che una persona ha nei confronti del vino.
Come per tante cose della vita, anche nel momento della sua (vino&vita) degustazione, occorre raggiungere un certo livello di maturità.

I primi incontri con il vino e più in generale con i diversi alcolici, avviene in modo spesso e volentieri errato, mi permetto di utilizzare il termine "quantistico". L'elemento predominate è lo stordimento. Si beve per essere più allegri, più spigliati, meno timidi. Si beve, punto e basta. Questo purtroppo sempre più in giovane età e con un aumento preoccupante del genere femminile.

Poi fortunatamente arriva la consapevolezza e con essa non si parla più di bere, ma di degustare un vino, di viverne pienamente l'esperienza sensoriale. Senza grandi paroloni da sommelier, insomma subentra il piacere di assaporare un buon vino, di apprezzarne il giusto abbinamento con una portata, di capirne il significato in una serata tra amici a cena, ove il vino non è altro che il suggello del piacere di stare insieme e condividere momenti, parole e... gusti.

E' qui che la componente qualitativa prende il sopravvento. Non conta più "continuare a riempire il bicchiere", ma le sensazioni che ha innescato quella semplice, ma solenne degustazione.
Ecco, questo vuole essere il mio personale augurio a tutti quei giovani che si affacciano per la prima volta a sorseggiare un buon bicchiere di vino.

Prima di concludere invece, voglio segnalarvi un'iniziativa molto interessante, organizzata dal poeta e amico Michele Morando in collaborazione con Atelier Italiano. Si tratta di una serie di reading dedicati al connubio poesia/vino che si terranno questa sera, domani e venerdì sera dalle 21 alle 22. Questo è il programma e se siete in zona vi invito caldamente a partecipare, al di là che l'ingresso sia gratuito:

Giovedì 8 Aprile - Madonna Verona (Via Don Bassi 4, Verona)

Simposio del vino con il poeta ed editore Eugenio Ribecchi (Blu di Prussia, Piacenza) ideatore del Premio di poesia Rebelais. Letture e discussioni attorno ad una raccolta di testi curata personalmente da Eugenio Rebecchi.

Letture di Gloria Girelli Bruni

Venerdì 9 Aprile – Associazione Culturale Joy (Via Giosuè Carducci 32, Verona)

Elogio della sbronza consapevole. Letture da autori moderni e contemporanei.

con letture di Alessandro Assiri e Stefano Di Simone

Sabato 10 Aprile – Art & Chocolate (Largo Pescheria Vecchia 9, Verona)

Incontro con autori contemporanei a proposito del loro rapporto intimo con il vino. Ricordi legati alla scrittura ed ai propri vini preferiti. Suggestioni, ispirazioni ed ubriacature.

Letture a più voci con Michele Morando, Francesco Pagliarini, Gerardo, Giorgio Maria Bellini, Luigi Pedilarco, Max Ponte, Alessandro Assiri, Monica Ferretti e Riccardo Filippini



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mercoledì 16 settembre 2009

Fai sempre le cose a metà!

E chi lo dice che siano a metà? Se fossero completate nella visione di colui che compie l'azione?

C'è spesso questa diatriba, soprattutto tra i due diversi emisferi, maschile e femminile, dai quali si vede il mondo in modo differente.

Capita con frequenza che una cosa fatta da un uomo sia vista, nella visione perfezionistica femminile, incompleta da una donna. Ma non sempre è così. Cioè può capitare che la distrazione maschile possa far commettere talune inessattezze, ma nella maggioranza dei casi per l'uomo è completata così.

Facciamo degli esempi concreti. Un prodotto non acquistato al supermercato nonostante sia inserito nella lista accuratamente redatta dalla compagna, non è una dimenticanza. Forse non c'era necessità di acquistarlo oppure era troppo ingombrante da inserire nella shopper di plastica.

Oppure se il marito non assolve all'unica mansione di casa, che gli era stata assegnata dalla moglie prima di uscire al mattino, non è una mancanza di operosità da parte sua. Sicuramente avrà riflettuto che posticipando l'attività in un secondo momento, avrebbe ottenuto un risultato migliore in minor tempo.

Che dite può reggere questa tesi?

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giovedì 10 settembre 2009

Entusiasmati per entusiasmare

C'è una cosa sulla quale periodicamente mi ritrovo a riflettere.
Si tratta dell'approccio con il quale una persona afrronta la propria vita. Più mi guardo attorno e più mi accorgo che c'è mancanza di un ingrediente fondamentale per ottenere un'ottima ricetta dalla nostra esistenza.

Entusiasmo!

Entusiasmo in ciò che si fa, in ciò che si vede, in cio che si sente, in ciò che si dice. Solo se una persona è entusiasta riuscirà ad entusiasmare gli altri. E' questo il contagio positivo che dovremmo perseguire.

Sono fermamente convinto che se emaniamo entusiasmo, riceveremo entusiasmo e viceversa. Dobbiamo innescare questo circolo virtuoso dell'esistenza. Basta musi lunghi, sospiri di sconforto e sguardo latitante. Facciamo noi il primo passo, il primo sorriso, magari la prossima volta che ci presenteremo davanti allo sportello di qualche ufficio publlico qualcosa cambierà.

Surprise.


giovedì 11 giugno 2009

Sbagliando s'impara


Nei giorni scorsi leggendo un articolo che parlava della rivalutazione dell'errore, mi sono soffermato su qual è la mia visione su questo tema.

Effettivamente la nostra società non è molto accondiscendente con chi sbaglia. Chi commette un errore viene subito additato come incompetente e incapace. Basti pensare all'approccio accusatorio che si ha spesso nei confronti dei bambini dopo che hanno commesso un errore. Spesso è un'aggressione verbale vera e propria con delle notevoli ripercussioni psicologiche. - Hai visto cosa hai fatto? Te l'avevo detto che non si faceva in questo modo? Ed ora cosa facciamo! -

Mentre è dalla riesamina dell'errore che il bambino dovrebbe capire dove ha sbagliato per poi ripetere l'azione in maniera corretta. Occorre un atteggiamento di stimolo e di incoraggiamento a riprovare a fare una determinata cosa e non l'intimidazione a bloccare questo naturale processo di crescita conoscitiva.

Questo vale in tutte le cose. Dall'ambito lavorativo alle praticata sportiva del fine settimana. E per tutte le età. D'altronde sbagliando s'impara!

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