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mercoledì 4 aprile 2012

Basta poco

L'appuntamento era per le 17. Già dal mattino, prima di entrare in classe, li si poteva assaporare l'entusiasmo. Era da una settimana che quell'incontro era stato concordato. Ognuno aveva già addosso la propria divisa. Gradazioni di colore così diverse che avrebbero reso difficile individuare due singole formazioni, ma questo non era importante per loro. Sarebbe bastato giocare. Tirare calci a quel pallone omologabile solo per un'età non superiore agli otto anni.


A venti minuti dall'ora del tè, le prime gocce scendevano da un cielo grigio. Alla stessa ora le stesse gocce sembravano lacrime sui visi delusi dei bambini. Erano lacrime alle parole di una madre che ingenuamente liquidava con un "giocherete un altro giorno" il disfatto meteorologico.


A questo punto la tristezza contagiava anche l'unico padre presente. Dopo una deglutizione di presa coraggio e una spannometrica conta dei partecipanti sentenziò: "Si va tutti a casa nostra!". A poco servirono gli sguardi sconcertati delle mamme, le grida dei bambini avevano soffocato ogni dubbio e ridata luce ad una giornata che poca ne aveva vista.


Spostati i divani, allontanate le sedie, eliminati i tavoli e il soggiorno era già diventato un perfetto campo da gioco di sedici metri quadri. Le camere da letto gli spogliatoi e all'orario prestabilito il fischio del giovane padre per l'occasione arbitro, dava inizio al match tra gli otto contendenti. 


Fuori continuava a piovere. In casa splendeva il sole.

lunedì 13 febbraio 2012

Entusiasmo contagioso

E' una verità. Lo si può appurare quotidianamente. E' energia. E' una formula chimica. Non vi è contagio più proficuo che quello da entusiasmo. Dato da persone illuminate. Da grandi pensieri. Da progetti che ancor prima di diventare reali se n'intravedano le prestigiose fondamenta. E' come l'accensione di un interruttore. E la luce si diffonde in tutta la stanza. Tra tutti i presenti. 

C'è un unico problema. Che purtroppo vale anche il contrario. La pochezza e l'apatia celebrale sono in grado di creare la staticità delle cose, se non addirittura il loro stesso abbattimento. E' pericolosa perché s'insinua sotto forma di tutela di un sistema, diventando in poco tempo una pratica comune alla quale anche il singolo ben operoso è costretto ad arrendersi.

E' per questo che è importante alimentare il proprio entusiasmo. In modo tale da far fronte a situazioni che ci vorrebbero arrendevoli. Ma non solo. Perché così è possibile trasmettere segnali positivi in chi ci avvista, oltre che diventare il tassello importante di un circolo virtuoso di benessere. Per il singolo. Per la collettività.

lunedì 17 ottobre 2011

Franco Bolelli, un incontro all'insegna della vitalità!

E' stata una festa. Per l'animo. Per lo spirito. Mancava solo la musica, anche se in alcuni momenti le sue parole sembravano note. Erano scandite dal ritmo della frequenza cardiaca. Alto. Perché sarà stata l'emozione, sarà stato l'entusiasmo, ma il sangue sfrecciava nelle vene. Come pure gli stimoli correvano nel pensiero.


D'altronde con Franco Bolelli non poteva essere differente. Quella di venerdì scorso all'Hotel Londra Palace di Venezia è stata una serata speciale de "Il mecenate d'anime". Lo è stata perché Franco con la sua disponibilità, con la sua vitalità, ha regalato momenti di gioia a tutti i presenti.


Il libro VIVA TUTTO! scritto a quattro mani con Lorenzo "Jovanotti" Cherubini è stato il primo piatto. Ma di cibo per la mente, Franco ne ha dispensato in abbondanza. E pensare che lui scrittore e filosofo, a fatica si ritrova in un'unica definizione. Lui che è travolto e a sua volta travolge, dalla passione per la costruzioni di nuovi modelli mentali, sentimentali, comportamentali e vitali.


Ed ecco che concetti apparentemente astratti, vengono resi incredibilmente concreti dai suoi racconti. Si parte dalla coevoluzione, per arrivare all'innovazione. Anzi non c'è un vero e proprio inizio e fine nei suoi discorsi, ma spunti che lasciano l'opportunità per ulteriori riflessioni. Per nuovi confronti. 


Anche la sua visione della continuità, come limite di un Paese per evolvere è sintomatica. Come lo è la sua considerazione che oggi più che mai sia importante darsi da fare. Costruire più che lamentarsi.


La sua visione della tecnologia è affascinante. Mentre emozionante è quando parla dei bambini come della massima espressione del potenziale umano.


Che dire. Bravo Franco. VIVA FRANCO!


Di seguito un breve stralcio della serata. Il significato del titolo "VIVA TUTTO!" e qual è l'obiettivo di questo libro. Mentre l'intera registrazione della serata la potete vedere a questo link.




mercoledì 16 dicembre 2009

L'Amore secondo Daniela - Parte seconda

Vai alla prima parte

ILBETTA: “C’è un passaggio sul tuo romanzo che mi ha fatto sorridere, ma allo stesso tempo fortemente emozionare. E’ quando parli dell’entusiasmo elemento a mio parere, e chi mi conosce può testimoniare, fondamentale nell’amore e in tutto ciò che facciamo e siamo. Cosa mi dici a riguardo?”
Daniela: E’ stata anche la parte più difficile da scrivere; forse la sola che ha visto più di una riscrittura. Mi sono accorta che nessun dizionario mi soddisfaceva abbastanza nella sua definizione di Entusiasmo, per lo più tendevano a banalizzare, a riportare l’Emozione ad un mutamento quasi ormonale... finchè non ho trovato l’etimologia... En Theos... Dio Dentro... allora ho capito che avevo trovato la giusta definizione. Altrettanto difficile è stato raccontare come questo sentimento, che spesso si associa ai bambini, non certo agli adulti, fosse per me il centro, il nucleo pulsante dell’Amore


ILBETTA: “Facciamo per un attimo un passo indietro. Ho visto che anche tu ti diletti come blogger, gestendo il tuo Circo della Vita. Ma quando è nata la tua passione per la scrittura?”
Daniela: Mia madre Ti direbbe che è nata con me! Devi sapere che io sono mancina ma da bambina scrivevo al contrario: usando la sinistra ma da destra a sinistra sul foglio. Impazzivano tutti. Han dovuto correggermi, tant’è che ora scrivo con la destra. Fin da bambina scrivevo temi lunghissimi e tante poesie. Il Circo della Vita invece è stata la mia prima esperienza web; ormai ha 4 anni e mezzo e si è trasformato molto negli anni. Ora non riesco più a seguirlo come vorrei...


ILBETTA: “Dalla scrittura sul blog a quella di racconti su carta, com’è stato il passaggio?”
Daniela: “Credo si tratti di due modi di scrivere molto diversi, soprattutto perché il blog è interattivo, ti consente di confrontarti. E poi il web è molto più “transitorio”; ciò che scrivi oggi, domani è già vecchio. Sulla carta invece tutto resta… Ti confesso che il mio amore è e resta la carta… e la penna potendo...



ILBETTA: “E’ in questo modo che è nato il tuo primo libro dal titolo Junior L’onda più bella?”
Daniela: “Junior è nato forse un anno prima di “suo fratello”. Lui è stato impetuoso, uno scoppio che non sono riuscita a trattenere. Come dico anche in Mi presento…Amore, è stato il mio modo per non impazzire. Ci hai mai pensato Andrea che è quasi sempre il dolore, più ancora della felicità a tirar fuori le emozioni e trasformarle sotto forma di canzoni, dipinti, libri? Ecco, Junior è la testimonianza di un brusco risveglio da un sogno ma è anche la testimonianza che i sogni vanno protetti al di là di quello che la realtà ti presenta..


giovedì 10 settembre 2009

Entusiasmati per entusiasmare

C'è una cosa sulla quale periodicamente mi ritrovo a riflettere.
Si tratta dell'approccio con il quale una persona afrronta la propria vita. Più mi guardo attorno e più mi accorgo che c'è mancanza di un ingrediente fondamentale per ottenere un'ottima ricetta dalla nostra esistenza.

Entusiasmo!

Entusiasmo in ciò che si fa, in ciò che si vede, in cio che si sente, in ciò che si dice. Solo se una persona è entusiasta riuscirà ad entusiasmare gli altri. E' questo il contagio positivo che dovremmo perseguire.

Sono fermamente convinto che se emaniamo entusiasmo, riceveremo entusiasmo e viceversa. Dobbiamo innescare questo circolo virtuoso dell'esistenza. Basta musi lunghi, sospiri di sconforto e sguardo latitante. Facciamo noi il primo passo, il primo sorriso, magari la prossima volta che ci presenteremo davanti allo sportello di qualche ufficio publlico qualcosa cambierà.

Surprise.


mercoledì 13 maggio 2009

Non ho l'età

Questo è il vero grande dilemma della vita.

Non avere l'età giusta al momento giusto. Essere troppo giovani, quando si vorrebbe avere qualche anno in più e, il sistematico contrario, essere avanti con gli anni quando ci servirebbero fresche energie.

E' questa la teoria che mi hanno sempre propinato, ma sarà vera?
Lo è. Parzialmente.
A tutti sarà capitato qualche circostanza dove gli sembrerà di essere stato in ritardo o in anticipo con il proprio destino anagrafico, però c'è un fattore fondamentale che cambia le carte in tavola: l'entusiasmo!

L'entusiasmo è quel elemento magico che ti fa affrontare di petto la tua esistenza. E' quel concentrato adrenalinico che ti rende felice di vivere la fase della tua vita.
All'entusiasmo non interessa sapere quando sei nato. Gli basta sapere che sei nato. Che esisti. Che puoi fare, creare, pensare e imparare.

Ecco svelato il trucco del perché alcune volte incontro delle persone che hanno diverse primavere sulle spalle, ma che tanti dei miei giovani coetanei non riuscirebbero a stargli dietro.

P.S. Credo che la cosa valga anche per quel signore che sistematicamente mi supera in scioltezza quando vado a correre :)


mercoledì 4 marzo 2009

Residui di Natale, ma con Passione!

Quando ho ricevuto l'invito ero molto incerto se andare.
Vedere un plastico natalizio con la riproduzione di un ambiente tipicamente invernale i primi di marzo, non mi sembrava il caso.
Però conosco la passione che muove Paolo nel realizzare queste scenografie e in fondo era l'ultimo giorno prima che venisse smontato il tutto.

Sono le 18.10 circa quando arrivo a casa sua. Entro e vengo immediatamente proiettato in un'altra dimensione. Le stanze non sono illuminate, ma in fondo al corridoio scorcio un alone di luce. Due passi e sono davanti ad uno spettacolo di colori e suoni. In meno di 2 metri, ritrovo minuziosamente ricostruito un piccolo paese imbiancato riconducibile ad ambientazioni austro-ungariche con influenze del nord Europa.

E' tremendamente bello e per un attimo vengo rapito da questa visione come fossi un bambino.
Tutto è stato studiato nei minimi particolari. La biblioteca, la caserma dei pompieri, il salone da ballo, la chiesa. Poi la piazzetta con i bimbi che pattino sulla pista da ghiaccio. In fondo il laghetto con il pescatore trafelato nella sua attività e poi, poco più in là, la parte montana con le persone che scendono con gli slittini.
Mi fermo qui, perché sarebbe riduttiva la mia descrizione con tanta minuzia di particolari.

Ma soprattutto è bello vedere la gioia con la quale Paolo descrive il suo lavoro. Le sue parole sembrano note musicali e i suoi occhi luccicano di felicità.

Bravo Paolo, anche se mi hai riportato in un freddo inverno dal quale cerco di sfuggire, il tuo entusiasmo mi ha riscaldato l'anima.

giovedì 4 dicembre 2008

Storia di un Appuntamento Mai Nato

Posticipato. Posticipato una seconda volta. Posticipato una terza volta. Ora ufficiosamente dovrebbe essere la prossima settimana. Data e orario da confermare. Vedremo, ma oramai ha poca importanza.

Non vi siete mai trovati in una situazione analoga? Vi fissano un appuntamento e poi niente da fare. Voi lì frementi, nell’attesa di quel fatidico incontro e invece tutto il vostro entusiasmo viene banalmente azzerato. Sicuramente ci avevate dedicato tempo, energie, pensieri e idee. Ma purtroppo non è stato sufficiente? La vostra euforia si trasforma in disagio, tensione, arrabbiatura e sconforto.

Appuntamento di lavoro e personale che sia, la mancata avvenuta è difficilmente digeribile. Pensate anche ai sentimenti. Magari quando si è giovani (e più innocenti) e si riesce a strappare un appuntamento con la bella della classe. Un incontro da tanto tempo atteso. Giorni e giorni di sottile lavoro. Su se stessi per trovare il coraggio. Su di lei per farle capire che valiamo. E poi che succede, all’ultimo momento un dietro front, una scusa più o meno plausibile e il mondo che sembra che ti cada addosso.

Che dire. Oggi come allora, sono qui ad interrogarmi se ho fatto abbastanza e tutto il necessario per conquistare la fiducia di una persona che fondamentalmente ancora non mi conosce e forse sfortuna sua (tieh!) nemmeno mai mi conoscerà.

giovedì 30 ottobre 2008

The Landy Team - Mission 2

The Landy Team is back!

Ieri sono stato a pranzo con dei miei colleghi che stanno per partire per una missione. A dire il vero sono alla loro seconda spedizione ( qui potrete trovarne traccia visiva), ma dall'entusiasmo che mi hanno trasmesso nel raccontare la preparazione del tutto... è come se fosse la loro prima volta.

Si tratta di realizzare un viaggio. Un viaggio a bordo di un imponente Defender con un carico di gioia, allegria e spensieratezza, all'insegna della condivisione delle emozioni che carpiranno durante il tragitto. Non c'è un vero e proprio itinerario, se non che si parte da Asolo per arrivare oltremanica nel Regno Unito, passando per Strasburgo ed Amsterdam. Tempo a disposizione 4 giorni.

Non c'è uno scopo preciso, se non quello secondario di riportare il mezzo nella propria terra natia. Mentre troneggia la voglia di stare insieme, di fare qualcosa che gli permetta, seppur per un breve periodo, di stare a stretto contatto e assaporare lentamente tutto ciò che accadrà, imprevisti compresi.

La scelta di farlo con una macchina come è il Defender non è casuale. Oltre a essere ampia, che permette di accogliere calorosamente i partecipanti, è lenta, molto lenta. In questo viaggio non conta tanto arrivar primi alla destinazione, ma ciò che accadrà durante il tragitto.

Mi sento pienamente di sposare questa missione, perché è un pò in ritorno al significato originale che dovrebbe avere un viaggio. Come i viaggi biblici che si facevano in un tempo ormai assai lontano, privo di una motorizzazione spinta, che permettevano di tornare a casa con le valigie piene di grandiosi ricordi e non di insignificanti souvenir.

Buon viaggio!