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giovedì 19 novembre 2009

Houston abbiamo un problema


Mi rimangono ventisei minuti a disposizione per scrivere questo post, dopodiché il computer si spegnerà inesorabilmente.
Già perché il cavo dell'alimentazione ha deciso di punto in bianco di abbandonarmi e il livello della batteria è già sul color rosso acceso.

Nella speranza di concludere il post per poi dirigermi di fretta in qualche negozio specializzato dove recuperare un nuovo "energico compagno", riflettevo su quanto dipendiamo dalla tecnologia oggi.

Nel mio piccolo se non riuscirò a risolvere questa incombenza, dovrò rinunciare alla mia pubblicazione quotidiana sul blog, controllare la posta e navigare sul web. Tutte funzioni che rientrano nella mia normale routine.

Basti pensare all'importanza della mail stessa. Oggigiorno è impensabile non avere un indirizzo di posta elettronica. Anzi dirò di più, oramai si rimane delusi se all'invio di una mail non riceviamo immediatamente una risposta.

Perché l'importante è rimanere connessi. Questa è la parola d'ordine.

Vabbé vi ho avvisati, se nei prossimi giorni non mi vedete sapete il motivo. E qualora non riuscissi a recuperare un cavo dell'alimentazione in tempi brevi, vorrà dire che i prossimi post li scriverò direttamente a mano su dei fogli che poi andrò ad attaccare in giro per il centro. Non sarebbe male, tra gli annunci immobiliari e le ricerche di lavoro, trovare gli aggiornamenti de ILBETTA ON AIR.

venerdì 12 dicembre 2008

Questione di Sintesi

Accolgo con piacere lo spunto de lamanu, la quale l’altro giorno mi diceva: “ma perché le persone non firmano le mail in modo normale, con il loro nome, invece di limitarsi all’iniziale al massimo seguita da un punto”.

E’ sintomatico, ormai siamo talmente di fretta che sintetizziamo tutto, pure la nostra identità.
E’ il linguaggio che è cambiato in particolar modo utilizzando strumenti che ci permettono di comunicare in tempo reale. Quando scriviamo una mail ci aspettiamo una risposta immediata. Concetto che si estremizza ancor di più, se pensiamo agli sms.
Si scrive di getto, d’impulso, cercando di arrivare subito al motivo del messaggio e sollecitando una risposta veloce.

Pensate a come è cambiato il modo di scrivere.
Una volta ci si metteva su un foglio bianco per scrivere una lettera. Gli si dedicava del tempo. Il pensiero era rivolto alla ricerca di una forma e di un senso compiuto. Era un esercizio linguistico. Un personale saggio letterario. Una questione di stile.

La stessa attenzione che dedicava anche il destinatario della lettera. La sentiva tra le mani, la leggeva.Tra la scrittura, l’invio e la ricezione c’erano dei tempi d’attesa. Ora tutto questo non c’è più.

Vantaggi e svantaggi di una tecnologia che da un lato ci da e dall’altro ci toglie.

A presto, A.