Visualizzazione post con etichetta notizie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta notizie. Mostra tutti i post

martedì 22 maggio 2012

L'arcobaleno

Era come della polvere che gli si depositava addosso. Una nebbia sottile che gli offuscava la vista. Un'interferenza artificiale per le emozioni del cuore. Oggi, come ieri e forse ancora per domani. Gli occhi intercettavano solo i titoli di quelle notizie, per poi soffermarsi sulle immagini che seppur in bianco e nero, non perdevano d'intensità. Se non fosse stato sufficiente il giornale, ci avrebbe pensato la televisione a ricordare il tutto. E anche nel tratto che lo divideva da casa il radiogiornale aveva strappato il palcoscenico alla musica.


Non era bastato chiudere quelle pagine e abbassare i volumi degli altri mezzi, per riprendere possesso con se stessi. Era quello il mondo che gli avevano imposto. Niente e nessuno si sarebbe potuto esimere da una scenografia già montata e una sceneggiatura già scritta. Anche la pioggia quel giorno sembrava cadere ad un ritmo di insolita insofferenza, mentre il cielo si avvolgeva in quel suo abito grigio.


Al semaforo l'arresto fu totale. Il rosso sembrava essere giunto al momento più opportuno. Il respiro affannato lasciava le sue impronte sul vetro. Con le tre dita della mano sinistra cercò di togliere traccia di ciò. Fu così che il suo sguardo oltrepassò il finestrino per imbattersi nell'interruttore dei suoi sentimenti. Due giovani ragazzi completamente indifferenti alla pioggia si lasciavano andare ad un bacio voluto. Era quello l'arcobaleno che stava attendendo. Il verde arrivò, il cuore riprese il suo battito e la sua mente tornò ad essere libera.


Photo Credits


giovedì 5 aprile 2012

La buona novella

Si dovrebbe riceverne una al giorno. Inaspettata. Nel momento magari di maggiore difficoltà. Una discussione in ufficio. Un'arrabbiatura a casa. Un semplice sconforto. Non sarebbe importante come. Potrebbe arrivare con una lettera. Una telefonata. Un incontro. Uno sguardo.

Parole attese. Orizzonti desiderati. Sogni realizzati. Un sorriso.

Ma la vera rivoluzione sarebbe quello che accadrebbe dopo. Per qualcosa di buono ricevuto,  ci si dovrebbe trasformare in ambasciatori di un gesto positivo. Avere per poi dare. Una nuova forma di bilancio etico sociale. La costruzione di un domino dai positivi effetti. Dove tutti i partecipanti sono i protagonisti di un flusso in grado di apportare grandi gioie, attraverso piccole azioni.

Non credo ci si potrebbe abituare a tali quotidiane novità. Magari sarebbe presente un pizzico di fremente attesa. Un'attesa che comunque indirizzerebbe già una giornata verso una piacevole direzione.

Squilla il telefono. Che sia giunta l'ora?

giovedì 9 aprile 2009

Di Cattivo Gusto

Lo si dice spesso in riferimento a qualcosa che stona, che non è adatta al contesto, che è fuori luogo.

Può essere una battuta. Un comportamento o in alcuni casi legato al giudizio sull’abbigliamento di una persona. La componente soggettiva c’è sempre, in particolar modo nell’ultimo caso.

Però in alcune circostanze credo (mi auguro) che ci sia il plauso di tutti. Faccio riferimento all’informazione. Un’informazione, che non sempre utilizza il tono idoneo per comunicare. Un’informazione, che spesso perde il lume della ragione, trasformando la notizia in spettacolo. E questo non è possibile, soprattutto di fronte a certi avvenimenti.

Questo è il vero cattivo gusto. Questa è una mancanza di rispetto, nei confronti delle vittime di certi accadimenti e di chi da casa vede, ascolta, legge le notizie.

Un esempio su tutti. Rimandare a dopo la pubblicità per conoscere il numero aggiornato dei morti di una tragedia umana, credo non abbia bisogno di commenti del livello di malainformazione che, ormai, siamo anestetizzati nel subire.

L'importante è vantarsi dell'audience!