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lunedì 6 febbraio 2012

Confrontarsi con il nuovo


Eppur si trattava di un gioco, ma l'emozione della prima volta si manifestava ugualmente. Piccoli uomini pronti a cimentarsi in qualcosa di nuovo. Avrebbero fatto una partita. Degli avversari da sfidare, delle regole da rispettare e un tempo da osservare.


La giovane età permetteva loro di assaporare l'entusiasmo per un momento ricreativo. Ma c'era pure un po' in tutti quel latente imbarazzo per qualcosa di nuovo. La paura di sbagliare. La paura di essere giudicati. La paura nell'essere osservati.

Ad un certo punto però come impavidi soldatini la tensione presente si trasformò in gioia. Di fare. Di essere lì. Di provare una nuova esperienza. E' così che gli occhi iniziarono a brillare, i sorrisi si moltiplicarono e l'energia che scaturiva dai loro movimenti andava diffondendosi in maniera contagiosa.

La vitalità fu così potente da lasciar quasi increduli i grandi presenti. Con quel loro modo di fare, forse a loro insaputa, avevano dato una lezione a chi pensava di avere raggiunto l'equilibrio di una maturità ancorata alle abitudini. Invece furono proprio loro a far ricordare quanto potesse essere divertente confrontarsi con il nuovo.

Il tabellone finale diceva che avevano perso, ma gli unici sconfitti quel giorno furono quei pochi che non si erano accorti di quanto successo.

martedì 19 aprile 2011

Qualcosa di nuovo da imparare

E' come quando ti tolgono le rotelline dalla prima bicicletta. Sembra un'impresa titanica. Mantenere l'equilibrio solo su due ruote. Impugnare il manubrio, sapendo che ogni piccolo movimento, provocherà un cambio di direzione. La tensione. L'emozione. Forse è tra i momenti più significativi per un bambino. Un passo nel sentirsi grande. Autonomo. Indipendente.


Quelle stesse sensazioni si ripresentano quando dobbiamo imparare qualcosa di nuovo. Che sia più o meno facile, comunque c'è sempre un senso di inadeguatezza. Non essere in grado di farlo. 


Un nuovo lavoro. Un nuovo progetto. Un nuovo esame. Una nuova lingua. Una nuova cosa. In alcuni casi magari ci abbiamo dedicato tanto tempo per la preparazione, ma ugualmente non riteniamo di essere sufficientemente pronti. In altri ci siamo arresi ancor prima. Non fa per noi. E' troppo difficile.


Questo non vuol dire mettersi costantemente in competizione con se stessi. Però nemmeno autolimitarsi per delle paure, che spesso poi si rivelano infondate. Occorre valutare se effettivamente una cosa ci interessa e se così è, lanciarsi. Non demordere. Staccare i piedi da terra ed iniziare a pedalare.


Anche perché una volta imparato, difficilmente poi ci potranno fermare. 


"Drin, drin... drin, drin... attenti che sto arrivando".