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giovedì 7 ottobre 2010

Claudio De Angelis: una vita di concerti - Parte terza

Foto "storica": Claudio De Angelis con la mazza del ritardo


Vai alla seconda parte

Sembrava un sogno ripercorrere da dove quella società era partita fino a dov’era riuscita ad arrivare. Una società che grazie al genio di Riccardo Carotenuto “una mente nell’organizzazione dei concerti”, alla capacità di Angelo Bay (maestro in ambito sicurezza per Claudio) e insieme al terzo socio fondatore Busca, diventava in quegli anni il punto di riferimento per l’organizzazione di eventi sulla capitale.


Per Claudio è un’emozione continua. Vedere montare e rismontare un palco. Il passaggio da un luogo ad un altro. “Un lavoro che non terminava mai, dove non avevi orari, ma non avevi la sensazione della fatica, perché era l’entusiasmo a trascinarti” mi dice Claudio quasi commosso, ripercorrendo quei ricordi.

In quel periodo si sperimentava. La BBC Company fu precursore dei concerti in Sardegna. Iniziarono una serie di collaborazioni con Sassari. Prima Sting con i Tazenda, poi Pino Daniele i Ramones e altri ancora.

Un sogno durato sedici anni. Poi però, ed è il 2002, una necessità: riappropriarsi della propria vita. Vivere di giorno. Avere del tempo libero e sapere cosa farne. Un incontro e un amore.

Ancora una volta Claudio segue il cuore. E se prima era rappresentato dal suo lavoro ora è impersonificato da una donna. Comunque sia non ci sono recriminazioni. “E’ stata un’esperienza meravigliosa di vita” mi dice Claudio “non ho rimpianti, ma solo bei ricordi”.

Anche questo vuol dire essere rock.




Nota della redazione. Comunque se avete bisogno di avvalervi della professionalità di Claudio De Angelis per l'organizzazione di eventi e concerti mandategli una mail... il leone ruggisce ancora!

martedì 5 ottobre 2010

Claudio De Angelis: una vita di concerti - Parte prima

Per raccontare la storia di Claudio De Angelis occorre fare un salto indietro nel tempo.

E’ il 1986. Claudio come tutte le sere lascia la gelateria dove lavora per tornarsene a casa. Siamo a Roma. E’ primavera. E a Claudio per indole piace vivere la sua città nella dimensione notturna. Una passeggiata, quattro chiacchiere con amici, scambi di opinioni o solamente guardare la capitale che vive.

Come accade per chiunque, basta un incontro perché cambi l’esistenza. Quella sera l’incontro di svolta è rappresentato dal cugino. Metronotte di professione, un compagno con il quale Claudio ha piacere condividere l’essenza della notte.

Tra le varie parole di quella sera c’è un invito. “Claudio ho degli amici che lavorano nel servizio d’ordine dei concerti… a te che piace la musica, ti potrebbe interessare arrotondare qualcosa?”, con questa domanda suo cugino scardina la fantasia e l’entusiasmo di Claudio.

Dopo qualche sera, il nostro ventinovenne Claudio è già in servizio.
Il luogo è il PalaEur. La canzone è Ferryboat, tratta dall'omonimo album. L’artista è Pino Daniele.
Ho visto Pino fare le prove… l’emozione del prima… di cosa succede nei momenti antecedenti al bagno di folla… i riflettori che ci accendono… le casse che ti sommergono prima le orecchie, poi l’anima… ed infine l’artista, lassù sul palco”, con queste parole Claudio mi trasmette tutto il suo entusiasmo nell’assistere a quella visione. Una visione catartica. “Voglio fare questo lavoro perché è quello che mi piace fare”, si dice tra sé Claudio, assistendo al primo di una lunga serie di concerti.

Poco importa se lui deve stare ai cancelli d’ingresso per controllare che tutto proceda nella giusta maniera. Ma è quello che c’è dietro ad un concerto a scatenargli un entusiasmo difficile da contenere.

Più passa il tempo più gli piace quello che sta facendo. Dopo dieci anni, la passione per quel mondo andava ulteriormente ad aumentare. Duran Duran, Spandau Ballet, Frankie Goes To Hollywood, sono solo alcuni degli artisti che ha seguito in quel primo periodo.




venerdì 23 aprile 2010

Disco Week End: Pino Daniele - Passi d'Autore

Visto che ieri vi ho raccontato Il giorno prima, il disco week end di oggi non poteva che essere un album che usciva proprio il 23 aprile di sei anni fa. Mentre ero in sala parto ad accogliere il mio primogenito, Pino Daniele pubblicava un album particolare dal titolo Passi d'Autore.

Tra la discografia recente del cantautore partenopeo questo progetto discografico a mio parere emerge. E' un disco che va dalle sonorità jazz ai ritmi latini, passando da cori polifonici fino ad arrivare alla bossa nova.

E' inutile che vi dica che poi questo album mi ha accompagnato per tutta l'estate di quel 2004. Mi ha accompagnato anche nelle notti afose, mentre passeggiavo avanti e indietro in soggiorno con il piccolo tra le braccia nel tentativo, spesso invano, di addormentarlo.

Quindi è duplice il legame che mi unisce a questo disco: il piacere di ascoltare queste musicalità e quello di ricordare un momento particolarmente intenso e bello. Ironia della sorte, uno dei brani di questo album è intitolato Pigro e per me parlare di sonno e di riposo in quel periodo era proprio una chimera.

P.S. A questo disco ha collaborato anche il grande batterista jazz statunitense Peter Erskine che ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa.



venerdì 18 dicembre 2009

Disco Week End: Pino Daniele - Sotto 'O Sole

Credo che non ci sia miglior conclusione musicale per questa settimana dedicata all'Amore, avendone parlato con la partenopea Daniela Venturelli, che il disco di Pino Daniele dal quale è stata tratta la colonna sonora per il film Pensavo fosse amore invece era un calesse di Massimo Troisi.

Qui di cose ce ne sarebbero da dire molte, ma per rimanere sui confini musicali, ma soprattutto per farvi ascoltare una piccola/grande poesia d'amore, sarò sintetico sulla presentazione dell'album.

Sotto 'O Sole
contiene dieci brani, di cui otto sono nuove versioni di vecchi successi di Pino Daniele. Tra questi Saglie saglie, Maronna mia, Donna cuncetta, Viento e la stessa Sotto 'O Sole. Ma in particolar modo in questo disco sono presenti una delle più belle canzoni di Pino Daniele Quando, tema musicale di riferimento di Pensavo fosse amore invece era un calesse e O ssaje comme fa 'o core scritta dallo stesso Massimo Troisi.

Proprio quest'ultima canzone, voglio riproporvi di seguito, in una versione recitata durante la trasmissione Alta Classe del 1992 condotta da Gianni Minà.


giovedì 14 maggio 2009

Come nasce una canzone?

Mi sono sempre posto questo interrogativo, in particolar modo all'ascolto di brani che ti fanno vibrare dentro.

Chissà, magari l'artista si mette lì al mattino davanti a un caffè ed inizia a scrivere e da una parola dopo l'altra arriva quel perfetto concatenamento che fa di un testo, un grande testo.
Questo nella visione romantica del mestiere di un autore. La visione che spinge a pensare che gli sia arrivata un'illuminazione divina.

Poi invece c'è un approccio più metodico, che magari toglie un pizzico di poesia, ma che è indispensabile nella stesura continua di testi. Scrivere, scrivere e ancora scrivere, come fosse un esercizio, un piacevole esercizio.

Per non parlare della musica. Qui che si fa, si pensa ad una melodia adatta a quel testo, si inizia a fischiettare un motivetto, ci si aiuta con chitarra e piano, mah?
Ma poi, nasce prima il testo o prima la musica?

Troppe domande! Intanto continuo a rimanere affascinato da questo mistero musicale e se penso che un ragazzo di nome Pino a diciott'anni ha scritto questa "canzonetta"...


mercoledì 6 maggio 2009

Anna, Alice, Agnese, Laura, Margherita & Company

Ma quante sono le canzoni che nel titolo hanno il nome di una donna?

Tante. Ve lo assicuro.
Rimanendo nel contesto italiano, il solo Lucio Battisti ha cantato Non è Francesca, La mia canzone per Maria, Balla Linda e Anna. Quest'ultimo nome è piuttosto caro ai nostri cantautori, visto che è stato ripreso sia da Lucio Dalla con Anna e Marco, sia da Pino Daniele con la canzone dedicata alla Magnani Anna Verrà.

Come non ricordare poi Agnese di Ivan Graziani e Alice di Francesco De Gregori?
Ma la storia dei nomi femminili inizia da molto lontano. Mentre Peppino Di Capri dedicava le sue romantiche serenate a Roberta e Daniela, Fausto Leali chiedeva l'ascolto di Deborah, Gianni Morandi faceva ballare con Belinda e Mario Tessuto immortalava Lisa dagli occhi blu.

All'appello non può mancare la Signora Lia di Claudio Baglioni, Patrizia di Eugenio Finardi, una simpatica Rosalina di Fabio Contato, una struggente Margherita di Riccardo Cocciante e la straordinaria canzone di Marinella interpretata da De Andrè.

Infine, sicuramente tralasciando qualcuno, voglio ricordare la Gianna di Rino Gaetano, la piccola Katy dei Pooh, Susanna di Celentano, Silvia lo sai di Luca Carboni, Laura non c'è di Nek, la strepitosa Sally di Vasco, Iris del buon Biagio Antonacci e Cara Valentina del simpatico Max Gazzè.

Detto tutto ciò, mi sono accorto che manca una canzone, la più importante, quella dedicata a mia moglie. A questa ci penserò io e sarà sicuramente un successo, almeno per lei.

Bene ora se avete un'oretta a disposizione potete anche ascoltarvele tutte...