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venerdì 2 marzo 2012

Disco Week End: Lucio Dalla - Lucio Dalla

C'è sempre un senso di incredulità. Sarà il fatto che sembrano persone in grado di sconfinare dal tempo. Uomini che hanno vissuto e che continueranno a vivere. Questo grazie a quello che hanno fatto. Scrivere, suonare e cantare canzoni. Semplici canzoni, ma che si sono indelebilmente fissate nella costellazione sonora delle emozioni umane.


E mentre si metabolizza una scomparsa come la sua, la sua musica viene in soccorso come a testimoniare che tanto di lui rimarrà a farci compagnia. Ricordi personali che si mescolano alle sue canzoni. Canzoni sue, ma che ogni persona ha fatto proprie nel momento dell'ascolto.


E' così che riprendendo in mano un po' tutta la sua discografia, mi sono soffermato sull'album che non so se lo rappresenti maggiormente, ma sicuramente è quello che per me innesca rinnovate sensazioni ad ogni suo riascolto. Il disco in questione prende proprio nome da lui, Lucio Dalla ed è un viaggio nella musica di questo cantautore che rende bene la sua idea artistica. Almeno per quel periodo attorno alla fine degli anni '70.


Non ci sono altre parole da aggiungere. Meglio ascoltare. Viaggiando con la mente, per essere più vicini ancora una volta a lui.


Lucio Dalla, grazie.





venerdì 24 febbraio 2012

Disco Week End: Samuele Bersani - Psyco 20 anni di canzoni

Dopo aver metabolizzato una settimana di Sanremo, stavo facendo mente locale su quanto mi era maggiormente piaciuto. Devo dire che questo brano già mi era apparso simpatico, riascoltandolo ne ho avuto solo conferme. La canzone in questione è Un pallone e l'interprete non poteva che essere lui: Samuele Bersani. Ancora una volta è riuscito a mescolare perfettamente ironia, testo, musicalità per un successo per niente banale.


Un successo che trova il suo perfetto spazio nell'album Psyco - 20 anni di canzoni. In questa raccolta dove primeggia l'estro artistico di Samuele in un arco temporale dove sono uscite canzoni come Replay, Lo scrutatore non votante, Il mostro e Giudizi Universali, solo per citarne alcune, c'è spazio anche per un altro regalo. Si tratta proprio della canzone dalla quale prende il nome il disco Psyco, ed è proprio con essa con un arrangiamento magari anche diverso dal solito, che ci lascia una bellissima testimonianza sonora di questa sua prima parte di carriera. 


Complimenti Samuele, adesso non ci rimane che piacevolmente attendere quali saranno i prossimi vent'anni di canzoni che saprai regalarci ancora.




venerdì 20 gennaio 2012

Disco Week End: Mediterraneo - Colonna Sonora

Quando ho colto la notizia della scomparsa di Giancarlo Bigazzi, non ho potuto fare a meno di tornare indietro con la memoria, alla mia personale associazione con questo autore. 


Nonostante sia stato un grande paroliere (professione ahimé in disuso) di grandi successi della musica italiana da "Erba di casa mia" fino ad arrivare a "Gli uomini non cambiano", passando per "Gloria", senza dimenticare la parentesi goliardica con gli Squallor, il mio pensiero è andato ad una musica. Una colonna sonora. Un film. Mediterraneo di Gabriele Salvatores.


Proprio di questa pellicola, che porto con me un bel ricordo, Giancarlo Bigazzi insieme a Marco Falagiani ne è stato autore delle musiche. Resistito alla tentazione di rivederlo per l'ennesima volta, ieri ho fatto sì che questo disco diventasse per un giorno la colonna sonora della mia giornata. 


Devo dire che complici le sonorità greche da una parte e alcune battute del film che mi affioravano alla mente dall'altra, mi ha reso la giornata sicuramente meno grigia e freddolosa di quanto non fosse. 


Insomma la colonna sonora di Mediterraneo mi sento proprio di consigliarlo come disco week end. Può interessare?




venerdì 11 novembre 2011

Disco Week End: Niccolò Fabi - Novo Mesto

Non è la prima volta che ne parlo. Non sarà nemmeno l'ultima. Chissà magari un giorno potrebbe essere ospite anche de Il mecenate d'anime. Sta di fatto che complice la serata conclusiva del tour di Niccolò Fabi a Reggio Emilia, mi sono immerso nuovamente nelle sue canzoni.


Tra la sua diversa discografia mi sono soffermato su Novo Mesto. Straordinario. Se è vero che ci sono canzoni che ti scivolano addosso, è pur vero che ce ne sono altre che arrivano dritte in fondo all'anima. In questo album non c'è n'è una che non vada a sollecitare i sentimenti più intimi. In una commistione di sonorità raffinate e parole seducenti, la latente malinconia presente, rievoca piacevoli istantanee della nostra esistenza.


Non so che funzione debba avere un disco. Forse diverse a seconda del genere, a seconda di chi lo ascolta, come lo ascolta, la sua predisposizione d'animo, comunque sia Novo Mesto abbinato a questo autunno dagli straordinari colori, è un vero e proprio ricostituente per lo spirito.


Ora prendetevi cinque minuti per ascoltare Costruire, dopodiché durante il fine settimana ascoltatevi l'album nella sua interezza e mi saprete dire.




martedì 18 ottobre 2011

Sing A Song

Chissà come funziona la nostra playlist musicale. Tanto per intenderci quella che in un momento qualsiasi della giornata ci fa partire nella testa un ritornello. Un'intera canzone o anche solo l'accompagnamento musicale.


Per i brani più recenti, radio e spot pubblicitari sono ottimi complici. Il mistero perdura invece quando nella totale inconsapevolezza tiriamo fuori dalla nostra programmazione personale, brani che nonostante la notorietà, erano stati ben archiviati.


Ecco così che mi ritrovo non solo ad intonare un testo, ma anche a disegnarne una coreografia con la mano che tra l'acqua e il cielo, faccio muovere nell'aria. La fortuna vuole che non ci siano schiere di spettatori, se non un paio di turisti giapponesi che difficilmente possono riconoscere le parole (poco ben intonate) di un brano storico italiano.


Ed è così che dalla poppa del battello che mi sta riaccompagnando a casa, mi diletto sottovoce in questa interpretazione d'altri tempi. 


E per fortuna non avevo con me la chitarra. Anche perché non la so usare.




venerdì 18 febbraio 2011

Ascoltando Sanremo - Parte terza (perché non c'è 2 senza 3 e poi basta!)

17 gradi. 50 mila persone sugli spalti. Eye of the tiger di Rocky in sottofondo... in attesa del o' surdato 'nnammurato. Questo è quello che succede allo stadio S. Paolo prima dell'inizio di Napoli - Villareal. 


Ma forse non è di questo che dovevo parlare.


Scorrono le immagini di un Ministro della Repubblica che con fare furbetto scalcia un giornalista facendo finta che sia successo il contrario. Il giornalista viene allontanato dalla sicurezza. Intanto nello studio di Santoro hanno inizio le discussioni.


Ma nemmeno di questo volevo parlare.


Ecco ora ricordo. Dovevo raccontare l'ascolto della terza puntata del Festival di Sanremo. Sono un po' imbarazzato, perché di musica c'è ben poco da dire. E pensare che mi hanno pure preso in contropiede, iniziando alle 20.40.


Commentare l'ascolto di come sono state interpretate canzoni storiche, per onorare il 150° dell'Unità d'Italia, mi è difficile, se non impossibile. L'unico onore è stato assistere alla lectio magistralis di Roberto Benigni. Ma in questa sede mi ero ripromesso di parlare  solo di musica.


Quindi a questo punto facciamo un volo temporale e arriviamo a mezzanotte meno un quarto, quando si è esibito il primo dei quattro giovani della serata. Micaela, 19 anni, bella voce, ma canzone piuttosto mediocre. Un sussulto solo all'inizio del brano, che mi ha fatto pensare che volesse intonare Uomini soli dei Pooh. Fortunatamente mi sbagliavo.


E' il turno di Roberto Amadé. Sonorità da opera musicale. Notre Dame de Paris o giù di lì. Però non riesce a graffiare. Si fa presto tornare alle semplicità sonore. Si chiamano Btwins e sono due fratelli. Sono giovani. L'unica attenuante ad una canzone dal sapore adolescenziale, non particolarmente originale.


Conclude la gara per i giovani Marco Menichini. Canzone in pieno stile melodico italiano. Fa quasi strano sentire una canzone così, cantata da un ragazzo. Comunque niente di memorabile.


Un po' deluso. Nessuno di questi giovani mi ha particolarmente colpito. Nessuno di loro è riuscito a trasmettermi qualche forma di emozione. E' sicuramente questa la delusione più grande di un Festival che comunque non passerà sicuramente alla storia.


Mentre si stanno facendo i ballottaggi tra Patty Bravo, Anna Tatangelo, Al Bano e Anna Oxa, mi preparo per andare a letto. Il mio esperimento di ascolto di Sanremo è terminato. Il prossimo anno, a meno di non ricevere un invito ufficiale a commentare direttamente dall'Ariston, credo che difficilmente lo ripeterò.


Un ultimo interrogativo prima di lasciarvi. Ma quando Morandi dice "stiamo uniti"... secondo me si rivolgeva a tutti coloro, che come me volevano scappare a dormire, ma per onore della causa hanno resistito.


Buon week end.

giovedì 17 febbraio 2011

Ascoltando Sanremo - Parte seconda (forse anche ultima)

Le premesse che sarebbe stata una serata difficile c'erano tutte. Forfait della consorte, blindata in camera da letto sotto le coperte. Stanchezza visibile del sottoscritto, con tanto di palpebra calante. Nonostante ciò, l'onore per un impegno dato. 


L'attesa dei primi quattro "giovani". Un unico lumicino di entusiasmo. Spento inesorabilmente alla notizia che prima si dovevano riascoltare i dodici big ancora in gara.


Su codesti non mi soffermo molto. Con il secondo ascolto, il rischio d'infierire è concreto. Per questo motivo decido, con largo anticipo, di proclamare il mio vincitore di questa edizione. All'unanimità dei presenti, con voti validi uno e voti favorevoli uno, the winner are La Crus.


Un pezzo con una marcia in più rispetto agli altri. Mi spingo a dire che forse non c'è stata nemmeno gara. Come direbbe il buon "Califfo"... tutto il resto è noia. E noia è stata. Tanto che per non abbondare anticipatamente l'ascolto, cerco nel cibo un alleato. Ne esce una mug versione extra large ricolma di yogurt calorico con doppio strato di corn flakes.


L'effetto rigenerante dura poco. Alle 22.55 nello sconforto totale sento la necessità di cambiare musica. Mi ricordo una cover di Hotel California ascoltata qualche giorno fa in radio. Accendo il "grande tubo" e mentre sul palco dell'Ariston sale Davide Van De Sfroos, mi sparo in cuffia questa:





Eccezionale!


Con una riscoperta carica energetica, mi rituffo in Sanremo. Per fortuna il riascolto dei big è quasi terminato. Sono le 23.37 e finalmente entra la prima giovane in gara. Di solito ho molte aspettative in questa categoria. Forse anche troppe. Serena Abrami inizia a cantare. Tutto sommato un brano piacevole. Canzone non pretenziosa. Da cantare in bicicletta, mentre si va a fare una scampagnata.


E' il turno di Anansi. Presenta un brano reggae. "Uhm...". Non mi convince. Ho amici che suonano il genere, dandomi molto di più. Peccato.


Pubblicità. Non sia mai che mi abitui troppo all'ascolto della musica. Torniamo in diretta con la terza giovane in gara. Si tratta di Gabriella Ferrone. La partenza con un po' di elettronica mi fa ben sperare. Ma si tratta solo della partenza. Il resto è facilmente dimenticabile.


Arriva l'ultimo interprete. Finale in bellezza. Finale in jazz con Raphael Gualazzi. Gradevole, per un attimo mi rivedo un po' stile Aristogatti con Tutti quanti vogliono fare jazz. Ci sta. Poi c'è una garanzia alla tromba. Fabrizio Bosso.


Stremato mi rendo conto che quello che ho compiuto stasera è stata una vera e propria impresa. Hanno provato in tutti i modi a cercare di farmi fuori. Mi sento quasi un eroe. E' tardi, ho sonno. Vado a letto.


Forse l'esperimento dell'ascolto sanremese si ferma qui. Vedremo. Comunque sia sono solo canzonette. Fossero un pizzico più carine però non guasterebbe.


Passo e chiudo dal salone delle feste di casa mia.

mercoledì 16 febbraio 2011

Ascoltando Sanremo - Parte prima

Veloce cena. Poche cose tanto per stare leggero. Non voglio dare colpa alla digestione qualora il sonno prendesse il sopravvento. Prole a letto. Moglie dimostrazione d'amore. Sul divano in religioso silenzio.


Scartata l'ipotesi radio. Il buon Markus aveva ragione. Troppi commenti, in più ci sono collegamenti con S. Siro per la Champions. Adotto la soluzione B. Spalle al televisore.


21.32 entra la prima cantante. E' Giusy Ferreri. Vedo la consorte rabbrividire, ancor prima che inizi a cantare. Strano il riscaldamento è acceso. Poi mi spiegherà che l'abito indossato dalla Ferreri sembrava una tela di Lucio Fontana. Comunque la canzone non è male. Anzi forse la migliore che abbia mai cantato. Abbandona la  Winehouse e adotto un suo stilo.


Entrano i secondi. Luca Barbarosa e Raquel De Rosario. Ammetto la mia ignoranza, ma non so chi sia lei. Comunque sia il duetto a Sanremo è una garanzia. E' pure orecchiabile. Di meglio non avrebbero potuto fare. 


E' il momento di Vecchioni. Peccato che sia cantata. Recitata sarebbe stato una bella poesia. 
Arriva la Tatangelo. Altro brivido da parte della mia amata. Il look ha colpito ancora. E' tempo di rock. Ma non è sufficiente un assolo di chitarra elettrica per fare una canzone rock. 


La Crus. Standing ovation. Mi emoziona. In alcuni passaggi sento Tenco. Non vincerà mai. Meglio così. Bellissimo brano. Che ritorno.


C'erano una volta gli 883. Poi Max Pezzali. Ora...
Peccato, mi è simpatico, però parafrasando il titolo del suo brano, preferivo il suo primo tempo. 


Tocca a Davide Van de Sfroos. Faccio fatica pure a pronunciarlo. Spero di averlo scritto correttamente. A me piace molto il genere folk. Ma questa non l'ho capita e non  perché è in dialetto laghee.


Arriva Anna Oxa. Vedo mia moglie pensierosa. Chissà. La Oxa me la sono persa. Musicalmente me la sono persa già da un po'. Dopo di lei Tricarico. Mi sembra di cogliere una filastrocca. Forse una fiaba. Ma essendo un racconto serve una timbrica particolare. Qui non c'è.


Fanno la loro entrata in scena i favoriti. Modà con Emma di Amici. Titolo del brano "Arriverà". A me non è arrivata. Ma è un pezzo furbo. Sbraitato meno sarebbe stato meglio.


Atterrano Luca Madonia con Franco Battiato e "L'alieno", il loro brano. Rimpiango Finardi con il suo Extraterrestre. Mi dispiace maestro.


Con l'arrivo di Patty Bravo un risveglio. Quello di mia moglie dal divano. Si mette le mani nei capelli. Io sulle orecchie. Dicono che la storia non si possa toccare. Forse però bisognerebbe lasciarla stare.


Siamo quasi al termine. Purtroppo solo quasi. Da X-Factor arriva Nathalie con "Vivo Sospesa". Voto sospeso da parte mia. Mi aspettavo qualcosa di più.


Sono quasi due ore di trasmissione. La stanchezza si fa sentire. Nemmeno la moda sostiene più mia moglie. Andata. La copro con una coperta. C'è l'ultimo cantante. E' Albano. Nulla da dichiarare.


E' finita. Ho quasi voglio di gridarlo. Mi ferma solo il respiro addormentato della mia lei. Quanto mi vuole bene per avere sopportato tutto ciò. 


Domani si ripete.
Domani si ripete?

giovedì 14 maggio 2009

Come nasce una canzone?

Mi sono sempre posto questo interrogativo, in particolar modo all'ascolto di brani che ti fanno vibrare dentro.

Chissà, magari l'artista si mette lì al mattino davanti a un caffè ed inizia a scrivere e da una parola dopo l'altra arriva quel perfetto concatenamento che fa di un testo, un grande testo.
Questo nella visione romantica del mestiere di un autore. La visione che spinge a pensare che gli sia arrivata un'illuminazione divina.

Poi invece c'è un approccio più metodico, che magari toglie un pizzico di poesia, ma che è indispensabile nella stesura continua di testi. Scrivere, scrivere e ancora scrivere, come fosse un esercizio, un piacevole esercizio.

Per non parlare della musica. Qui che si fa, si pensa ad una melodia adatta a quel testo, si inizia a fischiettare un motivetto, ci si aiuta con chitarra e piano, mah?
Ma poi, nasce prima il testo o prima la musica?

Troppe domande! Intanto continuo a rimanere affascinato da questo mistero musicale e se penso che un ragazzo di nome Pino a diciott'anni ha scritto questa "canzonetta"...


mercoledì 6 maggio 2009

Anna, Alice, Agnese, Laura, Margherita & Company

Ma quante sono le canzoni che nel titolo hanno il nome di una donna?

Tante. Ve lo assicuro.
Rimanendo nel contesto italiano, il solo Lucio Battisti ha cantato Non è Francesca, La mia canzone per Maria, Balla Linda e Anna. Quest'ultimo nome è piuttosto caro ai nostri cantautori, visto che è stato ripreso sia da Lucio Dalla con Anna e Marco, sia da Pino Daniele con la canzone dedicata alla Magnani Anna Verrà.

Come non ricordare poi Agnese di Ivan Graziani e Alice di Francesco De Gregori?
Ma la storia dei nomi femminili inizia da molto lontano. Mentre Peppino Di Capri dedicava le sue romantiche serenate a Roberta e Daniela, Fausto Leali chiedeva l'ascolto di Deborah, Gianni Morandi faceva ballare con Belinda e Mario Tessuto immortalava Lisa dagli occhi blu.

All'appello non può mancare la Signora Lia di Claudio Baglioni, Patrizia di Eugenio Finardi, una simpatica Rosalina di Fabio Contato, una struggente Margherita di Riccardo Cocciante e la straordinaria canzone di Marinella interpretata da De Andrè.

Infine, sicuramente tralasciando qualcuno, voglio ricordare la Gianna di Rino Gaetano, la piccola Katy dei Pooh, Susanna di Celentano, Silvia lo sai di Luca Carboni, Laura non c'è di Nek, la strepitosa Sally di Vasco, Iris del buon Biagio Antonacci e Cara Valentina del simpatico Max Gazzè.

Detto tutto ciò, mi sono accorto che manca una canzone, la più importante, quella dedicata a mia moglie. A questa ci penserò io e sarà sicuramente un successo, almeno per lei.

Bene ora se avete un'oretta a disposizione potete anche ascoltarvele tutte...