Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

lunedì 10 ottobre 2011

Viaggio al centro della creatività umana

Non è facile mettere a nudo un'artista. Spesso sono solo le sue opere le uniche dichiarazioni rilasciate. Però quello che è successo venerdì scorso al Londra Palace è stato qualcosa di fortemente coinvolgente.


Due grandi artisti si sono lasciati andare nel raccontarsi. Le loro storie. Le gesta creativa. Le fragilità umane. Tutto senza spettacolarizzazione. Dando spazio a parole che sentivano di dire. Sentimenti che volevano condividere. Senza forzature. Senza distorsioni interpretative.


Ed ecco che Luca "C" Matteazzi regala al pubblico le emozioni di un percorso artistico che gli ha permesso di sperimentare forme d'arte differenti, ma tutte orientate a creare stupore in chi le vede. Fotografia, costumi, installazioni, solo per citarne alcune che trovano la loro massima espressione nell'interazione con il pubblico. Opere d'arte che volutamente si completano con l'interpretazione o l'azione di chi le guarda.


Mentre David Bertoli alias Frank Cianuro (forse ancora per poco), dispensa magia parlando delle sue realizzazioni. Anche qui il suo eclettismo creativo lo porta ad esprimersi attraverso modalità diverse. Dalla visual art alle sculture. Dalle installazioni al design. E molto altro ancora.
Però è nel raccontare la sottile linea di equilibrio che separa un'artista, la sensibilità di un'artista, dai dogmi di una realtà dura, spigolosa, in alcuni casi tormentata, che le parole di David assumono un significato ancor più vero. Una descrizione di rara intensità, tanto da far trattenere il fiato ad un pubblico desideroso di non interrompere tale esposizione.


E' successo tutto in questo viaggio al centro della creatività umana con il quale Il mecenate d'anime ha voluto dar inizio a questa nuova serie d'incontri. Viaggio che è servito ancora una volta a far capire che prima di tutto c'è l'uomo. La persona.  Costituita da talento, energia e infinite emozioni.


Photo Credits

lunedì 23 maggio 2011

Paura, conoscenza e scogli

Ho appena terminato di vedere uno spaccato di vita reale. Niente insulti. Nessun proclamo. Non c'erano voti da accaparrarsi. Bensì storie, speranze e tanti difficoltà. La Gabanelli con Report è riuscita ancora una volta a presentare quali sono le vere problematiche di un Paese che non è in grado di sostenere la sua più grande ricchezza: i giovani.


Mentre passano i racconti di tanti talenti italiani che hanno dovuto abbandonare la penisola per costruirsi un futuro professionale (e privato), il teatro della politica continua il suo cabaret elettorale.


E pensare che venivo da un fine settimana esaltante. Un video di Chris Anderson, proiettato in una gremita sala della Fondazione Querini Stampalia, dava il benvenuto al TEDx Venezia. Dopodiché in un susseguirsi di positive emozioni, gli speakers prendevano parola sul tema Art & Management.


Già proprio così si è parlato di arte. Arte come mezzo di comunicazione. Arte come cultura. Arte come modo per innovare. E perché no, arte come strumento di reddito. Come incremento del PIL di una nazione. Peccato che anche questo, sia un tema che non interessa veramente alla nostra classe dirigente. 


Ancora una volta la contrapposizione. L'energia - giovani/arte/creatività - che si scontra con l'inerzia. Politica lontana da un mondo reale.


Ma sono fiducioso. Paura, conoscenza e scogli sono le tre parole con le quali si è conclusa questa prima sessione veneziana di TED. Tre parole che se ben analizzate permettono di guardare avanti. Di affrontare in modo determinato i propri progetti. 


L'importante è superare le ansie iniziali intrinseche nell'intraprendere un percorso. Non aver paura di sbagliare. Non aver paura di qualcosa di nuovo.


Mai smettere di imparare. Alimentare in modo continuativo le proprie curiosità. Conoscere per ampliare i propri orizzonti.


Ed infine gli scogli. Individuati, è necessario superarli. Anche le montagne più insidiose, non sono nulla rispetto alla forza dei sogni.


Ce la possiamo fare. Ce la dobbiamo fare.

martedì 6 luglio 2010

L'arte vista con gli occhi di un bambino

"La macchia di colore si è trasformata in... mela mostro con 5 facce, 9 dita delle mani e 11 dita dei piedi" - Autore: Nicolò B. - marzo 2010


A scuole ormai terminate non ci rimane altro che riordinare i vari lavori, i disegni e tutto ciò che è stato prodotto in questo ultimo anno di scuola materna.

Ed è stato proprio riprendendo in mano questo cospicuo materiale, che mi sono soffermato ad apprezzarne ancora una volta di più la qualità. Non parlo tanto in termini di bellezza o meno delle opere (perché di vere e proprie opere si tratta), bensì delle emozioni che riescono a trasmettere.

Certo ci sono grandi studi psicopedagogici che ne danno o che cercano di darne un'interpretazione, ma mettendosi davanti ad un disegno fatto da un bambino in modo spontaneo, naturale, privo di preconcetti e senza la presunzione che spesso caratterizza noi adulti, si riesce ad apprezzarne ancor di più i contenuti. In alcuni casi, scesi dal piedistallo della maturità, addirittura si entra anche in sintonia con essi.

Ho visto rivisitazioni di Picasso, Modigliani, Van Gogh fatte dai bambini da rimanere increduli. Ho visto pure interpretazioni personali ed originali di tecniche artistiche di straordinaria intensità creativa.

Non sono un esperto di arte, come non sono sicuro, purtroppo, che tutti questi ragazzi riusciranno a mantenere questa loro fervida creatività artistica, non tanto per diventare tutti famosi pittori, scultori o altro ancora, ma per affrontare in modo "artistico" la loro esistenza. Pensate a cosa succederebbe se questi giovani uomini riuscissero a portare avanti e addirittura sviluppare questo loro seme creativo? Secondo me, avremmo delle persone con meno limitazioni mentali e trasportate da una notevole carica di entusiasmo in quello che fanno.

Per il momento continuo ad apprezzare ciò che mi ritrovo tra le mani, sperando che attraverso questa semina, il raccolto potrà essere piacevole per tutti questi bambini.



P.S. Naturalmente una citazione di merito va a tutti quegli insegnanti che riescono a portare avanti questi tipi di progetti, nonostante il tentativo continuo di ridimensionarne il ruolo, la figura professionale, il valore sociale.

lunedì 14 settembre 2009

Castelli di sabbia


Non parlo dell'accezione negativa del termine. Ma della creazione vera e propria sulla spiaggia di opere d'arte, muniti di paletta, pazienza e voglia di stupire.

Proprio ieri ho assistito con i miei occhi alla realizzazione di un simpatico GigiSauro. Questo è il nome che è stato assegnato alla creatura, che in poco più di mezz'ora ha preso forma dalla sabbia.

La cosa che mi ha attrae di questi "castelli di sabbia" è da un lato la fantasia di chi si mette a pensare alle forme da realizzare e dall'altro la manualità che hanno questi artisti nell'intervenire su questa sabbia, quasi fosse la cera di uno scultore.

Delicatezza e precisione hanno accompagnato le diverse fasi di sviluppo del GigiSauro. Entusiasmo e allegria sono stati dispensati nei presenti. Felicità nei bimbi nel vedere in azione (giocare) un adulto. Curiosità e compiacimento, nei coetanei del maestro che ha realizzato l'opera.

Peccato che la stagione balneare si sia conclusa, altrimenti mi sarei cimentato volentieri pure io. Ne approfitterò del prossimo autunno per allenarmi intanto con il Das.

venerdì 3 ottobre 2008

Thomas e l'arte dell'hamburger


Ci sono ancora persone che fanno con passione il proprio lavoro. Chiedetelo a Thomas!
Ieri, ore 12.53, con un discreto appetito, mi accingo con scetticismo a scegliere tra gli innumerevoli panini presenti nel baretto di fronte alla spiaggia.

Scorro da destra a sinistra e dall'alto verso il basso l'ampia scelta di prelibatezze, ma senza esserne catturato. A questo punto dico le parole magiche: "Thomas, fai tu...".
Ed ecco che assisto alla realizzazione di una vera e propria opera d'arte: pane fragrante sul fornellino, fettina di hamburger sulla piastra e cernita d'insalatina e pomodoro. Il tutto armoniosamente amalgamato.

Al primo boccone, un orchestra ben oliata di sapori.

Chiedo a Thomas qual è il segreto e la risposta semplice, ma straordinariamente importante è la seguente: "... ho preparato questo hamburger come piace a me, come se dovessi mangiarlo io...".
Magari tutti appliccassero il medesimo criterio in quello che fanno.

Bravo Thomas continua così!