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lunedì 21 novembre 2011

Come nasce un grande evento

Fondamentalmente dalla passione. E loro, i protagonisti della serata de "Il mecenate d'anime" di venerdì scorso, non solo ne sono ben provvisti, ma sono pure in grado di diffonderne.


Così due persone s'incontrano per la prima volta, due storie s'intrecciano e quello che ne esce è un vademecum per sognatori. Sognatori che poi con tanto sacrificio e determinazione sono in grado di trasformare in realtà, ciò che sembrava ai più un'impresa.


Emanuele Vietina, vice-direttore del Lucca Comics & Games e Denis Longhi, direttore artistico del Vercelli Jazz Re:Found hanno testimoniato con le loro parole, quanto di buono può uscire culturalmente dalla provincia italiana. Due eventi con una storia differente, con un'evoluzione diversa, ma in grado di catturare l'attenzione dei presenti. I numeri, i comunicati stampa, le comunicazioni ufficiali, per una sera hanno lasciato il posto solo alle emozioni.


Meraviglia nel sentire raccontare da Emanuele come sia passato da giovane spettatore ad importante tassello operativo di un progetto culturale oramai consolidato e replicato da molti altri. Ammirazione per come Denis abbia saputo costruire un festival che ha nell'originalità e nella qualità i suoi punti di forza.


Emanuele e Denis, due persone dalla grande passione. Due tessitori di sogni. Due divulgatori di cultura.


Di seguito due estratti della serata con Emanuele Vietina e Denis Longhi. Nel primo il vice-direttore del Lucca Comics & Games, racconta com'è andata in termini emozionali l'edizione appena conclusa del suo evento. Nel secondo invece è il direttore artistico del Vercelli Jazz Re:Found a descrivere, sempre in termini emozionali, l'ultima edizione di questo festival. Mentre tutta la serata è possibile rivederla da questo link.







venerdì 24 giugno 2011

Disco Week End: Casino Royale - Io e la mia ombra

E' iniziato! L'atmosfera è già molto calda. Ieri sera una prima serata esplosiva che proprio con la Submotion Orchestra ha raggiunto il suo apice.


Ora fino a domenica sera il Jazz:Re:Found  di Denis Longhi è pronto ad accogliere ancora un sacco di artisti. Tanta musica. Bella musica e un vasto pubblico che voglia divertirsi con queste straordinarie onde sonore ricreate qui a Vercelli.


E' perciò che anche questa settimana il disco week end è dedicato a questo festival. Ma ci va bene, molto bene, visto che l'album in questione era molto atteso ed è uscito solo qualche giorno fa.


Loro sono un gradito ritorno, i Casino Royale e proprio domenica prossima, 26 giugno andranno a concludere il Jazz:Re:Found presentando proprio il loro nuovo lavoro discografico dal titolo Io e la mia ombra.


Parlare dei Casino Royale è per me fare anche un tuffo nel passato. Ho ancora ben presente nella mia personale memoria dei suoni i live d'esordio di questo gruppo, che fin dall'inizio ha dimostrato di essere un importante tassello della scena musicale alternativa italiana. 


Da allora di anni ne sono trascorsi, ma ascoltando questo loro nuovo disco non si può che fare un plauso. Non è facile evolversi. Loro lo hanno fatto e bene.




venerdì 17 giugno 2011

Disco Week End: Submotion Orchestra - Finest Hour

Manca una settimana. E con il disco di oggi iniziamo la nostra personale marcia di avvicinamento al Jazz:Re:Found edizione 2011. Quello che Denis Longhi, ideatore e fondatore del festival, ci ha anticipato nelle scorse settimane con l'intervista su Il mecenate d'anime è passato. Ora è tempo di musica. Basta parole.


Per entrare nel clima di questo evento culturale che vedrà Vercelli, per quattro giorni, catalizzare l'interesse di tutti gli appassionati di musica (di buona musica), propongo come disco week end di oggi un gruppo di artisti che si esibirà insieme ad altri, proprio nella prima giornata del 23 giugno.


Loro sono la Submotion Orchestra e chi crede che suoni diversi si possano fondere insieme per riprodurre delle nuove melodie, loro ne sono l'esempio concreto. Molti la accostano alla Cinematic Orchestra. Sicuramente la possono ricordare, soprattutto quella prima versione. Però la Submotion Orchestra riesce ad esprimere un ulteriore linguaggio musicale, che la fa essere diversa e unica pur nella sua similitudine con i "cugini" inglesi.


L'album scelto è Finest Hour.  Non vi rimane che ascoltarlo, dopodiché preparate le valigie... Vercelli vi aspetta.




giovedì 4 novembre 2010

Denis Longhi - Come suona la Provincia - Parte terza

Un'immagine del Festival Jazz Re Found 2010 

Vai alla seconda parte


Denis nonostante tu sia molto legato alla tua città, giri parecchio nel tuo tempo libero. Questo perché?
Dove ci sono concerti, appuntamenti musicali di rilievo prendo a vado. Una volta al mese normalmente un salto a Londra o a Berlino lo faccio. Queste uscite per me hanno una duplice finalità. Da un lato è un modo per aprire la mente, dall’altro è fondamentale conoscere le tendenze e le novità musicali. E’ come per uno stilista quando va fare ricerca all’estero. Dai piccoli negozi d’abbigliamento della California alle atmosfere dei mercati orientali. Sono stimoli importanti. Contaminazioni culturali necessarie.

Cosa significa vivere un festival per te?
“Vivere un’esperienza. Chi viene ad esempio al Jazz Re Found deve rimanere per tutti i giorni dell’evento. Non si tratta di andare a vedere un singolo concerto e poi tornarsene a casa. Il concetto di festival è molto più ampio. E’ un modo per stare insieme ad altre persone. Per conoscere. Per condividere interessi ed emozioni. La musica fa da collante a tutto ciò”.

Dicendo ciò, Denis mi fa vedere anche le due aree di campeggio che erano state allestite durante l’ultima edizione del Jazz Re Found. Anche questo è un segnale, non solo una provocazione. Allestire dei luoghi di ospitalità significa la volontà di accogliere le persone che arrivano nel modo migliore. Attraverso servizi e strutture.

E Jazz Re Found 2011 come sarà?
Ci stiamo già lavorando. Anche questo frutto dell’esperienza delle precedenti edizioni. Lavorare con un certo anticipo. Abbiamo già fissato le date. La quarta edizione sarà dal 23 al 26 giugno 2011. Abbiamo aggiunto un giorno in più, il giovedì, che sarà ad ingresso gratuito. L’idea è quella di continuare sulla linea artistica del nu-jazz. Presenza di band che possono anticipare i tempi con sicuramente qualche nome importante nell’ambito della musica internazionale. Sai per me è molto il feedback della gente. Per questo mi piace osservare le reazioni delle persone durante i giorni del festival. Già da quelle situazioni calibro le eventuali migliorie da apportare”.

La pioggia si ferma di scendere. Le acque del Sesia invece continuano a scorrere. Scorrono come l’entusiasmo di Denis Longhi. Vitalità. Pulsioni. Passioni. Nel silenzio della provincia c’è molto da ascoltare.  Come suona questa Vercelli. Come suona la forza di un’idea quando trova concretezza.

Riprendo l’autostrada verso la città. Tornerò Vercelli. Tornerò Denis. Ne potete stare certi. A giugno del prossimo anno voglio esserci anch’io a vivere questo festival.

mercoledì 3 novembre 2010

Denis Longhi - Come suona la Provincia - Parte seconda

Immagine di un live durante l'edizione 2010 del Festival Jazz Re Found di Vercelli

Vai alla prima parte dell'intervista


Non mi piace parlare di traguardi, però quello che siamo riusciti a raggiungere quest’anno è stato entusiasmante. Portare quasi 6.000 persone in tre giorni qui a Vercelli non è stata cosa da poco. Sono arrivate persone oltre che dalle province limitrofe, da molte altre regioni italiane, per non parlare delle presenze francesi, austriache e svizzere.”

Quali sono stati gli elementi di successo di questa edizione del Jazz Re Found?
Sicuramente la presenza di artisti come Tricky, Lamb, Zero 7 e The Cinematic Orchestra, hanno confermato che Jazz Re Found è un festival musicale a carattere internazionale. Un festival che parte dal jazz per convogliare diverse forme d’avanguardia all’interno del palcoscenico musicale. Poi il riconoscimento che abbiamo ottenuto a livello istituzionale e l’aiuto fondamentale di tutti i collaboratori presenti. Professionisti e volontari, uniti insieme nell’idea di fare qualcosa culturalmente importante”.

Ma non è stato sempre così, quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato in questi anni?
“Sai la cosa più difficile è quando hai un’idea, avverti che potenzialmente è valida, ma ci sono aspetti che vanno gestiti che non sempre sono immediati nella loro risoluzione. Un esempio su tutti quello di dare una sostenibilità economica al progetto. Ci vuole determinazione, professionalità e crederci. Crederci fino in fondo. Nel 2009 abbiamo avuto paura di non farcela. Le risorse finanziarie erano quello che erano e per noi che puntiamo sulla qualità del festival, in tutte le sue sfaccettature, sono sempre poche. Poi però la credibilità che abbiamo ottenuto con il nostro impegno, la visibilità raggiunta e quant’altro ci hanno permesso non solo di continuare, ma anche di crescere come evento culturale”.

Il sogno, oggi realtà, che porta il nome Jazz Re Found da dove nasce?
“Nasce dieci anni fa. Da una visione comune. Inizialmente eravamo in quattro, cinque persone. Il classico gruppo di amici che hai da ragazzo. Poi l’idea ha iniziato a diffondersi. L’associazione culturale Casanoego si è allargata, raggruppando persone in gamba. A questo punto la frustrazione di non poter fare nulla in una piccola realtà come Vercelli si era dipanata. Era giunto il momento di fare qualcosa, di agire”.


martedì 2 novembre 2010

Denis Longhi - Come suona la Provincia - Parte prima

Nella foto Denis Longhi fondatore dell'Associazione Culturale Casanoego e direttore artistico del Jazz Re Found

E’ una delle tappe della Via Francigena. Antico cammino di pellegrinaggio per Roma. E’ a metà strada tra la capitale dell’auto e quella economica lombarda. E’ equidistante dal mare (quello ligure) e dalle montagne (e che montagne!). Ma soprattutto è una provincia.

Perché dico ciò. Perché la provincia rappresenta un vero e proprio laboratorio sociologico. Ritmi diversi. Attaccamento alle tradizioni. Smania di evolversi. Metaforicamente parlando è come un adolescente. Da un lato la voglia di diventare grandi, dall’altro la paura di non essere ancora pronti.

In tutta questa entropia di sentimenti contrastanti però capita di incontrare straordinari risultati. Risultati di un lungo percorso fatto di legami, passioni ed interessi. Ed è in questo contesto che andiamo ad incontrare Denis Longhi.

C’è una leggera pioggia oggi su Vercelli. La foschia tende ad allontanarsi e il piccolo fiume Sesia continua ad apportare le sue acque in direzione del Po. Denis ci aspetta nell’area della cascina del Borghetto. Non è casuale che l’incontro sia qui. E’ in questo spazio che qualche mese fa, Vercelli ha fatto sentire il suo suono.

Stiamo parlando del festival “Jazz Re Found”. Giunto alla sua terza edizione, l’ultima della quale svoltasi appunto a giugno di quest’anno. Denis Longhi ne è il direttore artistico, ma non solo. Ne è l’anima insieme agli altri ragazzi che costituiscono l’Associazione Culturale Casanoego.

Nell’accogliermi Denis si scusa per essere arrivato tutto trafelato “… era dal ’88 che non si vedono così tanti virus”. Dopo una leggera perplessità, capisco che sta parlando di virus informatici. Ha appena terminato il suo lavoro presso la Facoltà di Lettere di Vercelli, dove è responsabile della mediateca. “Stiamo digitalizzando tutto il materiale che abbiamo a disposizione. Sarà un ottimo lavoro per recuperare e condividere rapidamente informazioni” continua.

Già mentre parla di questo lavoro, si capisce che in Denis c’è un’energia non comune. Energia che si amplifica ulteriormente quando inizia a raccontarmi del Jazz Re Found.