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lunedì 27 febbraio 2012

Tempo e scelte

La fretta è una cattiva consigliera. Non è da meno il procrastinare. Ecco che allora è richiesta una approfondita riflessione in un arco temporale sempre più ristretto. Spesso si tratta di scelte importanti, non definitive, ma che però in quel particolare momento assumono un peso e un valore non indifferente. 

Mentre la clessidra fa scendere inesorabilmente i suoi granelli di sabbia, il pensiero cerca di volare veloce per arrivare in quel luogo che nemmeno a lui è mai stato permesso di giungere: il futuro. Ma non è possibile. Perché sarà proprio quella scelta, quella decisione a schiudere la cassaforte del tempo.

In un gioco di attese, dubbi e poche certezze, attori e comparse entrano in scena. Da un lato ciò che si vorrebbe fare e dall'altro ciò che gli altri vorrebbero che facessimo. Ancora una volta una scelta personale cerca di farsi largo tra gli ostacoli posizionati da altri sul nostro cammino.

Ma a volte basta guardare avanti per vedere all'orizzonte un'insegna con la scritta destino.

mercoledì 12 ottobre 2011

Il profumo delle scelte

Già è proprio così. Anche le scelte hanno un odore. E' un ulteriore elemento di distinzione. E' il più difficile da cogliere, ma di grande aiuto se percepito.


Mentre si è ad un bivio può essere utile annusare. Inspirare. Farsi trascinare dall'intensità. Dalla piacevolezza. In alcuni casi anche dall'asprezza del profumo di una scelta. 


Fragranze che si fissano nella nostra memoria, per poi affiorare di nuovo al momento opportuno. Non ci sono odori buoni ed altri meno buoni. Vanno decifrati. Ognuno ha un suo motivo d'essere. D'esistere.


Il luogo incide, ma non solo. Lo stato d'animo ci mette del suo. I consigli degli "amici" pure. L'intera situazione che appare di difficile interpretazione, crea una miscellanea di aromi. Ci vuole attenzione. Una buona dose di sensibilità e una predisposizione ad essere ricettivi.


Infine, seguire il profumo della propria scelta. Personale.

lunedì 15 febbraio 2010

Un anno fa

Un anno fa...
salutavo
compivo una scelta
intraprendevo un cambiamento

Un anno fa...
poche certezze e molti dubbi
poche prospettive e troppe costanti
poche gratificazioni e numerose arrabbiature

Un anno fa...
più ricco ma più povero
più sicuro ma più spaventato
più uguale ma più diverso

Un anno fa...
guardavo ma non vedevo
ascoltavo ma non sentivo
vivevo ma non me ne accorgevo

Oggi..
ho ripreso le mie ali e ritorno a volare
con me una mappa, un tesoro da scoprire
e fantastici compagni di viaggio
vedo le cose dall'alto e già questa è una buona notizia.

lunedì 30 marzo 2009

Autobiografia

E se fosse tutto già scritto?

Non credo, però ci sono alcuni momenti, certi accadimenti nella vita di ognuno di noi che potrebbero far nascere qualche dubbio.

Sono sempre stato dell'idea che ognuno fosse artefice del proprio destino. Addirittura credo che se una persona desideri altamente una cosa, abbia un sogno e sia pienamente convinta nel suo perseguimento, riesca nell'intento.

D'altro canto è vero che sono gli incontri
che facciamo, spesso casuali, a cambiarci l'esistenza. In campo affettivo, lavorativo, in tutto. Se penso a come ho conosciuto mia moglie potrei scrivere una favola per bambini. Se guardo alle persone che ho incontrato nel mio percorso professionale, quello che mi hanno dato, quanto e come mi hanno modificato rasenta il miracoloso.

Eppure sono ancora convinto che la sceneggiatura della nostra esistenza sia scritta di pugno direttamente da noi. Magari ogni tanto ci appoggiamo alla consulenza di qualcuno super partes, ma alla fine siamo noi gli autori di questo splendido romanzo, del quale ogni giorno scriviamo un piccolo paragrafo nella più incompleta incertezza di come andrà a finire.


lunedì 16 febbraio 2009

Il momento dei saluti

Sembrava così lontano questo giorno quando un paio di mesi prima avevo fatto la mia scelta. Invece eccolo qui. L’ultima sveglia all’alba. L’ultimo articolato viaggio di andata. L’ultimo giorno con i colleghi. Tutto è l’ultimo, per poi ricominciare domani con qualcosa di nuovo.

E’ una situazione strana il momento dei saluti, quando sai che comunque da quel momento si concluderà un ciclo. E’ un po’ come l’ultimo giorno di scuola, quando magari all’ultimo anno delle superiore lasciavi il tuo gruppo di amici per proseguire per il tuo cammino. Con una buona dose di gioia, di allegria per l’inizio delle vacanze, ma allo stesso tempo con un pizzico di malinconia perché comunque ti dovevi staccare da persone che volevi bene e con le quali avevi condiviso un lungo percorso.

Ormai mancano veramente pochi minuti. Molti abbracci. Tante strette di mano, mentre le parole lasciano il posto ad incroci di sguardi intensi.
Sono pervaso da un senso di serenità, dato dalla consapevolezza che al di là dell’importante esperienza professionale, ho avuto la fortuna di fare degli incontri di valore. Sono nate e si sono sviluppate delle relazioni umane che avrò il piacere di portare con me. Ed è questa la cosa più importante.

Apro la porta. Esco. C’è uno splendido tramonto ad accogliermi, come se il cielo volesse regalarmi un suo segnale di affetto.
Mi volto. Guardo per l’ultima volta lo splendido edificio che per quattro anni mi ha ospitato. Qualche brivido, ma deve essere colpa di questo rigido inverno.

Arrivederci.



martedì 16 dicembre 2008

Fa' la cosa giusta!

E’ quello che mi sono chiesto l’altro giorno davanti allo specchio.
Sono quei momenti che devi prendere delle decisioni importanti. Scegliere.

Emotività e razionalità in un continuo confronto.
Sul piatto della bilancia si mettono da un lato, tutti i motivi che spingono a fare una scelta. Dall’altro le motivazioni contrarie.

Capire. Mantenere uno stato di lucidità, nonostante la tensione cerchi di farsi largo. Analizzare lo stato delle cose. Vedere e soprattutto sentire.

Sì, sentire cosa effettivamente vogliamo. Cosa ci far stare male e cosa potrebbe farci stare meglio.
Difficile, molto.
Fingere non è possibile. Mentire, sconsigliato.

Lasciare una cosa certa è destabilizzante. L’abitudine si è impregnata nel nostro modo di essere e nella nostra quotidianità. Il cambiamento è visto come qualcosa d’inopportuno e da evitare.

Occorre mettersi a nudo. Parlare con se stessi, con la propria anima.
E’ lì che troveremo la risposta. La nostra risposta. Non quella di cosa vorrebbero che facessimo gli altri, ma quello che sentiamo e vogliamo fare noi.

Ascoltarsi. E’ il momento di rinascere.
Fa' la cosa giusta!