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martedì 3 maggio 2011

Agende passate

Periodicamente spuntano in casa. Quando va bene è quella dell'anno precedente. Nella maggior parte dei casi, di almeno un lustro fa. 


Per lo più banche. D'altronde era il regalo consolidato di fine anno insieme al calendario ed una manciata di penne. La consegna avveniva in busta simil-carta-da-pane. Formato large e logo in alto a destra.


Le ritrovi ancora intatte. Al massimo un paio di attività, qualche scadenza e alcuni compleanni segnati. Ora sono per lo più usate dai bambini. Ci disegnano sopra. Colorano giorni di tempi passati.


Il nostro tempo che scorre. Questo mi ha fatto riflettere. L'ultima ritrovata era aperta sulla settimana che andava dal 4 al 10 ottobre 2010. Nemmeno tanto tempo fa. Ci ho provato. Mi sono concentrato. Non c'è stato niente da fare. Non sono riuscito a ricordare cosa avessi fatto in quei giorni. Magari anche a grande linee.


Poi ho fatto un altro test. In teoria più semplice. In pratica più imbarazzante. Ho preso un giorno a caso del mese di aprile appena trascorso. Dopo un paio di minuti ho richiuso l'agenda per riaprirla qualche istante dopo sulla data odierna. Ho deciso di iniziare ad appuntare quello che farò.


Almeno per oggi.

giovedì 13 maggio 2010

La memoria al Salone Internazionale del Libro


Oggi si apre l'edizione 2010 del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Al di là di tutti gli aspetti collegati allo stato dell'arte dell'editoria, dalle grandi casi editrici alle piccole e ammirevoli realtà editoriali, dalla preannunciata presenza di grandi ospiti all'incoronamento dell'India come Paese ospite d'onore e tutta un'altra lunga serie di appuntamenti e mostre, la cosa che mi ha maggiormente colpito è il motivo conduttore di quest'anno: la memoria.

Nell'invitarvi a leggere il testo introduttivo legato a questo tema e verificare i diversi incontri che si faranno, non posso esimermi dall'annoverare qualche riflessione a tal riguardo.

La memoria può essere analizzata sotto diverse sfaccettature. Da quella storica, nel tentativo di evitare determinati errori ripercorrendo il passato. Passando, a quella personale - cosa ci ricordiamo di noi? - nella velocità che contraddistingue la nostra esistenza, che cosa riusciremo ad immortalare?
Poi c'è la memoria legata al sapere. Tradizioni, conoscenze, mestieri. Aspetto basilare per l'evoluzione sociale.

Quindi la memoria non è solo una vecchia foto o "un film in bianco e nero". La memoria rappresenta le fondamenta per vivere il presente e costruire il futuro.


P.S. per quanto riguarda il mondo dell'editoria... sono ancora alla ricerca di un casa editrice per un amico e nel frattempo... anche per me :)

mercoledì 27 gennaio 2010

Perché ricordare

Non sono mai stato un sostenitore delle celebrazioni. Spesso appaiono caricature di una tragica storia. Finzioni di eventi incapaci a rappresentare un reale passato.

Ma la memoria è molto più di tutto ciò. Ricordare non è solo una ricorrenza. Non ci si può fermare solo alla commemorazione. Come diceva Primo Levi "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario".

Ecco la memoria è il nostro bagaglio di conoscenza. E' la chiave che ci permette di capire. A questo punto ben vengano cerimonie che ci dicono "fermati un attimo, guarda cosa è successo, cerca di apprendere". Uno sguardo al passato, per comprendere meglio il nostro presente, per cercare di creare un futuro migliore.

Questo vale a maggior ragione oggi, dove la memoria sembra un optional. Bastano pochi anni per spazzare via situazioni e accadimenti importanti. Oggi, dove c'è un tema che si chiama integrazione che goffamente viene affrontato, quando viene affrontato.

Chi ricorda viene accusato di fare retorica. Mentre il pensiero non ha bisogno di essere etichettato. Il pensiero ha necessità di essere alimentato e una fonte basilare è la memoria medesima.

27 gennaio 2010.

giovedì 30 aprile 2009

La sai l'ultima?

Non c'è niente da fare è proprio una dote.
Raccontare una barzelletta non tutti possono farlo.

Io in primis sono negato per questo.
Come per il teatro ci sono dei tempi da rispettare. Uno stile, l'impostazione della voce, la mimica, l'interpretazione, la capacità di attirare tutta l'attenzione su di sé, ed infine per ultimo, ma non per importanza, la memoria.

Quante volte vi è capitato di non sentire il finale di una barzelletta, perché chi la raccontava se lo era dimenticato, oppure peggio ancora eravate voi a cimentarvi nel racconto e la battuta finale vi viene anticipata da uno dei presenti?

Tutto questo perché manca lui, il grande oratore di barzellette.
Se ci pensiamo bene tutti lo abbiamo avuto in compagnia o lo abbiamo tuttora tra gli amici. Quindi lasciamo a loro questo arduo compito e lasciamoci andare alle risate che ci aspettano.


giovedì 12 marzo 2009

Volevo dirti una cosa

... ma non mi ricordo più!

Quante volte vi è capitato che una persona inizia un discorso, sta per dirvi una cosa, ma tutto d'un tratto non si ricorda più di cosa si tratta.

Non sto parlando di casi patologici, ma di semplici amnesie che fanno innervosire chi è in ascolto. Poi se la persona alla quale avete iniziato il discorso è di natura curiosa, apriti cielo.

Purtroppo io sono un fuoriclasse in queste comunicazioni interrotte.
Già la mia memoria non è delle migliori, poi se subentra la smania di voler raccontare molte cose contemporaneamente, mi capita spesso di lasciare con un palmo di mosche i miei ascoltatore.
La cosa divertente è che quando mi ricordo cosa volevo dire, voglio assolutamente terminare la comunicazione cercando di rintracciare la sfortunata vittima.

Cosa c'è di divertente? Immaginate che l'interlocutrice sia mia moglie e che io mi ricordi cosa volevo dirle nel pieno della notte.

"Scusa cara, stai dormendo? Perché sai mi è venuto in mente cosa volevo dirti"

giovedì 26 febbraio 2009

Il Profumo del Ricordo


Ci sono alcuni profumi, odori, aromi che s'impregnano nel nostro olfatto e archiviano un ricordo ad esso collegati.

Mi sembra ieri, quando mia madre faceva il bucato a mano e nelle diverse stanze della casa si propagava quella delicata essenza primaverile che poi ritrovavo sistematicamente nei capi che indossavo. Era un profumo unico, che avrei riconosciuto (riconoscerei) tra mille.
Ancora oggi riesco a materializzarlo nell'aria se penso a quei momenti.

Per non parlare del pranzo domenicale. Magari arrivavo da una serata che avevo fatto tardi con gli amici. Ne approfittavo di dormire qualcosa in più il mattino, ma venivo svegliato dagli aromi che arrivavano dalla cucina, i quali non avevano nulla a che spartire con il caffè per la colazione, ma con intensi risotti e arrosti al forno.

E' impressionante quello che riesce a fare la nostra mente.
E per voi quali sono i profumi che fanno scattare il vostro album dei ricordi?

Photo Credits

lunedì 17 novembre 2008

Il Primo Bacio

Ieri ero in passeggiata. C'era una bellissima luce autunnale che lentamente stava riducendo la propria intensità nonostante fosse solo l'ora del tè.
Prima di rientrare a casa ho invitato mia moglie a vedere lo splendido tramonto che si stava profilando all'orizzonte.

Scendiamo nella via di fronte a casa che offre uno squarcio di tutto rispetto sulla laguna.
La visione era stupenda, ma vengo rapito da un'altra cosa. Come per tutti i luoghi a portata di mano, essendo questo posto molto vicino a casa non andiamo spesso, per questo non avevo mai notato una scritta sul muro che lo costeggia: "
IL PRIMO BACIO 23/07/07 ".

Ecco che la mia mente ricerca nei files della memoria quando ero stato il mio primo bacio. Dopo qualche istante di esitazione, riesco a ricostruire sommariamente il luogo, il momento e la ragazza.
Era una festa di carnevale. Il magazzino del papà di un nostro amico era stato allestito a locale. Non mancava nulla, un'organizzazione perfetta con tanto di DJ.
Avrò avuto su per giù 14 anni. Lei era una simpatica morettina, con un grazioso sorriso e due grandi occhi neri. La musica, in particolar modo il momento dei lenti, fu il complice di quel gesto così puro, innocente e ingenuo. Che imbranataggine...

Poi penso a questi due ragazzi che hanno firmato sul muro questo loro momento. Forse erano anche loro venuti lì per assistere allo spettacolo del tramonto. Forse erano in vacanza. Forse alla loro prima uscita. Chissà.

Guardo mia moglie. Questa è la situazione ambientale dove la sua pelle di per sé già abbronzata assume un colore ambrato. E' bellissima.
A questo punto non rimane che eseguire quel gesto. Così primordiale, ma così unico. Non è una ripetizione, bensì ogni volta una nuova interpretazione e una piacevole riscoperta.