lunedì 29 dicembre 2008

Prove tecniche per il Capodanno

Mancano due giorni al capodanno. Non possiamo farci trovare impreparati.
Ecco allora l'aiutino che vi servirà per sollecitare le vostre corde vocali e stuzzicare i glutei a far un po' di movimento.

PE PE, PE PE PE PE!


mercoledì 24 dicembre 2008

Si torna alle origini

Iniziano oggi le vacanze natalizie che mi porteranno per un po’ di giorni nei miei luoghi d’origine. Infatti ogni anno come tradizione in questo periodo torno da mammà per riassaporare i sapori di un tempo e riprendere contatto con i legami d’infanzia.

Quindi ci vediamo nel nuovo anno a meno di qualche apparizione sporadica nei giorni a seguire. Dipende se riesco ad alzarmi dal tavolo da pranzo e trascinarmi verso il computer.

Ne approfitto per farvi i miei migliori auguri di un sereno Natale e vi lascio con la canzone di Natale di quest’anno di Radio Deejay. Non poteva essere diversamente, visto che è la mia radio del cuore e lo si può notare anche dalla foto scattata un paio di anni fa presso i suoi studi milanesi.

Buon Natale!



martedì 23 dicembre 2008

Voglio Andar Via

Ma via da dove? Da chi?

In questi giorni prima delle lunghe vacanze natalizie, la maggior parte delle persone che incontro manifestano più o meno apertamente questo desiderio.

Staccare.
C’è un anno di stanchezza alle spalle e la si sente eccome. Tensioni lavorative, preoccupazioni personali, incertezze per il futuro.
In questo scenario non troppo fiabesco, dovremmo fare qualche riflessione.

Siamo di fronte ad un periodo di forte cambiamento. Alcuni stili di vita propinati in passato sbiadiscono. Modelli economici affermati vacillano.

Credo che tutto questo caos comunque non sia del tutto negativo. Anzi, ne vedo gli effetti positivi. Finora ci hanno insegnato che dovevamo correre, veloci, più veloci degli altri. E si sa che correndo troppo rapidamente si rischia di perdere di vista elementi importanti di ciò che ci circonda.

Rallentando un po’, avremo più lucidità per vedere attorno a noi e dentro di noi. E forse troveremo le risposte agli interrogativi iniziali. Capiremo dove vogliamo andare e con chi.

Tanti Auguri: Kebab

Ebbene sì, oggi è il compleanno dell’autrice del quadro che simpaticamente veglia i miei bimbi nella loro cameretta. Oggi è il compleanno di Kebab.

Kebab non è solo un’eccellente grafica. E’ una nobile anima orientale trasportata in mezzo a noi. Naturalmente lo spostamento è avvenuto in moto, visto che è pure un’accanita biker dichiarata.

Tanti auguri Kebab!



Una promessa è una promessa

Mancano poche ore!
Mancano un po' di regali!
In particolar modo mancano i regali per i bimbi. In questa frenesia alla ricerca del regalo perfetto, mi viene in mente quel film con Arnold Schwarzenegger intitolato Una promessa è una promessa, dove è alla disperata ricerca del regalo che ha promesso al figlio, un Turbo-Man, che però sembra introvabile...

Aiuto!!!


lunedì 22 dicembre 2008

Natalino

Ovvero il Natale visto con gli occhi di un bambino.

Le luci. Quante luci. Quelle appese nelle piazze, tra le vie, che illuminano i cuori pulsanti di piccole comunità paesane. Dove i bimbi devono puntare il loro sguardo in alto come fossero nell’attesa dell’apparire di stelle cadenti.

Quelle che addobbano gli alberi e danno vita a pirotecnici giochi di luci che si riflettono nella translucenza delle palline rosse, bianche e blu. Addobbi che non si possono toccare, ma che tanto fanno sognare.
Quelle che animano il presepe. Che tracciano il sentiero per i pastori. Che danno calore alla capanna e intimità alle abitazioni.

E poi c’è Babbo Natale. Non uno, ma cento, migliaia. Di dimensioni varie. Quelli che si arrampicano sui balconi. Quelli all’esterno dei negozi, come angeli custodi.

I regali. I pacchetti regalo. Colorati, luccicanti, con nastri e biglietti. Lì, sotto l’albero, pronti per essere scartati e portare allegria e divertimento.

C’è una chiesa. Tanta gente. Un coro, ma soprattutto i loro occhi vedono quello che spesso noi non vediamo più. La nascita della vita. La speranza e la gioia.

Ora gli occhi si chiudono, è tardi. Ma loro continuano a vedere.

Buon Natale!

venerdì 19 dicembre 2008

Il mio film di Natale: Good Inside


E' venerdì. Giorno di uscita di nuovi film.
E' quasi Natale. Non può mancare il film natalizio.

Bene ho il film adatto per voi. Più che un film è un corto.
Un particolare corto. Visto che è il risultato di quattro simpatici amici, tra i quali io, che si sono messi insieme in modo del tutto artigianale, ma con tanta passione, per realizzare un progetto comune.

Il corto risale a qualche anno fà, ma è in pieno clima natalizio, lo si può già capire dal titolo e ancor meglio dal finale a sorpresa.

Quindi buona visione con Good Inside!



Disco Week End: Frank Sinatra - A Jolly Christmas

La scelta per questo fine settimana è quasi d'obbligo.
Siamo a ridosso di Natale e allora andiamo di raccolta di canzoni natalizie. Però non è una raccolta qualsiasi, è un certo The Voice l'interprete.

Ladies and Gentleman A Jolly Christmas from Frank Sinatra.


SeeqPod - Playable Search



giovedì 18 dicembre 2008

Segni Particolari

Mi sono sempre chiesto perché deve essere presente la voce Segni Particolari nel documento d’identità.

Sicuramente fà riferimento ad un caratteristica evidente di un nostro connotato fisico. Ma cosa dovrebbe dichiarare la persona?

Evidente neo rinascimentale sul lato destro del labbro superiore; naso aquilino con doppia semigobba centrale; padiglione auricolare a sventola con orecchino brillantinato giallo oro; curvatura sopraccigliare folta di colore nero defunto; o ancora, occhi dal taglio orientale nonostante l’origine mediterranea.

Non sarebbe più utile inserire, se proprio deve esistere, la voce aspetti caratteriali del tipo allegro e simpatico in presenza di compagnia; metereopatico da evitare con cielo coperto; scontroso e irascibile a stomaco vuoto; bugiardo in presenza di verità.

Almeno non commetteremo, ancora una volta, l’errore di fermarci alle apparenze e alla fisicità delle persone.

Che dite, sbaglio?

(ilbetta - segni particolari: entusiasta della vita)

mercoledì 17 dicembre 2008

Avvistamenti Sonori: Mario Biondi - Trinity

Per tutti gli affezionati del genere spaghetti western, direttamente da Lo Chiamavano Trinità, la nuova versione by Mario Biondi.

Nice one!




Tanti Auguri: Fred

Oggi è il compleanno di Fred.
Mio personale fotografo ufficiale, ex collega, attuale grande amico, tastierista mancato, papà modello, ciclista della domenica, compagno di concerti, ma soprattutto apprendista tanghero.

Insomma uno di quelli che prossimamente andremo a conoscere molto meglio dedicandogli uno speciale nella rubrica Amici Miei.

Vai col tango!



Le Commesse del Centro

Me la stavo prendendo comoda. Mancava ancora mezz'ora all'appuntamento per l'aperitivo.
Camminavo per il centro con un'andatura da turista, soffermandomi davanti alle diverse vetrine.
Il mio sguardo oltrepassava gli allestimenti e la mia immagine riflessa, alla ricerca delle commesse. Non tanto per ammirarne la bellezza, ma per carpirne i sentimenti.

Mancavano pochi minuti alla chiusura dei negozi. Alcune erano affaccendate a risistemare i capi sparsi dopo le diverse irruzioni dei clienti. Altre erano visibilmente accigliate dall'entrata di una nuova persona, quella che non ti compra nulla, ma che ti farà sicuramente perdere il TG delle 20. Le più fortunate si stavano già avvicinando alla cassa di chiusura.

Tutte erano accomunate da una notevole stanchezza. Il trucco ormai aveva ceduto definitivamente, nonostante i vari interventi di recupero nell'arco della giornata. Gli occhi avevano perso la brillantezza mattutina e non oso pensare come potessero stare i piedi dopo la giornata su vertiginosi trampoli.

Nonostante ciò, forse erano ancora più belle. Erano più naturali. Meno veline.
Meritevoli di elogio, perché comunque erano riuscite a mantenere il sorriso e la cordialità con tutti per una decina di ore.

Mi pento ancora quando da ragazzino andavo con gli amici il sabato pomeriggio a disturbarle, facendogli tirare fuori l'impossibile per non comprare nulla, ma era anche questo un modo diverso di entrare in contatto con loro. Diciamo pure una forma di corteggiamento.

Detto questo, auguri, visto che durante la frenesia degli acquisti natalizi chissà quanto si staranno divertendo, domeniche comprese.

"Posso esserle di aiuto?"

martedì 16 dicembre 2008

Fa' la cosa giusta!

E’ quello che mi sono chiesto l’altro giorno davanti allo specchio.
Sono quei momenti che devi prendere delle decisioni importanti. Scegliere.

Emotività e razionalità in un continuo confronto.
Sul piatto della bilancia si mettono da un lato, tutti i motivi che spingono a fare una scelta. Dall’altro le motivazioni contrarie.

Capire. Mantenere uno stato di lucidità, nonostante la tensione cerchi di farsi largo. Analizzare lo stato delle cose. Vedere e soprattutto sentire.

Sì, sentire cosa effettivamente vogliamo. Cosa ci far stare male e cosa potrebbe farci stare meglio.
Difficile, molto.
Fingere non è possibile. Mentire, sconsigliato.

Lasciare una cosa certa è destabilizzante. L’abitudine si è impregnata nel nostro modo di essere e nella nostra quotidianità. Il cambiamento è visto come qualcosa d’inopportuno e da evitare.

Occorre mettersi a nudo. Parlare con se stessi, con la propria anima.
E’ lì che troveremo la risposta. La nostra risposta. Non quella di cosa vorrebbero che facessimo gli altri, ma quello che sentiamo e vogliamo fare noi.

Ascoltarsi. E’ il momento di rinascere.
Fa' la cosa giusta!

lunedì 15 dicembre 2008

Il Risveglio

06.01 - la sveglia non riesce ad emettere un secondo bip che l’ho già prontamente spenta. Conto fino a 10 e poi calo lentamente le gambe giù dal letto. I piedi automaticamente s’infilano nelle ciabatte.

Mi alzo in piedi e nel buio più totale come il miglior Diabolik mi porto verso il bagno. I miei non sono passi, ma uno scivolamento silenzioso. Qualunque rumore inopportuno farebbe scattare l’allarme: pianto della bimba, risveglio del bimbo e un non troppo caloroso saluto della moglie.

Dal bagno passo alla cucina. Accendo la luce dell’aspiratore sopra il fornello e prelevo yogurt, latte e marmellata dal frigo. Dall’armadietto gallette di riso e biscotti.

Sempre con discrezione assaporo i gusti di una colazione abbondante, ma che avrei preferito posticipare di un paio d’ore.
Sistemato lo stomaco torno rapidamente in bagno per doccia, denti e vestizione. Il tutto in 6 minuti, altrimenti addio battello.

Fatto questo la parte più difficile.
Dopo essermi messo giacca, sciarpa e berretto, portatile in una mano, borsa con il pranzo nell’altra e tracolla a spalle devo aprire la porta e uscire.

Solo girare la chiave è un rumore deflagrante nel silenzio più assoluto, in più c’è il cigolio della porta. Al tre vado. Un giro a sinistra e afferro la maniglia. Apro, esco e richiudo. E’ fatta.

Mi avvio all’imbarcadero e accendo il cellulare. Mi arriva una chiamata è mio figlio. Poche parole. “Ciao papi! Stiamo facendo colazione. Ti abbiamo sentito uscire e ci siamo svegliati tutti. Ciao ciao, torna presto e portami un regalino”.

Che dire. Domani provo ad uscire direttamente dalla finestra. Intanto siamo solo al primo piano. ☺


venerdì 12 dicembre 2008

Questione di Sintesi

Accolgo con piacere lo spunto de lamanu, la quale l’altro giorno mi diceva: “ma perché le persone non firmano le mail in modo normale, con il loro nome, invece di limitarsi all’iniziale al massimo seguita da un punto”.

E’ sintomatico, ormai siamo talmente di fretta che sintetizziamo tutto, pure la nostra identità.
E’ il linguaggio che è cambiato in particolar modo utilizzando strumenti che ci permettono di comunicare in tempo reale. Quando scriviamo una mail ci aspettiamo una risposta immediata. Concetto che si estremizza ancor di più, se pensiamo agli sms.
Si scrive di getto, d’impulso, cercando di arrivare subito al motivo del messaggio e sollecitando una risposta veloce.

Pensate a come è cambiato il modo di scrivere.
Una volta ci si metteva su un foglio bianco per scrivere una lettera. Gli si dedicava del tempo. Il pensiero era rivolto alla ricerca di una forma e di un senso compiuto. Era un esercizio linguistico. Un personale saggio letterario. Una questione di stile.

La stessa attenzione che dedicava anche il destinatario della lettera. La sentiva tra le mani, la leggeva.Tra la scrittura, l’invio e la ricezione c’erano dei tempi d’attesa. Ora tutto questo non c’è più.

Vantaggi e svantaggi di una tecnologia che da un lato ci da e dall’altro ci toglie.

A presto, A.

Disco Week End: Joe Barbieri - In Parole Povere

La settimana scorsa mi è arrivata la comunicazione che il 16 gennaio uscirà il nuovo album di Joe Barbieri dal titolo Maison Maravilha.

Ho accolto con gioia questa notizia, visto che il mio cuore era stato rapito dal suo precedente lavoro In Parole Povere. Ed è proprio questo disco che vi consiglio di ascoltare in questo freddo fine settimana. Avrete la possibilità di scoprire, se non lo conoscete già, una piccola perla di poesia musicale.

Vi lascio all'interpretazione di In questo preciso momento, performance live da La Salumeria della Musica di Milano.


giovedì 11 dicembre 2008

Generazione Multitask

Lo noto personalmente quando mi capita di lavorare da casa.
Davanti al monitor del computer con non meno di quattro applicazioni lanciate e una marea di finestre aperte.

Posta dell'ufficio, posta personale su vari account, skype, messenger affiancati a fogli di lavoro di excel e documenti in word. Il tutto condito con cellulare alla mia destra, telefono fisso sulla sinistra e web radio di sottofondo.

Siamo in continuo collegamento con il mondo, ma forse un po' scollegati da noi stessi.
Riusciamo a lavorare contemporaneamente su diversi fronti. Idee immediate, progetti a lungo, budget, relazioni. Passando con una disarmante semplicità da un'attività ad un'altra.
Spesso capita che mentre si sta scrivendo una mail, si stia al telefono parlando di tutta un'altra cosa.

Forse stiamo esagerando. Ci stiamo facendo coinvolgere troppo da questo vortice telematico. Come è vero che l'uomo è l'essere che per eccellenza si adatta con facilità alle mutazioni dell'ambiente circostante. Però c'è un rischio, non più di tanto latente, di appiattimento del pensiero e blocco della sua naturale profondità.

Sarà per questo che alcune mattine ho l'esigenza di isolarmi. Spengo tutto, tiro fuori il mio blocco di fogli bianchi e lentamente inizio a mettere su carta i miei pensieri con una semplice penna dall'inchiostro blu.

mercoledì 10 dicembre 2008

Qui Dotto', si Ride solo alla Partenza

Bar del treno che doveva riaccompagnarmi a casa.
Avendo saltato il pranzo ed essendo l'ora del tè, un po' di appetito l'avvertivo.
Dietro al bancone, un ragazzo nel suo completo verde speranza. Avrà avuto su per giù la mia età. Si vedeva lontano un miglio che era forzatamente lì. Nonostante il tentativo di un sorriso, il suo sguardo e il suo atteggiamento lasciavano intendere che stesse escogitando una fuga.

Io, che necessito di dialogare, lo stuzzico: "Giornata dura?" - lui risponde: "Qui dottò, si ride solo alla partenza". Poi mentre sosto per mangiare divaghiamo un po', parliamo d'altro, ma nella mia testa continua a ronzare quella frase. Cosa avrà mai voluto dire.

Torno nella mia carrozza con questo pensiero. Ad un certo punto però, guardando fuori dal finestrino nella direzione opposta a quella di marcia ho l'inesorabile risposta. Già perché in tutti i viaggi è la partenza il momento di massimo entusiasmo, di gioia, di trasporto emotivo. E' quello il momento dove tutte le nostre speranze, i nostri sogni ci auguriamo trovino concretezza.

Dall'alto della sua esperienza, data da tante partenze e altrettanti arrivi, in quel continuo andare e venire che costituiscono i suoi ripetuti viaggi, il giovane barista era completamente disilluso e rassegnato per non avere intrapreso un percorso diverso.

Quante sono le persone che ci circondano che stanno facendo qualcosa che non gli appartiene, che però sono ostaggi di questi tragitti non voluti e magari anche con scomodi compagni di viaggio.

Speriamo che qualcuno riesca a farsi una bella risata anche all'arrivo. Sarebbe una grande conquista del genero umano.

martedì 9 dicembre 2008

Il Tetris delle Valigie

Ora dovete darmi una spiegazione logica del perché quando parto per un viaggio, nonostante il mio bagaglio sia ridotto ad uno zaino, mi ritrovo con il bagagliaio della macchina così colmo da far fatica a chiuderlo.

Facciamo un po' di conti.
Ipotizziamo che la capienza massima dell'auto sia di dieci valigie, queste sono le proporzioni: sei per i bambini, tre mia moglie e appunto una per me.

Ma come può essere che due bambini piccoli occupino il 60% dello spazio? I loro vestiti sono di ridotte dimensioni. Non è necessario prevedere giacche o abiti per serate di gala. Le scarpe non sono più lunghe di dieci centimetri. Non hanno bisogno della trousse dei trucchi, del rasoio o quant'altro. Eppure mi ritrovo ogni volta a dover calcolare minuziosamente gli spazi, come nell'incastro delle forme del Tetris. E guai a chi apre il portellone senza preavviso, c'è il rischio esplosione come nello spot di autovettura che passava qualche mese fa.

L'unico vantaggio in tutto questo è che da quando ci sono i bimbi, mia moglie ha ridotto le sue valigie di un paio di unità, introducendo però il famigerato bagaglio a mano, di solito dedicato alla merenda durante il viaggio. Lascio a voi ad immaginare le condizioni della macchina adibita a sala da pranzo.

venerdì 5 dicembre 2008

Disco Week End: Cesaria Evora - Cabo Verde

C'è un album che qualche anno fa ho consumato. Canzoni che mi hanno coccolato per un'intera estate. Una voce malinconica, ma allo stesso tempo piena di speranza, amore e intimità.

Lei è Cesaria Evora, l'album s'intitola Cabo Verde, sì proprio come l'isola da dove arriva.
Chiudete gli occhi e fatevi trasportare dalle note di questo disco, potrete ritrovarvi in una piacevole dimensione lontana anni luci dal baccano delle nostre città.




giovedì 4 dicembre 2008

Storia di un Appuntamento Mai Nato

Posticipato. Posticipato una seconda volta. Posticipato una terza volta. Ora ufficiosamente dovrebbe essere la prossima settimana. Data e orario da confermare. Vedremo, ma oramai ha poca importanza.

Non vi siete mai trovati in una situazione analoga? Vi fissano un appuntamento e poi niente da fare. Voi lì frementi, nell’attesa di quel fatidico incontro e invece tutto il vostro entusiasmo viene banalmente azzerato. Sicuramente ci avevate dedicato tempo, energie, pensieri e idee. Ma purtroppo non è stato sufficiente? La vostra euforia si trasforma in disagio, tensione, arrabbiatura e sconforto.

Appuntamento di lavoro e personale che sia, la mancata avvenuta è difficilmente digeribile. Pensate anche ai sentimenti. Magari quando si è giovani (e più innocenti) e si riesce a strappare un appuntamento con la bella della classe. Un incontro da tanto tempo atteso. Giorni e giorni di sottile lavoro. Su se stessi per trovare il coraggio. Su di lei per farle capire che valiamo. E poi che succede, all’ultimo momento un dietro front, una scusa più o meno plausibile e il mondo che sembra che ti cada addosso.

Che dire. Oggi come allora, sono qui ad interrogarmi se ho fatto abbastanza e tutto il necessario per conquistare la fiducia di una persona che fondamentalmente ancora non mi conosce e forse sfortuna sua (tieh!) nemmeno mai mi conoscerà.

mercoledì 3 dicembre 2008

Le Luci delle Case

C'è un esercizio che ogni tanto mi piace fare. Lo facevo anche da piccolo, ma a differenza dell'indovinare i modelli di macchina che avremmo incrociato sul nostro percorso, questo l'ho piacevolmente mantenuto.

Si tratta di guardare le luci che escono dalle abitazioni e farsi trasportare. Nel senso di lasciare che la fantasia faccia il suo corso ed immaginare chi ci possa essere in quella casa, cosa starà facendo, pensando, sognando.

E' un esercizio che si può fare in vari momenti della giornata e in diverse circostanze. E' piacevole all'imbrunire, su una strada di campagna con poche abitazioni. E' altrettanto bello al mattino presto, su una strada trafficata andando al lavoro nei rigidi inverni del nord, quando la luce esterna stenta a prendere intensità soffocata dalla nebbia.

Un aneddoto su tutti da bimbo, quando si è obbligati a stare dietro nei viaggi in macchina e non avendo l'impegno della guida. Potevo anche ruotare la testa per vedere da diverse angolazioni le luci che fuoriuscivano da una casa che incontravamo sempre nei nostri viaggi, perché vicina alla nostra abitazione.

Per me non era una semplice casa, era un castello e dalle luci suffuse che uscivano dalle finestre, nella mia mente mi faceva pensare che fosse abitata da re, regine, streghe e maghi.
Peccato che molti anni dopo, raggiunta l'età della ragione, mi comunicarono che era la casa di uno dei più grandi notai della zona. Sogno svanito, anche se non c'ero andato molto lontano.

martedì 2 dicembre 2008

Dolce Divagazione

Toglietemi tutto, ma non il dolce.

Entro in pasticceria, sempre in punta di piedi. In particolar modo in quelle pasticciere artigiane, vecchio stile, in cui intravedi il gran maestro all’opera. Lì con gli ultimi ritocchi sulle frolle appena uscite dal forno o l’adagio posizionamento della frutta sulla crostata in realizzazione.
Sono luoghi mistici, dove si può soddisfare la vista, l’olfatto e lo stomaco.

Pochi giorni fa ricordavo con mia moglie, complice ideale per queste glicemiche fughe, un fantastico dolce che avevamo mangiato per le strade di Parigi.
La gouffre, una delicata pastasfoglia che si presenta come una scacchiera, ove però gli spazi sono concavi e vengono riempiti da una colata di cioccolato fuso. Ancor prima di addentarla, si intravede le potenzialità della delizia. Tenendola in mano, si sente sui polpastrelli il tepore dato dalla cialda appena scaldata sulla piastra. E poi, si raggiunge il culmine quando il primo boccone raggiunge il palato. Incredibile.

Emozioni simili le ho raggiunte solo girando per la Sicilia. Ma questa è un’altra storia.

Bon Appetit!

lunedì 1 dicembre 2008

Avvistamenti Sonori: Luca Carboni ft. Riccardo Sinigallia - Ho visto anche degli zingari felici

Finalmente è uscito anche il video di questa ottima reinterpretazione di un brano del 1976 di Claudio Lolli. Luca Carboni incontra Riccardo Sinigallia e il risultato di questa Ho visto anche degli zingari felici è very good.

Naturalmente da notare com'è ancora molto attuale il testo di Lolli, che è presente anche verso la fine del video.

La canzone anticipa l'uscita del nuovo album di Luca Carboni Musiche Ribelli prevista per il 16 gennaio.


Qui Torre di Controllo

Chissà se nel viaggio della nostra vita esiste una torre di controllo che ci aiuta in caso di difficoltà e che sappia sempre dirci dove siamo e dove dobbiamo andare.

Per chi è credente sicuramente la fede è un buon punto di riferimento, ma per chi non lo è?
Al di là delle nostre singole capacità e doti, in caso di emergenza a cosa ci aggrappiamo e su chi possiamo contare.

Forse è in questi casi che assistiamo a delle vere e proprie illuminazioni. E' in questi momenti che si può quantificare la nostra semina e se i valori nei quali abbiamo sembre creduto e per i quali abbiamo lottato sono quelli giusti per noi. Infine, se siamo riusciti a creare delle importanti relazioni.

Già perché forse è proprio questo l'elemento discriminante. Il creare, alimentare e far crescere relazioni umane, nella consapevolezza che è la vera essenza dell'esistenza.
E poi magari nel momento del bisogno il nostro mayday potrebbe essere raccolto da qualche torre di controllo.

Tanti Auguri 1: Piccinato

Ciao piccinato e buon compleanno!


Tanti Auguri 2: Isaia

Caro isa... buon compleanno!